Qui Mantova, le ragioni per gli sponsor per continuare a credere nel progetto

Secondo La Voce di Mantova mancherebbero le risorse addirittura per iscriversi al prossimo campionato. Dopo un anno di grande crescita, mollare il basket mantovano adesso sarebbe un delitto verso lo sport

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Un terremoto ha scosso il movimento cestistico virgiliano. E’ quello causato dall’articolo del 26 maggio 2016 da La Voce di Mantova in merito alla possibile non iscrizione della Pallacanestro Mantovana al prossimo campionato di Serie A2. Sebbene l’articolo parli della preoccupazione anche di coach Martelossi in merito alla situazione senza però riportare dichiarazioni ufficiali, dall’esclusione dai playoff contro Agrigento ne sono capitate di tutti i colori. Già il consigliere d’amministrazione Stefano Berni all’indomani dell’eliminazione contro la Moncada aveva parlato di un suo possibile disimpegno dal mondo del basket sempre col quotidiano mantovano. Qualche giorno dopo sembrava tutto rientrato con le azioni dello stesso Berni (che aveva dichiarato di voler chiedere un chiarimento alla FIP in merito all’arbitraggio di gara 4 ritenuto inadeguato) che facevano propendere ad un suo rinnovato interesse per le questioni di Mantova e con l’esito della prima riunione del consiglio d’amministrazione post-eliminazione in cui i soci parevano aver ritrovato l’armonia e la comunione d’intenti. Ora La Voce di Mantova parla del 10 giugno come data limite entro cui si sapranno le sorti del futuro del basket mantovano.

UNA STAGIONE STORICA – La notizia della possibile mancanza di risorse per l’iscrizione alla prossima stagione rappresenta un vero e proprio fulmine a ciel sereno, arrivata al termine della miglior stagione nella storia sportiva (la seconda in assoluto in Serie A2) degli Stings con un terzo posto in regular season (e una lunga battaglia con Treviso per la prima piazza protrattasi fino all’ultima giornata) e una finale di Coppa Italia di categoria. Certo, con l’ambizione dimostrata per tutta la stagione da parte dell’ambiente di puntare a fare qualcosa di importante (sebbene le parole “Serie A” non siano mai state pronunciate esplicitamente) e con l’acquisto dei nuovi americani Udanoh e Ferguson ad una settimana dall’inizio dei playoff era lecito attendersi un cammino post-season più lungo. Tuttavia, pare che tutto questo non basti a convincere gli sponsor ad investire nella Pallacanestro Mantovana, anche se esisterebbero valide ragione per continuare a farlo.

L’IMPATTO SUL TERRITORIO – E’ infatti innegabile quanto il “rivoluzionario” progetto della Mantova del basket, in una provincia storicamente legata molto più al calcio che ad altri sport, sia cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni riscuotendo ottimi risultati per quanto riguarda il radicamento sul territorio. Si pensi ai progetti Tea Energia MN Basket Generation ed MBE Teen Team che hanno coinvolto decine di società locali e oltre 500 bambini e che hanno l’obiettivo, nei prossimi anni, di portare alla costituzione di una formazione Under della Pallacanestro Mantovana per competere con le grandi realtà cestistiche giovanili nazionali (qualcosa di impensabile fino a qualche anno fa).

I NUMERI PARLANO CHIARO – Se agli sponsor però non interessano i dati sul settore giovanile, allora si prendano in considerazione quelli relativi alle presenze del pubblico. Innanzitutto, i tifosi virgiliani da febbraio hanno costituito un gruppo organizzato con tanto di statuto e tesseramento soci, ma cosa ancora più importante, il pubblico del PalaBam è raddoppiato rispetto alla scorsa stagione: dagli 853 spettatori della scorsa stagione ai 1805 di quest’anno (articolo della Gazzetta di Mantova del 18 maggio 2016). Per questa statistica Mantova è la seconda di tutto il campionato di A2, dietro solo a Scafati, una piazza in cui si respira basket da molto più tempo rispetto a Palazzo Te e dintorni. E parlando di campionato di A2, i dati diffusi dalla Lega Nazionale Pallacanestro parlano chiaro: rispetto alla stagione 2014-15 c’è stato un incremento nelle presenze di pubblico totali tra tutti gli impianti del 18.6% (937.826 spettatori) e dell’11.9% per media-gara (1954 spettatori a palazzetto a partita).

NUOVO CAMPIONATO, ALTRA CRESCITA – Tutti questi dati rappresentano una base di partenza molto importante per la prossima stagione che vedrà la partecipazione di almeno una tra Treviso e Fortitudo Bologna, poi Virtus Bologna, Siena, Roma, Verona, Trieste, Biella e tante altre società storiche o che nel corso delle scorse stagioni hanno alzato notevolmente la media degli spettatori. Insomma, fermare la giostra mantovana proprio adesso che stava cominciando a girare così bene sarebbe davvero un male e non esisterebbero ragioni, nemmeno statistiche, per farlo.

Per continuare ad alimentare il sogno di una squadra mantovana in Serie A serve un gruppo (inteso sia come il quintetto che scende in campo ogni domenica sia come i componenti della “squadra dirigenziale”) coeso sia all’interno che fuori dal campo di gioco, guidato dal talento, dall’impegno e dal sacrificio, oltre che le necessarie risorse economiche. A tal proposito, si dice che la sponsorizzazione sia “l’arte di far parlare di sé parlando d’altro” e allora perché non “parlare” del proprio marchio legandolo a due realtà, quella mantovana e quella dell’intera pallacanestro di A2, in crescita costante in modo da comunicare valori positivi che solo lo sport può trasmettere ad un pubblico sempre più numeroso e appassionato?

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