Pistoia ha scelto, si riparte da Vincenzo Esposito

Pistoia ha scelto, si riparte da Vincenzo Esposito

A volte ritornano. Magari dopo tanto tempo e sotto altre vesti, ma ritornano. Ad una settimana esatta dalla conferenza stampa di addio di Paolo Moretti, il Pistoia Basket ha scelto Vincenzo Esposito come nuovo coach biancorosso per la stagione 2015/2016. Si tratta di un ritorno per lo scugnizzo casertano, che aveva già assaggiato il parquet toscano da giocatore.

EL DIABLO:  Quel giorno di fine Novembre del 1997 una frotta di ragazzi presidiavano l’allora PalaFermi. Sopra il giubbotto, indossavano una canotta dei Toronto Raptors con il numero 4 sulle spalle e in mano, brandivano un pennarello. Il meno romantico selfie non era ancora stato concepito e dunque, tutti quanti, pazientavano per ricevere un autografo. Vincenzo Esposito arrivava alla Mabo Pistoia a campionato in corso, quella volta per giocare. Prima partita, esordio casalingo contro la Mash Verona di Mike Iuzzolino. Trentanove minuti in campo, 25 punti con  8/20 al tiro (3/12 da tre) e 3 assist, vittoria Mash 80-75. Seguiranno altre 18 partite a 22 punti di media e il tiro da tre che si aggiusta fino a toccare il 39%. A fine anno i saluti e l’approdo ad Imola, una seconda casa dopo la natia Caserta. Da allora, Esposito era tornato in Via Fermi solo ed esclusivamente da avversario. Fino alla prossima settimana, quando, in seguito ad annuncio ufficiale della società, sarà presentato a stampa e tifosi come nuovo coach della Giorgio Tesi Group.

DAL CAMPO ALLA PANCHINA: Nella sua longeva carriera da giocatore, Esposito seduto in panchina c’è sempre stato poco e malvolentieri. Adesso che però veste i panni da coach, obtorto collo, dovrà starci. A dir la verità, la scorsa stagione a Caserta molto spesso lo si è visto in piedi a gesticolare all’indirizzo dei giocatori o in ginocchio sul parquet intento a scrutare l’evolversi della partita. Giacca e cravatta non pervenute. Focoso in campo, focoso in panchina. Un carattere debordante che, nella passata stagione, ha provato ad imprimere alla sua Juve. Ricevuta la squadra a fine Dicembre, ultima in classifica ed ancora a secco di punti, Esposito, in tandem con il vice Baioni, ha cominciato a lavorare sodo per provare a raggiungere la salvezza, sfuggita per un soffio. A El Diablo, va però il merito di aver dato ad una squadra mentalmente scarica e ad uno spogliatoio esacerbato un motivo in più per scendere in campo e lottare, oltre ovviamente ai dettami tattici. Preliminarmente, ha posto l’accento sulla difesa, proprio lui che quando giocava era spiccatamente votato alla fase offensiva, per poi in seguito pensare all’attacco. Qui, dopo aver preso la non semplice decisione di liberare una macchina da punti come Sam Young, ha spostato i riflettori offensivi sul centro bulgaro Dejan Ivanov. Personalità, appunto. All’ombra della Reggia sono giunte 8 vittorie ma la marcia, si è arrestata all’ultima giornata contro Pesaro ed il secondo “miracolo a Caserta” non si è avverato.

NUOVA AVVENTURA: Come nelle migliori tappe in linea al Tour, per la panchina di Pistoia c’è stato un arrivo a due in volata. Alla fine, a spuntarla è stato Esposito su Frank Vitucci che, per rimanere in ambito ciclistico, non è riuscito ad uscire di scia allo scugnizzo. Adesso, come consuetudine esige, in Via Fermi si pensa a chi affiancherà il nuovo coach in panchina. La prossima settimana sarà fondamentale per capire se Fabio Bongi e Marcello Billeri, stakanovisti del pino, resteranno a Pistoia come portatori del sacro fuoco della tradizione oppure se la società, sentito il neo coach, deciderà di cambiare totalmente linea. L’oroscopo pronostica sviluppi decisivi, cantava Sergio Caputo, in quel Sabato italiano che oggi, a distanza di diciotto anni, ha riportato Esposito a Pistoia.

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