UFFICIALE: Pistoia e Moretti, le strade si dividono

UFFICIALE: Pistoia e Moretti, le strade si dividono

Sei anni e mezzo possono essere un periodo di tempo infinitamente breve o incredibilmente lungo. Per la Storia, con la S maiuscola, sono quasi un’ inezia ma nello sport contemporaneo corrispondono ad un epoca. Duemila-trecento-quarantatre giorni, tanto è durato il regno di Paolo Moretti sulla panchina biancorossa. Dal 12 gennaio 2009 fino a mezzogiorno di oggi,  quando la parola “fine” è stata pronunciata dallo stesso coach ed udita da stampa e tifosi nella sala conferenze del main sponsor Giorgio Tesi Group.

NUMERI OLTRE AI FATTI: Se dallo stereo della sala fosse fuoriuscita una canzone, quella sarebbe stata In a Broken Dream. La chitarra distorta e l’organo dei Python Lee Jackson insieme alla voce incendiaria di Rod Stewart avrebbero perfettamente accompagnato l’uscita di scena del coach aretino, vero monumento del basket pistoiese. Sette stagioni, di cui sei fin dal precampionato per un totale di 239 apparizioni in panchina fra Serie A, campionato e coppa Italia di Legadue. Il conteggio delle vittorie di Moretti con il Pistoia Basket si ferma a 128, ben oltre il 53%.  Ai freddi numeri seguono necessariamente i fatti, maggiormente evocativi. Nel periodo in cui ha predicato basket al PalaCarrara, Moretti ha abbellito la bacheca di Via Fermi con notevoli successi. I più fulgidi sono forse due: promozione in Serie A nel 2012/2013 e serie play off protratta fino a gara 5 contro Milano l’anno seguente, il tutto con Pistoia neopromossa in massima serie. Vere e proprie imprese onuste di gloria.

SIPARIO: “Questo è un incontro che vorrei durasse tantissimo per ricordare tutti gli episodi che si sono susseguiti in questi anni” Inizia così l’ultima conferenza stampa di Moretti da coach di Pistoia. Un Moretti sereno, sicuro della propria scelta la quale arriva “nel miglior momento possibile per salutarci“. Le motivazioni sono economiche: la proposta di adeguamento contrattuale a cifre più basse rispetto alla stagione passata non è stata ritenuta accettabile dal coach aretino che dunque ha preferito declinare l’offerta. Nessun “braccio di ferro”, nessun dissapore, solo il tempo necessario per sedersi e trovare la soluzione più consona alle esigenze di entrambe le parti che, alla fine, è risultata essere quelle di uscire dal contratto che vedeva Moretti ancora come coach di Pistoia per un altra stagione.

QUELLA DOMANDA: “Dall’estate del 2012, che seguì la finale promozione persa contro Brindisi, per tutte le estati seguenti, a fine stagione mi sono sempre posto la stessa domanda: che fare? mi rimetto in gioco un altro anno o raccolgo il punto e saluto? Fino ad oggi non era mai arrivata l’occasione propizia che infondesse in me la giusta forza per compiere la scelta di andarmene.” Moretti illustra in questi termini il ragionamento interiore che lo ha portato a dare risposta a quella sua annosa domanda: “Mi sono accorto che non ci sono più i presupposti per continuare. Così ho trovato la forza di rispondere alla domanda. L’alternativa sarebbe stata quella di rompere degli equilibri che non avevo intenzione di rompere“. Nessun rancore né rammarico, solo e soltanto la verità che spesso folgora chi ha il coraggio di guardarla negli occhi.

VERSO IL FUTURO: Moretti non ha parlato del proprio futuro, almeno non in termini di squadre interessate a lui. Piuttosto, ha parlato di aspettative: “Vorrei fare un passo in avanti sotto il profilo degli obiettivi ma non escludo anche un periodo di pausa per ricaricare le pile“. Nebuloso è anche il futuro del Pistoia Basket in ottica panchina, la società di Via Fermi non ha ancora cominciato a sondare il mercato alla ricerca del nuovo coach: “Prima di intrattenere contatti con altri, volevamo chiudere con Moretti” dice il presidente Maltinti “il club oggi mette un punto e volta pagina, ma Pistoia è orgogliosa di Paolo e orgogliosa di se stessa per aver dato la possibilità a Moretti di lavorare e permettergli così di diventare uno degli allenatori più ambiti della pallacanestro italiana“. “Essere riusciti a trattenere un professionista come Paolo Moretti a Pistoia per sei anni e mezzo equivale ad aver raggiunto le nozze d’oro” ha chiosato il vice presidente Lucchesi.

Finisce dunque un’era per il Pistoia Basket. Un periodo indelebilmente segnato dal lavoro di Moretti e del suo staff. In sette stagioni Moretti ha potuto esprimere il personale modo di concepire e produrre pallacanestro, provando a realizzare, come lui stesso ha ammesso ed in gran parte riuscendoci, quell’idea di gestione di squadra che negli States prende il nome di “Platoon System”. Tutto questo, da qualche ora, fa parte del concavo ricordo comune. Perchè invece si imponga un futuro che sia irrevocabile come il passato c’è ancora tempo.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy