Acea Roma – Enel Brindisi, le pagelle: Stipcevic domina, James d’orgoglio

Acea Roma – Enel Brindisi, le pagelle: Stipcevic domina, James d’orgoglio

ACEA VIRTUS ROMA Stipcevic: stravince il confronto diretto con uno dei migliori playmaker del campionato imponendo il proprio ritmo e le proprie leggi sul match. Fiuta la giornata positiva degli esterni e distribuisce con la solita sapienza 8 Mon Chèri ai compagni, mentre in proprio costruisce dal nulla triple siderali utili a indirizzare la contesa verso il dominio virtussino, proprio lì dove voleva lui. Game, set e match per il demiurgo con il 24, 8. Curry: diamante grezzo di sensibilità cestistica, mostra l’attitudine a ragionare sempre in grande pur tramutando il tutto in disarmante semplicità, più in generale perfeziona le idee dell’attacco romano con classe evidente. Scatta la Polaroid della Domenica con il canestro in esitazione e mezza virata del 38-21. Fa bella la Virtus ad ogni possesso, che dal suo arrivo propone un record di 4-1. Campione, 7,5 Freeman: gioca con debilitazioni fisiche evidenti e conseguentemente per effettuare una lettura della sua partita si necessita un viaggio tra le intangibles, arti che Freeman sposa in toto giocando una partita generosa, onesta e sempre efficacemente “dentro al sistema”, come lucidamente annotato da Dalmonte nel post-partita, 6 Ejim:  16 punti di media dall’infortunio di Bobby Jones, e forse non è solo un caso. Gradisce assai lo spot di 4, ruolo in cui il suo notevole bagaglio atletico può esaltarsi in contrasto al maggior quantitativo di stazza dei dirimpettai medi. In svariate occasioni lascia piantato sul primo passo Delroy James, per poi accoltellare il ferro del Tiziano con gioiosa veemenza. Scoppia di salute e chiude a  14+8: con un Melvin a questo volume l’Acea può guardare alle restanti  3 partite con più serenità, 7 Ebi: sente grande fiducia e la riversa integralmente nel sistema di Dalmonte, elettrizzandolo. Punisce spesso e volentieri la difesa di Brindisi con il jumper in allontanamento, ormai suo marchio di fabbrica. In difesa le spiccate doti intimidatorie inibiscono le qualità dei lunghi brindisini, costantemente marginalizzati dalla presenza selvaggia del 53, che in assoluto controllo chiude con un ottimo 9/12 dal campo. Complimenti a Dalmonte per il suo prodigioso inserimento, 7,5 Morgan: al rientro dopo l’infortunio che l’ha tenuto fuori per 5 giornate, vive di per sé una serata offensiva negativa, che lo vede però coadiuvare il lavoro degli esterni con svariati e solidi blocchi tramutatisi poi nei canestri decisivi a scavare il solco da cui Brindisi non riuscirà a riemergere. Soffre progressivamente Mays, cliente scomodo per chiunque. A una lettura finale il -5 di valutazione sembra castigarlo oltremodo, 5,5 De Zeeuw: aggressivo quanto basta per reagire ai fisiologici momenti di down che Roma accusa dopo una partenza a spron battuto, offre buoni minuti di riposo a un Morgan convalescente, 6 D’Ercole: conosce la contesa nel pieno del tornado offensivo Virtussino, intelligentemente non forza la mano in attacco focalizzando il suo lavoro nel contenimento di Denmon, la principale fiammella della speranza per le ipotesi di rimonta di Brindisi. Gli basterà un soffio appena e la pagnotta è guadagnata, 6 ENEL BRINDISI Pullen: è tra i principali esponenti del ritmo apatico, distratto e svagato dell’Enel. In 28’ di permanenza sul parquet non trova mai una fiammata o uno spunto d’orgoglio: una cosa alla Pullen insomma non si vede nemmeno a pagarla, e l’Enel con i registi in totale difficoltà chiude ad appena 5 assist di squadra, 4,5 James: sembra l’unico in grado di prendere di petto la Virtus, nonché il più disposto a reagire d’orgoglio alla partenza ad handicap dei suoi. Sotto canestro è una presenza viva e frizzante, pur incapace di spostare gli equilibri del match in solitaria. I suoi blitz al ferro della Virtus sono la più roboante esclamazione dell’Enel, 6,5 Bulleri: Bucchi si ritrova presto a dover cercare un cambio di ritmo, di conseguenza il Bullo ricava 19 minuti spesi a tentare di innestare ordine e un po’ di pepe nelle spoglie trame offensive dell’Enel. Non ne ricaverà poi molto, eppure nel suo caso sembra bastare il “semplice” osservarlo gestire il gioco e ragionare in punta per motivarne la presenza, pur prettamente estetica, in campo, 6 Cournooh: frenetico ma disordinato, nei 16’ in regia non riesce a riscrivere la sceneggiatura del match, 5 Denmon: negli ultimi tempi il suo fatturato è in regressione, vive una giornata controversa vaneggiando innocuamente senza proporre i consueti assoli fiammeggianti. Il passo è pesante, le percentuali una Caporetto inaspettata. E’ però materiale di troppo lusso per non addossare al giro a vuoto romano le vesti di una semplice giornata storta: don’t panic, il 4,5 è solo un incidente di percorso. Zerini: fa legna sotto le plance e non deraglia mai. Stabilizza senza ribaltare, 5,5 Turner: pur impreciso è tra i più reazionari nel pacchetto degli esterni di Bucchi, e in una giornata di spossatezza generale la sua vitalità emerge. Non offre però alcuna soluzione nel contenimento di Curry, che lo batte costantemente, 5,5 Mays: spinto dallo sbando generale della regia, e in controtendenza all’identità classica del centro di peso, fa del dinamismo un’arma centrale, occupando molti spazi e provocando confusione e situazioni di difficile lettura per i lunghi romani. Serve palloni e lotta e sbatacchia a dovere nell’area, costringendo Morgan alla panchina e chiudendo con un prestante 17+14. Il migliore insieme a James, nonché miglior assist man dell’Enel (seppur a quota 2), 6,5

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