Basketinside a Milano, tra NBA 2K16 e Olimpia (Parte 1)

Basketinside a Milano, tra NBA 2K16 e Olimpia (Parte 1)

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Al Melià, un lussuoso hotel al centro di Milano, 2K Sports ha deciso di presentare il nuovo capitolo di uno dei giochi più venduti al mondo: NBA 2K. Io e il mio collega Nicolo Tonato, inviati di basketinside.com per questo evento, abbiamo avuto modo di conoscere, grazie anche alla voce di Alessandro Cattelan, le tante novità presenti in questo nuovo capitolo in uscita a fine Settembre. Grazie alla regia d’eccezione di Spike Lee, la modalità My Player è stata completamente rinnovata. Al suo interno presenta la storia (#BeTheStory) di un ragazzo che si fa tutta la trafila delle High School per poi provare ad essere un giocatore NBA, realizzando il sogno nel cassetto di ogni appassionato di questo sport. Oltre al My Player, la 2K si è concentrata molto sul gameplay, migliorando i movimenti dei giocatori in post (completamente rifatti da 0) e aggiungendo diverse migliorie negli schemi – cambiati rispetto al passato – e nelle varie modalità di passaggio. Provando il gioco dopo i vari trailer di presentazione, abbiamo avuto la sensazione di essere di fronte ad un vero e proprio capolavoro. Finita la sessione di prova, abbiamo potuto intervistare i giocatori dell’Olimpia Milano presenti alla premier. Qui sotto le parole di Andrea Amato e Daniele Magro (poi arriveranno anche quelle di Lafayette e Macvan).

ANDREA AMATO (a cura di Andrea Piazza)

Ciao Andrea, come ci si sente ad essere un autentico prodotto del settore giovanile del club?

Certamente è molto gratificante. Mi da molte responsabilità perché la società ha puntato su di me, ci crede in me e cerco ogni giorno di dare il massimo per dimostrare che non si sono sbagliati, per crescere e contribuire alla squadra.

Molti allenatori in Italia, in questi giorni, hanno puntato su di te come possibile miglior giovane del campionato. Pensi che possa essere un obiettivo realistico per te?

Innanzitutto ringrazio questi allenatori per la fiducia dimostratami. Spero di poter essere uno dei migliori giovani del campionato, e per farlo spero di avere minuti a disposizione, in modo tale da poter dare subito un contributo alla squadra. Spero che il coach si fidi di me!

Complici diverse assenze dovute agli Europei e agli infortuni, Milano non ha disputato un buonissimo precampionato, mentre tu sì. Cosa ti ha chiesto Coach Repesa sin da queste prime uscite?

Abbiamo fatto un precampionato discreto. Sai, la mancanza di giocatori fondamentali come Lafayette, Cinciarini, Simon e Gentile si è sentita. Repesa mi ha dato molti minuti, mi ha sempre detto di stare tranquillo, di fare quello che mi chiedeva, ossia di mettere tanta aggressività sulla palla e di mantenere in ritmo i compagni. Adesso abbiamo la supercoppa, non so quanti minuti avrò a disposizione, vedremo; io cercherò di farmi trovare pronto.

Queste ultime due stagioni a Casale Monferrato sono state molto positive per te: ti è rimasta nel cuore la squadra e la città?

Sicuramente devo molto a Casale perché ha puntato su di me quando ancora non avevo dimostrato niente. Ero uscito dalle giovanili e mi hanno subito dato fiducia, ringrazio quindi Marco Martelli, il General Manager, e Griccioli, che era il mio allenatore. Mi hanno fatto crescere, hanno puntato su di me e l’anno successivo con Marco Ramondino sono cresciuto ancora, insieme a tutta la squadra. Casale è un posto speciale per me perché ho anche trovato la fidanzata (sorride, ndr), ma in generale è un posto perfetto per crescere, ci sono poche distrazioni perché la città è piccola però l’ambiente è sano, perfetto per i giovani e per questo un pezzo del mio cuore rimarrà sempre a Casale.

DANIELE MAGRO (a cura di Andrea Piazza)

Ciao Daniele, sembrava fatta ormai per il passaggio di Cervi a Milano, poi all’improvviso è saltato tutto e sei arrivato tu. È stata una sorpresa per te? Te lo saresti mai aspettato?

Per quanto mi riguarda non è stata tanto una sorpresa, bensì un’occasione da prendere al volo, perché una volta che ti chiama l’Olimpia dire di no è impossibile. È una fantastica opportunità e da adesso sta solo a me fare del mio meglio per poter dare un contributo a questa grande squadra che vuole essere protagonista in qualsiasi competizione.

Avrai già avuto modo di conoscere Coach Repesa, cosa ti ha chiesto di dare in campo in termine di contributo?

Mi ha chiesto di dare sempre il massimo una volta sceso in campo. Per me non è un problema perché a me conta vincere come squadra, perché questo è uno sport di squadra. L’allenatore è veramente bravo, di esperienza, sicuramente non devo dirlo io (sorride, ndr). Sa come gestire al meglio qualsiasi situazione e il gruppo nel suo complesso, perché ha già preso le redini della squadra.

Qualche domanda sulla nazionale, visto che tu hai già avuto modo di fare parte di questo gruppo: secondo te poteva fare qualcosa in più a Lille? Come hai visto crescere il gruppo in questa manifestazione?

L’Italia è andata molto bene, e solamente a posteriori si potrebbe recriminare l’ultimo possesso gestito contro la Lituania nei tempi regolamentari che avrebbe portato la squadra magari a non fare il preolimpico ma andare direttamente a Rio. Il basket è fatto di momenti, vedi anche l’anno scorso Milano-Sassari che con un rimbalzo in attacco è cambiato tutto. Si decide per degli episodi: tu puoi prevedere qualsiasi cosa, qualsiasi situazione però poi ti ritrovi ad essere immerso in uno scenario in cui un canestro sbagliato o segnato cambia tutto. È stato un europeo ottimo, peccato per non essere riusciti a fare quel piccolo passettino in più!

Ultima domanda: in nazionale hai già avuto modo di conoscere Gentile e anche Cinciarini, questo ti ha avvantaggiato per inserirti al meglio sin da subito nel gruppo?

Certo, ho già giocato con Alessandro, ho fatto anche l’anno scorso le qualificazioni per gli europei e mi sono trovato bene, anche col Cincia ad esempio. Non ho nessun tipo di problema con loro, sono bravi ragazzi e questo per me è un vantaggio. Ormai nell’ambiente della Serie A, giocando contro tante volte, conosciamo più o meno le caratteristiche dei giocatori sia dentro che fuori dal campo. È tutto ok!

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