Bianchi: ‘Sostenibilità del movimento, infrastrutture e crescita dei giovani: i 3 pilastri del progetto LBA’

Bianchi: ‘Sostenibilità del movimento, infrastrutture e crescita dei giovani: i 3 pilastri del progetto LBA’

Le parole di Egidio Bianchi.

di La Redazione

Il Presidente della LBA Egidio Bianchi è intervenuto alla trasmissione “Backdoor Podcast” di Simone Mazzola condotto da Simone Mazzola. Ecco il link dell’intervista con il presidente della Lega Basket (nella foto con il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti agli Oscar del Basket – Pietro Reverberi).
https://www.backdoorpodcast.com/egidio-bianchi-final-eight-ripartire/

Di seguito alcuni estratti della intervista.

– L’articolo del New York Times sulla Final Eight non a sorpresa

Non è inaspettato. Stiamo lavorando su molti fronti in ambito della comunicazione a tutti i livelli per cercare di dare la massima visibilità a quello che è il prodotto basket italiano di vertice. È arrivato con un timing straordinario e questo ci fa particolarmente piacere, toccando un tema che volevamo lanciare anche oltreoceano: le nostre competizioni hanno il sapore del “dentro fuori” e lasciano ai tifosi un mare di emozioni, come si è visto a Firenze. Anche gli americani loro hanno saputo apprezzare lo spettacolo offerto dalla Coppa Italia

– Puntare sui giovani: Next Gen Cup e workshop

È stato un evento straordinariamente importante per il lancio del progetto giovani che proseguiremo nei prossimi anni. Abbiamo avuto risultati straordinari: nei palazzetti, in orari non tipici del basket, abbiamo sempre avuto oltre 4 mila spettatori sia nella fase di qualificazione che Finale. Il seguito che hanno avuto le partite sui canali Facebook e sito della LBA è stato un successo che è andato oltre le nostre aspettative. Abbiamo avuto la possibilità di apprezzare come il nostro piano di comunicazione varato quest’anno vada verso i nostri appassionati e soprattutto verso i più giovani. Il passaggio successivo è dare seguito alla Next Gen Cup e partire con la Junior League. Sarà il vero e proprio campionato giovanile nel quale far maturare quei giovani in quell’età che, con poche possibilità di mettersi in gioco, si perdono.
Risultati importanti anche nei workshop, come quello Next Gen Educational, in cui mettiamo in relazione il rendimento degli sportivi professionisti di Serie A piuttosto che i settori giovali con quello scolastico. Abbiamo avuto grandi sorprese dal sondaggio che ci ha dato un quadro in cui il basket si connata con grandi risultati studenteschi. Tutto questo fa crescere l’evento di anno in anno e non ci fermiamo qui perché vogliamo sempre migliorare.
La sfida è ora dare seguito ai contenuti del workshop dal punto di vista delle testimonianze. In Italia dobbiamo creare delle Academy perchè il modello americano pone condizioni diverse ed complicato da replicare. Possiamo però lavorare sulle condizioni per cui i nostri giovani possano, oltre che lavorare sul campo, anche studiare e prepararsi al post carriera, che non è soltanto un obiettivo che riguarda lo sport ma anche inserimento in aziende. Su questo punto abbiamo necessità di creare condizioni per avere un ausilio da parte delle istituzioni. Abbiamo lanciato il sasso, non è un esperimento che rimarrà isolato ma anzi avrà un seguito durante tutto l’anno per poi ripresentarlo nella prossima F8.

– La comunicazione social come propaganda

Avevo già chiesto lo scorso anno alla struttura di LBA di presentare un progetto in merito a cosa serviva per crescere in tutte le dimensioni della comunicazione. Dalla carta stampata ai social media cercando di creare format e contenuti nuovi che volevamo lanciare nei nostri canali digital. Quest’anno in maniera strutturata abbiamo lanciato un piano di comunicazione che ci porta a vedere il basket declinato in tutte le varie dimensioni in tutti i giorni della settimana. Sottolineo il versante digital, sul quale eravamo sicuramente più carenti e che sta crescendo in alcuni casi a doppia cifra: questo mi rende orgoglioso dell’obiettivo che ci eravamo posti in una dimensione che vogliamo sempre più poter trasmettere emozioni.
Il lavoro che abbiamo fatto in questi mesi , anche dal punto di vista grafico e che ha dato un’identità sia alla F8 sia alle Finals, individuate come un vero e proprio evento, è un fattore vincente anche nel confronti di chi si avvicina a questi momenti con l’entusiasmo che possono trasmettere sia ai tifosi e anche agli appassionati

– Il pubblico e lo spettacolo della Final Eight

Abbiamo avuto un successo a varie dimensioni. C’è stato un grandissimo entusiasmo da parte dei tifosi delle due squadre perché giocarsi un primo trofeo nella storia dà sempre un’emozione particolare, per cui l’aspettativa è stata crescente man mano che ci si avvicinava alle fase decisive del torneo. Dall’altra parte abbiamo lavorato tantissimo con le istituzioni locali sia sportive che comunali che della regione per cercare di avere la massima diffusione di quello che era il messaggio della F8 per il territorio. Abbiamo lavorato con la Federazione in particolare con il comitato regionale toscano per far sì che il messaggio arrivasse a tutte le società toscane e tantissime erano quelle presenti. Abbiamo creato le condizioni per cui ciascun appassionato di basket toscano potesse essere parte di uno spettacolo che aveva tutte le premesse di essere emozionante. Anche la finale ha avuto un tasso tecnico elevato e ne ha beneficiato il lato emozionale.

– Migliorare il futuro con strutture e regole precise

L’elemento cruciale per un Evento è la struttura. Quest’anno abbiamo portato anche una Fan Zone a Firenze, però a causa degli spazi disponibili abbiamo dovuto definirla in uno specifico ambito, mentre in altre realtà potremmo avere situazioni differenti. Uno degli aspetti fondamentali dal punto di vista del Fan Engagement è proprio creare quei momenti di ricreazione in cui anche i ragazzi riescono a divertirsi magari un attimo prima di vedere i loro beniamini in campo.

– Gli obiettivi dello sviluppo

Iniziare ad appassionare altri soggetti che in questo ambito sono una risorsa su cui vi è da investire: penso ad esempio a tutti gli appassionati di Esports, uno degli obiettivi che presto metteremo in campo per cercare di fare un progetto che abbracci questo ambito in assoluta crescita, per cui vogliamo essere precursori come fatto su altri tipi di ambiti.
Come Lega ci siamo posti anche altri ed altrettanto importanti obiettivi di crescita per questo movimento. Abbiamo bisogno di regole certe armonizzate con quelle federali per far si che ci sia sempre la possibilità da un lato di sanzionare i cattivi comportamenti e dall’altro premiare le situazioni virtuose. Su questo stiamo lavorando per un progetto su cui stiamo lavorando e che vedrà la luce nelle prossime settimane.
Un ulteriore passo determinante per la crescita del movimento è costituito dalle infrastrutture. È evidente che in molti paesi europei si è cresciuti quando si sono sviluppate gli impianti Abbiamo avuto un bellissimo confronto con L’Istituto per il Credito sportivo con cui far nascere un progetto. Andrea Abodi, il presidente dell’Istituto del Credito Sportivo, ci ha indicato come la prima Lega, a parte la Serie B di calcio da lui preseduta fino ad un anno fa, che si sta muovendo in questa direzione con obiettivi chiari e che porteranno in tempi medio lunghi a mettere a disposizione ai club di serie A un modello a cui tutti gli impianti si dovranno adeguare, partendo dal fatto che dovranno vivere 365 giorni all’anno e quindi essere polifunzionali. Sarà un passaggio epocale e non semplice: ci muoveremo con una logica di metodo che probabilmente potrebbe essere il vanto di questa Lega e di quello che potrà creare a livello di condizioni di crescita degli impianti. Mi piacerebbe che tra un anno tutte le amministrazioni locali abbiano percepito le potenzialità di questo progetto, che presto avendolo varato spiegherò più nel dettaglio così da far percepire qual è l’obiettivo da raggiungere. I 3 ambiti – sostenibilità del movimento, infrastrutture e crescita dei giovani – sono i 3 pilastri del progetto di Lega. È giunto il momento per non avere nessun tentennamento che ci possa in alcun modo bloccare.

Una Lega privata non è al momento all’ordine del giorno e forse non si tratta nemmeno di un progetto che potrebbe avere un seguito da parte degli appassionati che vedono il sistema promozioni retrocessioni come un elemento di pathos. Ci sono però i presupposti di crescita ulteriormente nella misura in cui, a fronte della delega che la Fip concede alla Lega, noi possiamo introdurre ulteriori possibilità di crescita del prodotto, ed è il primo obiettivo, facendo passi determinanti negli ambiti di cui parlavo prima.

L’allargamento a 18 squadre della LBA e dell’Eurolega complica moltissimo la composizione dei calendari, a ciò aggiungo che l’anno prossimo al termine del campionato ci sarà anche una particolare finestra delle nazionali che sarà il preolimpico. Dovremo fare di necessità virtù e capire come meglio sistemare il calendario per non creare problemi alle società. Non solo Milano, ma anche le altre squadre impegnate in Europa non avranno tempi morti durante la regular season. È un passaggio importante di crescita, le competizioni europee danno la voglia di investire e con essa la possibilità di accogliere nuovi sponsor, come ha fatto Brescia quest’anno. Io credo che tutto questo sia un elemento di crescita del prodotto Basket.

Legabasket.it

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