Brindisi-Cantù, la sala stampa: le parole di Sacchetti e Kurtinaitis

Brindisi-Cantù, la sala stampa: le parole di Sacchetti e Kurtinaitis

Le parole dei due coach dopo Brindisi-Cantù.

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Coach Kurtinaitis commenta così la sconfitta della sua Red October a Brindisi: “Per prima cosa voglio congratularmi con Romeo Sacchetti per la vittoria e la buona prestazione della sua formazione questa sera. Noi invece facciamo fatica a trovare continuità nei quaranta minuti soprattutto nelle partite fuori casa e abbiamo qualche giocatore che non riesce a recuperare il giusto ritmo. Ci sono degli aspetti sui cui dobbiamo sicuramente migliorare, come la nostra qualità offensiva e difensiva. Ci sono però anche troppe palle perse legate a errori banali come le infrazioni di passi. Credo che le palle perse questa sera siano la principale ragione della sconfitta e molte non sono legate ad aspetti tecnici”.

“Come uscire – ha continuato l’allenatore lituano – da questo periodo difficile? -Ovviamente ci servirebbe un successo. Dobbiamo continuare a lavorare per eliminare errori banali e aumentare il nostro controllo della partita. Non riesco ad accettare che i miei giocatori commettano sbagli stupidi come gestire male i secondi possessi. In questo momento diversi nostri elementi non hanno il feeling con il gioco e non hanno chiaro cosa sia necessario fare per vincere una partita di pallacanestro in Italia”.

“Se vogliamo vincere infatti – ha concluso coach Kurtinaitis – dobbiamo avere il doppio di assist rispetto alle palle perse e invece oggi abbiamo perso ancora 20 palloni. Ci sono però degli errori che è difficile togliere a giocatori esperti”.

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Differente l’umore di coach Sacchetti, soddisfatto per la vittoria dei suoi: ” E’una vittoria importante che vale più dei soli due punti, vista l’avversaria di fronte. In settimana eravamo demoralizzati dopo la sconfitta dello scorso turno, ora va meglio. Abbiamo avuto risposte importanti da Moore che ci ha dato maggior pericolosità nel tiro da tre e da Goss, che ha trovato canestri importanti nelle fasi finali. Dobbiamo comunque lavorare ancora tanto per migliorare: abbiamo perso tanti palloni senza creare azioni. Abbiamo bisogno di coinvolger maggiormente i lunghi e la panchina, levando così pressione ai nostri esterni. La prova di Johnson? Per farlo bisognava sparargli. Temevamo maggiormente Pilepic e avevamo predisposto dei raddoppi su di lui, così facendo però abbiamo lasciato troppi spazi a Johnson che è stato bravo a sfruttarli”.

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