Buscaglia e l’Aquila, un amore vincente

Buscaglia e l’Aquila, un amore vincente

Dopo oltre tredici anni il legame tra Buscaglia e la Dolomiti Energia non accenna ad affievolirsi anzi rimane solido e produce risultati.

Tredici intensi anni quelli trascorsi insieme, Trento e Buscaglia sembrano essere uniti da un legame indissolubile. Ripercorriamo quindi la storia di quella che nel mondo sportivo moderno è una rarità.

GLI INIZI

E’ stata una carriera in sordina quella di Buscaglia, senza mai esagerare in uno sbalzo di troppo che avrebbe potuto portarlo fuori strada. Se volessimo dare una data per indicare il punto di partenza del suo volo con l’Aquila basket Trento quel giorno sarebbe stato l’8 Giugno di ben undici anni fa, quando ironia della sorte affrontava la Reyer Venezia nella finale promozione per la B1. Quella volta l’avevano scampata i veneti ma a distanza di poco più di 10 anni le cose sembrano essere notevolmente cambiate sia per Buscaglia che per la squadra. Il coach di Trento è partito dalla gavetta, dalle serie minori emiliane fino alla consacrazione in serie A, per arrivare poi ad essere eletto miglior allenatore in Eurocup.

LA PRIMA GIOVINEZZA

Dopo l’intensa gavetta tra la serie D e la C2 emiliana dove finiva praticamente per allenare suoi coetanei, l’allenatore umbro si sposta a seguire gli juniores di Bologna, militanti nei campionati nazionali. E’ li che percepisce che questo sport sarebbe stata la sua vita, ma soprattutto capisce che sarebbe diventato il suo mestiere per la vita.

L’INCONTRO CON TRENTO

Dopo tanto sudare nelle basse leghe finalmente arriva la chiamata di Trento, quella chiamata che avrebbe cambiato la sua vita per i successivi 13 anni. Nel 2003 si trova ad allenare l’Aquila in C1. Sulla scrivania gli viene subito messo davanti un progetto ambizioso si, ma fatto di piccoli passi, senza nessuna esagerazione. E’ forse proprio questo che ha convinto Buscaglia a rimanere per tanti anni tra le mura bianconere, sentendosi parte di un qualcosa di duraturo che a sensazione l’avrebbe portato lontano.

I PRIMI IMPORTANTI SUCCESSI

Nel 2004 arriva la promozione in B2 ed il conseguente passaggio al PalaTrento. Ingresso gratuito e poco pubblico ma già si percepiva l’aria di qualcosa di più importante. Era quello il punto di partenza. Dopo di che è arrivata la Lega due ed al termine di una stagione mozzafiato che ha visto Trento imporsi su Capo D’Orlando anche la serie A. A quel punto il cammino di Trento che in 6 anni aveva fatto più di quanto nessun altra società aveva mai costruito si lega saldamente a Buscaglia. La società acquisisce un senso di se ed una sicurezza da grande. La società sa rispettare i ruoli interni, E’ una gerarchia molto marcata ma anche molto differenziata in cui ogni persona sa di essere competente nel suo campo ma non va mai ad imporsi sugli altri. E’ proprio questo forse che ha fatto capire a Buscaglia di trovarsi nell’ambiente giusto.

LA MATURITA’

Dopo 13 anni assieme era giunta l’ora di volere ancora di più ed allora ecco che Trento ed il suo coach arrivano in Eurocup e finalmente per la prima volta anche ai playoff scudetto. Ma si sa, la Dolomiti Energia ogni punto d’arrivo equivale ad un punto di partenza, è forse questo il processo che ha fatto sempre tenere alto il livello di questa società. Il non accontentarsi mai ma procedere linearmente sui proprio binari a prescindere dai risultati e dagli eventi in generale.

LA STAGIONE DEI RECORD

Veniamo così alla stagione corrente. Buscaglia diventa allenatore della nazionale under 20 dopo aver passato la summer league con i Broocklin Nets, ma soprattutto dopo essere insignito del premio come miglior allenatore dell’Eurocup. La stagione non parte bene, un mercato estivo che non ha dato i risultati sperati e una raffica di infortuni costringono il tecnico bianconero ad attingere a tutta la sua esperienza. Cambia più di una volta faccia alla sua creatura. Via Lighty, dentro Marble e Sutton, quest’ultimo richiamato a Trento dove aveva già militato. E ancora Baldi Rossi, Moraschini e Marble infortunati. Avanti allora Shields e la squadra che deve cambiare ancora assetto. Ma questo più che un problema sembra essere una soluzione per Buscaglia che fa un girone di ritorno da record e si ritrova ai playoff accoppiata con Sassari. Sconfitti i sardi è Milano l’avversaria dei trentini. La stampa parla di una serie già decisa in partenza ma non fa i conti con una Trento arrembante e mai doma, proprio come il suo allenatore, che riesce ad imporsi al Forum per ben due volte, giocando senza pressione e con quel cuore che solo chi sa che non ha nulla da perdere può mostrare. Sul 3-1 la serie è pressoché finita. Trento si gode il suo momento fatto di tanti piccoli passi, ma soprattutto insegna che un progetto costruito su basi solide può avere la meglio anche contro squadre con il quadruplo del tuo budget. L’Aquila ha collezionato un altro tassello al suo puzzle perfetto costruito giorno per giorno e ora dopo ben undici anni si ritrova contro Venezia nella serie che potrebbe consegnare definitivamente lei ed il suo fedelissimo coach nella storia del basket italiano.

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