Cantù-Venezia, la sala stampa: le parole di Bazarevich e De Raffaele

Cantù-Venezia, la sala stampa: le parole di Bazarevich e De Raffaele

Le parole dei due allenatori dopo Cantù-Venezia.

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Coach Walter De Raffaele commenta così la vittoria della sua Umana Reyer alla Mapooro Arena: “E’ un successo che ha un gusto particolare perché vincere a Cantù, in un palazzetto che trasuda di storia e con un pubblico speciale, è motivo di grande soddisfazione. Abbiamo giocato con notevole attenzione in tutto l’arco dei quaranta minuti, anche quando siamo andati sotto, senza mai disunirci. Abbiamo avuto un contributo da ogni giocatore e questo è il senso della squadra: avere un gruppo unito di persone che si sbattono”.

“E’un successo – ha aggiunto l’allenatore di Venezia – dal peso specifico doppio: in primo luogo perché è la seconda vittoria consecutiva in trasferta cosa che non ci è mai capitata in stagione. Secondariamente perché conferma che stiamo crescendo ed eseguendo le cose giuste anche a livello di gioco. Siamo dunque molto soddisfatti per questa affermazione”.

Coach Bazarevich commenta così la sconfitta della sua Acqua Vitasnella contro l’Umana Reyer: “E’ dura commentare una partita del genere. Siamo sempre rimasti in gara sapendo quello che dovevamo fare. Nell’ultimo quarto invece Venezia ha segnato dei canestri mentre noi abbiamo sbagliato molto. Certo non tutte le conclusioni erano buone scelte, ma abbiamo fallito anche dei tiri aperti. Pure gli errori ai liberi hanno pesato tanto, come gli ultimi due di Fesenko, però sono cose che fanno parte del gioco”.

E’ ovvio – ha aggiunto l’allenatore della Pallacanestro Cantù – che con questa sconfitta le nostre possibilità di conquistare i playoff si riducono di molto. Però mancano ancora cinque partite e noi dobbiamo lottare fino all’ultimo. E’ l’unica cosa che possiamo e dobbiamo fare”.

“Non penso – ha concluso il coach russo – che la mia squadra abbia giocato in maniera troppo individuale. Avevamo dei vantaggi che abbiamo provato a sfruttare con degli elementi che hanno la qualità per farlo. Per esempio quando la Reyer ha schierato un quintetto piccolo abbiamo scelto di dare la palla dentro. E’ vero che questo non ha funzionato. Chiaramente poi hanno inciso le troppe palle perse, ma non è la prima volta che ci succede”.

Uff.Stampa PallCantù

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