Caserta, dal sogno playoff al rischio retrocessione in cinque partite

Caserta, dal sogno playoff al rischio retrocessione in cinque partite

La Pasta Reggia Caserta sembrava aver messo in ghiaccio la salvezza, ma cinque sconfitte consecutive hanno riportato a galla vecchie paure per i supporters campani.

Era il 14 febbraio quando la Pasta Reggia Caserta batteva tra le mura amiche la Virtus Bologna e sembrava mettere in cassaforte la salvezza, ma da quel momento è iniziato quello che probabilmente è il momento peggiore della stagione dei bianconeri che adesso hanno solamente quattro punti di vantaggio su Torino.

È naturale che nel tentare di spiegarsi questa involuzione dei casertani sia necessario partire dai tanti infortuni che hanno minato gli equilibri di una squadra che già nel girone di andata non era stata trattata molto bene dalla dea bendata. In particolare è stata la defezione di Viktor Gaddefors a creare le maggiori difficoltà alla Juve: infatti, lo svedese, grazie alla sua versatilità e alle sue indubbie doti difensive, era una pedina fondamentale nello scacchiere di coach Dell’Agnello e la sua assenza ha reso più corte le rotazioni sugli esterni, reparto in cui la Juve paga già il prezzo della assenza di una vera guardia in grado di essere terminale offensivo affidabile.

L’inserimento di Uros Slokar avrebbe potuto dare alla Pasta Reggia una consistenza maggiore sotto le plance, ma non è stato facile fino a questo momento inserirlo adeguatamente nei giochi a causa delle difficoltà nell’allenarsi a ranghi completi e dell’ennesimo cambio forzato di assetto dovuto all’infortunio di Bobby Jones, sostituito da un giocatore totalmente diverso come Linton Johnson.

Dal punto di vista del gioco, la differenza con la prima parte di stagione che maggiormente salta all’occhio è quella relativa alla difesa che, da punto di forza, è diventata un problema molto importante. Oltre al poco affiatamento tra i giocatori che, si sa, in difesa è un elemento importantissimo, non si può non aver notato un calo di intensità che potrebbe essere frutto della convinzione di avere già la salvezza in tasca, cosa che adesso non è più pensabile.

Per quanto riguarda i singoli, la discontinuità di Peyton Siva e Micah Downs, leader offensivi della squadra, rappresenta evidentemente un problema, mentre Daniele Cinciarini, superati i problemi alla schiena del periodo pre-Final 8, sta viaggiando a medie importantissime. Sotto canestro Dario Hunt sta crescendo, ma ancora non fa sempre le scelte offensive giuste e i tiri liberi sono ancora una spina nel fianco per lui.

È ovvio che la situazione alla quale Dell’Agnello si è trovato a dover fronteggiare è molto singolare, ma gli infortuni ci sono per tutti, magari non così costanti, e il mercato è sempre aperto appositamente per poter far fronte a essi, cosa che all’ombra della Reggia non è sempre stato fatto con tempestività, ma del resto il territorio non offre risorse alla società e l’emergenza è una condizione molto conosciuta a Pezza delle Noci. Anche se il calendario non fa dormire sogni tranquilli, questa squadra negli scorsi mesi ha dimostrato di avere il carattere per uscire da questa sgradevole situazione.

 

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