Caserta, Iavazzi: “Nella vita bisogna avere il coraggio di fermarsi e guardarsi indietro”

Caserta, Iavazzi: “Nella vita bisogna avere il coraggio di fermarsi e guardarsi indietro”

La conferenza stampa della patron della JuveCaserta Raffaele Iavazzi.

Sembra davvero essere giunta al capolinea la vita della Juve Caserta, o almeno la gestione Iavazzi che nella conferenza stampa di questo pomeriggio ha annunciato di voler intraprendere le pratiche per l’iscrizione della squadra al prossimo campionato, ma, in caso non dovesse farsi avanti nessuno per rilevare una parte consistente delle sue quote societarie, non si impegnerà a presentare la fideiussione da €250.000. 

Nella vita bisogna avere il coraggio di fermarsi e guardarsi indietro. Dopo il problema che ho avuto alle mie aziende mi sono trovato in grossa difficoltà, ho deciso di fermarmi e mi fermo da dove ho iniziato: in A1“, è questo il passaggio chiave della lunga chiacchierata con giornalisti e tifosi che il patron bianconero ha avuto questo pomeriggio che rischia di passare alla storia come il giorno in cui è finito il basket a Caserta.

Oltre a parlare di futuro, Iavazzi si è soffermato anche molto sul passato per dare un quadro dello status finanziario della società:”La società è in condizioni migliori di quando l’ho presa. La JuveCaserta ha due grosse criticità: una cartella esattoriale  e un’altra per l’iva del 2014 che stiamo dilazionando. Queste due cartelle esattoriali sono le uniche criticità le altre sono fesserie. L’unico bat che ho avuto io e quello di Domercant perché vuole il 20% della differenza di lega e siamo in attesa del giudizio. Ho pagato gli stipendi di Aprile e ho tutte le carte per l’iscrizione che consegno a Carlo Giannoni. La JuveCaserta ha tutte le carte in regola per iscriversi al campionato“.

Il numero uno bianconero ha sottolineato come la Juve abbia perdite annuali per €1,5 mln e, pertanto, “bisogna trovare una persona che metta un milione e mezzo per fare il campionato. Chiunque entra in società deve immaginare di perdere un milione e mezzo, chi pensa di spendere meno si prende in giro“.

A chi gli chiede se ha contatti avviati con qualcuno che possa affiancarlo, il presidente bianconero risponde così:”Avevo dei contatti ma sono tutti <<sisi poi vediamo>>…Io metto la classe imprenditoriale nelle condizioni di fare una squadra di A1. Io onestamente non so quali siano le prospettive.  Senza le mie aziende faccio un passo indietro perché non me la sento di iscrivere la squadra. Io ho parlato con tutti i candidati sindaci perché la Juve è una delle poche cose positive che questa provincia esporta. La mia non è una provocazione,  sono convinto che questa città prima o poi si dovrà fare un esame di coscienza. Voi trovatemi un milione e mezzo e io mi assumo tutto i debiti delle stagioni scorse“.

Ritornando ai temi del passato, Iavazzi ha affermato che la passata stagione aveva ceduto alle pressioni di Barbagallo e Atripladi e aveva esonerato coach Molin, salvo poi pentirsene.

Sul rapporto con Caputo, il patron ha spiegato che:”Io e Rosario ci siamo riavvicinati perché lui si era proposto di fare un po da gm, ma non avrei lasciato carta bianca a nessuno perché buttare i soldi degli altri è troppo facile“.

Infine sulla città:”Sono deluso per essere stato abbandonato anche dalle Istituzioni. Tolto il 4 maggio, per la risposta della città un’altra pazzia come questa non la rifarei neanche se avessi tre milioni da buttare.  Caserta ha 1500 tifosi veri che darebbero l’anima, il resto sono tifosi della domenica“.

Insomma non c’è stato il tanto sperato ripensamento di Raffaele Iavazzi che dice addio, almeno come socio di maggioranza, a una squadra che, nonostante qualche errore di gestione da lui stesso ammesso, gli deve i suoi ultimi quattro anni di vita.

 

 

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