Caserta, il vuoto lasciato da Sacripanti: continuità o casertanità?

Caserta, il vuoto lasciato da Sacripanti: continuità o casertanità?

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La Campania cestistica non è mai stata così distante, perchè se è vero che da un lato Avellino fa sognare i propri tifosi con Lakovic, Ivanov e i ritorni di Szewczyk e Vitucci, che fanno della Scandone una candidata alle prime 4 posizioni della prossima stagione, a Caserta la parola d’ordine è: attesa.

Attesa di capire i prossimi movimenti, dopo l’addio un po’ a sorpresa di Sacripanti, che è tornato nella natìa Cantù, e attesa di conoscere il verdetto dalla querelle Atripaldi, che vede il deus ex machina biellese in bilico tra l’amore passato, e l’intrigante futuro offertogli da Iavazzi.Se però, per il GM, la strada è nota e l’unica incognita è sulle tempistiche dell’accordo, l’attesa per il coach è costellata di interrogativi, dubbi e molti nomi sparati un po’ a caso nella Piazza Affari campana.
Pancotto, Calvani, Ramagli, Gentile (che, come riportato dal Mattino, potrebbe tornare anche come alternativa ad Atripaldi stesso, o come DS al suo fianco), fino ad arrivare al duo Oldoini – Dell’Agnello.
Per eliminare il fattore casuale, almeno in parte, vorrei soffermarmi su quest’ultimi due e sulla decisione che verrebbe eventualmente presa nella stanza dei bottoni bianconera.
Continuità o Casertanità?

OLDOINI in breve. Max è a Caserta da tempo ormai, era il 2008 quando fu assunto come fido scudiero di Frates prima, e Sacripanti poi, con il quale ha condiviso anche l’avventura azzurra in U20. Competente, preparato, la sua ultima esperienza da Head Coach fu da traghettatore della Fortitudo Bologna, sostituì Ergin Ataman in un contesto assolutamente sfavorevole, riuscì a salvare la squadra, ma su 10 partite strappò i due punti in sole due occasioni. Essendo stata  l’unica sua esperienza da capo allenatore, dopo aver iniziato come assistente alla Mensa Sana nel 2001, la sua percentuale di vittorie in carriera è del 20%, ma ovviamente, non fa alcun testo.
Ha più volte dato un’importante aiuto a Sacripanti, quando impegnato con la Nazionale infatti, era compito di Max allenare i nuovi arrivati per il ritiro estivo, inoltre il suo essere fondamentale in partita è cosa nota, essendo l’uomo in più della Juve quando si tratta di parlare o ‘svegliare’ un singolo in partita.
La scelta ricadrebbe ovviamente su Max nel caso la parola d’ordine fosse “Continuità”: ha studiato da coach Sacripanti, puo’ esserne più che degno erede.

DELL’AGNELLO in breve. Sandrò non ha bisogno di presentazioni. Eroe dello scudetto del ’91, è erede di Tanjevic e Marcelletti, e tra i loro allievi, è sicuramente quello che più fortuna ha avuto in panchina (meglio di Gentile e Esposito, anche se i loro nomi sono in queste ore molto chiacchierati per ricoprire ruoli in società). Ha allenato a Livorno per poco tempo in A, ma è stato confermato in LegaDue, dove in una situazione non facile ha trovato ottimi risultati, che l’hanno portato sulla panca dell’ambiziosa Venezia, sempre in LegaDue. Qui però la sorte gli è avversa, e forse non era ancora pronto al grande salto. Sceglie di ripartire dalla DNA, ed è uno dei maggiori artefici del miracolo Leonessa. A Brescia vince il campionato dilettanti, resta ancora un anno in L2 dove rafforza la compagine e mette le basi per quella che è la più grande stagione dei lombardi in L2, dove raggiunge la Finale, ma lo fa senza Dell’Agnello che nel frattempo aveva iniziato una nuova avventura, stavolta a Forlì.
Questa volta il suo lavoro non è passato inosservato, e se al momento del dopo-Frates, gli fu preferito Sacripanti (nonostante Sandrokan si fosse offerto anche al minimo sindacale per la sua Juve, almeno secondo le leggende cittadine), questa volta potrebbe essere il fit ideale per la compagine casertana, nonostante il forte interessamento anche della VL Pesaro, che ha puntato l’ala dello scudetto bianconero.Se la scelta dovesse ricadere su Dell’Agnello, non sarà solo per le sue indubbie capacità di coaching e motivatore: la ‘casertanità’ invocata da Iavazzi potrebbe portare, sempre secondo il Mattino, ad una ricomposizione del trio di scugnizzi che fece grande Caserta: Nando Gentile – Enzino Esposito dietro la scrivania e Sandro in panchina a dirigere le danze.

In entrambi i casi, la scelta del coach non sarà fine a se stessa, anzi, rappresenterà l’acme di un pensiero maturato in queste settimane, ma nel frattempo, esattamente come è stato per Sacripanti o per Atripaldi adesso, la Juve non puo’ far altro che attendere la fine di questo campionato per lavorare al meglio al prossimo, che già di per sè, rappresenta un grandissimo traguardo.

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