Caserta, prima di parlare di giocatori si pensa al gm

Caserta, prima di parlare di giocatori si pensa al gm

Oramai è passato quasi un mese dalla partita di Pesaro che ha decretato la retrocessione della Pasta Reggia Caserta e per i tifosi casertani la delusione si sta trasformando lentamente in speranza di un pronto ritorno nella massima serie, anche se il format dell’A2 prevede una sola promozione con 32 squadre a contendersela.

Assodato che sarà Iavazzi, con la collaborazione probabilmente di Rosario Caputo, a portare avanti la Juve (in questi giorni Carlo Barbagallo ha messo in vendita il suo 10% e Iavazzi dovrebbe avere un diritto di prelazione), è altrettanto certo che la guida tecnica della squadra sarà affidata ancora a Vincenzo Esposito, l’eroe dello scudetto del 1991 e della quasi miracolosa salvezza di questa stagione. Al Diablo sarà affidata anche la respinsabilità di scegliere i giocatori in sede di mercato ma ci sarà anche un gm che però non dovrebbe avere un ruolo nella gestione dell’aspetto sportivo del club. Nei giorni scorsi Iavazzi ha pranzato con Marco Bonamico, ex presidente della LegaDue ed ex cestista, al quale inizialemente si credeva volesse affidare la gestione del marketing mentre nelle ultime ore si sta facendo avanti l’ipotesi che vedrebbe Bonamico ricoprire il ruolo di gm.

Per quanto riguarda la vicenda PalaMaggiò, si va sempre più verso una soluzione positiva per la permanenza della Juve nel palazzo dei cento giorni anche se ancora si attendono notizie ufficiali.

In merito all’allestimento del roster, si parla di un budget di circa un milione e mezzo di euro per puntare subito alla promozione. Prima di buttarsi sul mercato bisognerà prima capire chi resterà e chi invece lascerà la città vanvitelliana: per adesso le permanenze più probabili sono quelle di Antonutti, Tommasini e Tessitori, ma ci sono ancora gli ultimi dettagli da sistemare prima di pensare solo ed esclusivamente all’allestimento della squadra.

Intanto, come vi abbiamo riportato, non si conoscono ancora i criteri con cui verranno divise le 32 partecipanti al prossimo campionato di A2 in due gironi. La soluzione migliore per la Juve sarebbe l’applicazione del criterio territoriale mentre, se venisse applicato quello meritocratico, i bianconeri si ritroverebbero in un giorne di ferro con praticamente tutte le concorrenti per la promozione.

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