Caserta, quattro giorni per sciogliere tutti i nodi

Caserta, quattro giorni per sciogliere tutti i nodi

Venerdì 13 maggio il presidente della Pasta Reggia Caserta Raffaele Iavazzi dirà la sua verità e farà chiarezza sul futuro.

La stagione che si è appena conclusa è stata una delle più complicate vissute all’ombra della Reggia negli ultimi anni, ma alla fine è arrivata una preziosa salvezza sul campo che da speranza ai supporters bianconeri di rivedere la Juve calcare i parquet della massima serie.

Il patron Raffaele Iavazzi sta ribadendo da molto tempo di non potersi permettere ulteriormente di sostenere da solo le ingenti spese che una società di basket di Serie A richiede e mai come stavolta è probabile che, seppure a malincuore, prenda la decisione di liberarsi da questo onere.

Venerdì prossimo Iavazzi terrà una conferenza stampa al PalaMaggiò in cui dovrà spiegare varie cose sulla gestione relativa alla stagione appena conclusa e dovrà ”ufficializzare” le sue decisioni in merito al futuro, anche se ci sono davvero poche possibilità che possa cambiare idea.

A questo punto l’unica speranza per Caserta di iscriversi al prossimo campionato di A1 è quella di vedere nuovi soci subentrare nella compagine societaria, ma, come detto, non sono mai arrivati segnali incoraggianti dal territorio in tal senso. È altamente improbabile che possa presentarsi un unico soggetto in grado di rilevare l’intero pacchetto azionario della società e sostituirsi in tutto e per tutto a Iavazzi, piuttosto è importante cercare di ampliare la base di soci, cercando di far entrare più soggetti che, pur non accollandosi una quota troppo alta, possano permettere a Iavazzi di diminuire pesantemente il suo impegno.

Ovviamente sarebbe bene accetto un maggiore contributo degli sponsor già presenti o l’ingresso di nuovi, ma anche su quel fronte non è facile per la Juve trovare opportunità, nonostante la presenza di una buona base di tifosi.

A questo punto bisogna solo aspettare venerdì per scoprire se c’è un ”piano B” per il futuro, oppure anche Caserta, come molte altre piazze storiche della nostra pallacanestro, dovrà rassegnarsi a rinunciare ai palcoscenici che contano.

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