Caserta-Sassari, la sala stampa: le parole dei due coach

Caserta-Sassari, la sala stampa: le parole dei due coach

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Marco Calvani:Ovviamente sono molto contento dell’attegiamento della squadra nei quaranta minuti, abbiamo meritato assolutamente questa vittoria. Farei un plauso a Logan, non tanto per quello che ha fatto durante la partita, ma perché ieri sera gli è stato tolto un siringone di liquido dal ginocchio e non doveva giocare, quindi grazie allo staff sanitario e grazie alla disponibilità del giocatore che comunque poteva benissimo dire di non voler giocare, ma che invece di è messo a disposizione della squadra, la stessa cosa ha provato Varnado e, a prescindere dai due falli iniziali, comunque anche lui aveva un infortunio muscolare, abbiamo provato, ma, come avete visto, dopo i primi minuti del terzo quarto ha chiesto il cambio perché accusava nuovamente dolore. Direi che è stato un risultato della squadra dove ognuno ha dato un contributo, soprattutto i giocatori dalla panchina sono stati estremamente importanti per mantenere il livello alto della partita. In trentacinque minuti abbiamo concesso 58 pt e credo che questa sia una soddisfazione per me abbastanza importante per quello che stiamo facendo in palestra, cercando di darci un’identità difensiva, non sempre in Eurolega questa cosa è evidente perché il contendente ha una struttura fisica, un talento e un background diverso da quello che abbiamo noi e quindi è meno appariscente la cosa però vedo io vedo quello che fanno i ragazzi in palestra e stasera credo si sia visto sul campo. Gli assetti che conoscono i giocatori, o quantomeno quelli su cui lavoriamo durante la settimana, stasera sono stati totalmente stravolti perché, oltre al fatto che non abbiamo un cambio per Varnado perché Petway è infortunato, Alexander è stato adattato da cinque e quindi dobbiamo andare con Eyenga da quattro, Sacchetti da quattro, in alcune situazioni anche con Sacchetti ed Eyenga da quattro e cinque, quindi, in questa situazione in cui siamo, non stiamo lì a piangerci addosso, si possono trovare risorse in altre maniere e questo penso sia l’obbligo mio di trasmetterlo ai giocatori. A Sassari, parlo per quello che ho visto io, sono stati bravi gli assistenti nella vittoria con Pesaro, quando io sono arrivato e l’ho vista in tribuna, poi, parlo del campionato, la partita con Trento non ha fatto storia ma credo che Trento stia dimostrando che non sia stato un caso quello che ha fatto a Sassari,noi ci abbiamo messo un po’ del nostro, senza togliere nulla a quello che ha fatto Trento. Dicevo ai miei giocatori che giocare in casa è una risorsa e non può essere vissuta come una pressione e credo che nella partita con Malaga, nonostante la sconfitta, ci sia stata una riconciliazione con il pubblico e il pubblico ha capito che quantomeno ci proviamo, poi possiamo commettere degli errori, non essere ancora pronti per quello che vogliamo per primi noi e a quello che è abituato il pubblico di Sassari. Io ho la fortuna di allenare degli ottimi giocatori, qualsiasi allenatore vorrebbe allenare questi giocatori, merito loro che riescono a trasferire sul campo quello che come staff gli stiamo cercando di dare, è abbastanza evidente che i giocatori sul campo si cerchino e vadano alla ricerca della migliore condizione per poter fare un tiro, sono veramente occasionali le situazioni in cui ci sono forzature e quando ci sono, ovviamente, non è che io non gliele faccia notare. Mercoledì ripartiamo per l’ultima di Eurolega a Bamberg, si chiude questo ciclo di Eurolega e dal 5-6 gennaio ripartiamo con l’Eurocup, però il primo appuntamento di campionato è quello di Torino, poi ne abbiamo due in casa contro Reggio Emilia e Pistoia quindi mi auguro che, anche con la spinta del pubblico e qualche settimana di lavoro in più, saremo nella condizione giusta anche per confrontarci con quel tipo di squadra.Sandro Dell’Agnello:Verrebbe da ridere a pensare che ci siamo preparati tutta la settimana per giocare contro una squadra che fa del tiro da tre punti la sua arma principale ed abbiamo fallito completamente. La colpa è assolutamente mia perché evidentemente, per la prima volta, non sono stato capace di farmi capire dai miei giocatori, questo è il nostro peccato veniale, li abbiamo lasciati tirare e nei primi venti minuti abbiamo fatto sei falli di squadra, sembravamo una squadra completamente diversa da quella che siamo abituati a vedere, evidentemente, non sono stato io bravo a fargli capire che quello era l’aspetto più importante della partita. Un solo fallo nel primo quarto? È una cosa che non ci appartiene, è una cosa sbagliata che soffriresti anche con una squadra di serie C, figuriamoci con Sassari. Abbiamo due o tre giocatori che, per svariate problematiche, non hanno la condizione fisica necessaria per dare il rendimento che ci spettiamo, ma è anche vero che la caratteristica di questa squadra è sempre stata l’aggressività in difesa e non puoi giocare come abbiamo giocato noi per venti minuti con Sassari, abbiamo completamente sbagliato l’approccio e quelle che sono le nostre regole difensive che noi facciamo sempre, poi è ovvio che loro hanno un plus da questo punto di vista perché è la loro caratteristica principale. Diciamo che avevano anche un ritmo diverso perché loro sono abituati a giocare un basket diverso quindi credo si possa ammettere, senza offendere nessuno, che sono più forti di noi anche presi individuo per individuo ed è anche difficile corrergli dietro. Abbiamo esagerato, se vi ricordate, nei primi minuti siamo andati molto al ferro ed abbiamo sbagliato dei tiri da sotto, a quel punto lì, lo dico da giocatore, ti viene la voglia di dire:”va bene faccio un passaggio e tiro da fuori, per lo meno da fuori se sbaglio ho tirato da fuori”, avremmo preso sempre gli stessi punti ma avremmo finito il tempo sotto di sette e non di sedici. Valerio ha un problema grosso, quando lui se ne è andato da qui aveva un ginocchio problematico, si sarebbe fermato comunque anche se fosse rimasto, ora la sua condizione fisica è vicina allo zero e quindi bisogna recuperarlo. È impossibile allenare una squadra che ogni settimana inserisce un giocatore nuovo perché diventiamo matti ed io mi metto nei panni dei giocatori che ogni volta hanno un compagno diverso che fa una cosa diversa che ha una lettura diversa e non è facile. Adegboye si è trovato nella rumba più difficile possibile, ad un certo punto veramente facevano canestro sempre ed era difficile poter giocare e non mi sento di poter dare un giudizio su di lui perché si è ritrovato in campo quando eravamo già sotto di dieci punti, oltretutto il playmaker è un ruolo delicato e quindi aspettiamo. Quello che è successo tra me e Amoroso sono cose che succedono e che iniziano e finiscono lì, io ho spesso avuto di questi problemi in campo ma mai strascichi fuori.

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