Esclusiva Basketinside.com. Il DNA nero-arancio Stefano Vanoncini: “Con la Viola è soltanto un arrivederci”

Esclusiva Basketinside.com. Il DNA nero-arancio Stefano Vanoncini: “Con la Viola è soltanto un arrivederci”

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La Viola saluta Coach Stefano Vanoncini, assistente efficace e sapiente della splendida annata in nero-arancio targata 2014-15. L’allenatore è stato già ingaggiato e presentato dalla Pallacanestro Varese in Serie A1.

C’è un po’ di malinconia nel lasciare Reggio Calabria?

“Assolutamente. Malinconia e , devo dire che sento già la nostalgia. E’ stata una stagione entusiasmante perché ho trovato delle persone eccezionali: è stata una stagione eccezionale, sapevo in che realtà sarei venuto a vivere e, sinceramente, andare via mi pesa. E allora ti faccio io la domanda, perché vai via? Vado via perché a volte nella vita i sogni si realizzano e se ti chiama la squadra per cui tu facevi il tifo da bambino ed è una squadra importante di Serie A, tu fai fatica a dire di no”.

Riavvolgiamo il nastro parlando della passata stagione. Coach Vanoncini ha lavorato tantissimo sull’analisi video, delle statistiche, migliaia si “frame”: a proposito di “frame” video, qual è il riquadro che porterai con te della stagione appena trascorsa?

“Sicuramente il canestro di Moe Deloach e la prima vittoria contro la Paffoni Omegna al Centro Viola: è stato uno di quei colpi di fortuna che ti meriti e che ti danno il via: quel canestro ci ha fatto partire come “il tappo dello spumante” vivendo una stagione entusiasmante  tutta in rincorsa, con un momento difficile quando c’è stato l’infortunio di Erik Rush ma una stagione con il sorriso sulle labbra giocando un basket divertente ed un po’ “corsaro”: amavo “chiamarci” i Pirati di Reggio Calabria perché soprattutto in trasferta vincevamo delle “piccole rapine” come dei pirati. Ci siamo divertiti tanto e spero che anche il pubblico si sia divertito”.

Che consigli puoi dare al prossimo assistente che verrà alla Viola per affiancare Giovanni Benedetto?

“Prima di tutto di essere se stesso: i rapporti si costruiscono con la sincerità. Bisogna essere sempre se stessi specialmente quando si ha a che fare con persone intelligenti e sensibili come Giovanni(Coach Benedetto ndr):lui apprezza e cerca il confronto. Chi viene qui dovrà sostenerlo perché è quello il suo compito ma, quando ci sarà bisogno  dovrà dargli un’idea diversa perché  “scontrando” le idee e lavorandoci su possono uscire altre idee  magari meglio delle idee di partenza”.

A Reggio Calabria si respira aria d’altissimo livello per la prossima stagione: grandi nomi, tanto entusiasmo ed il PalaCalafiore sin dalla prima giornata. Che cosa ne pensi?

“Questo mi fa andar via un po’ più tranquillo, potrebbe essere un controsenso ma è cosi’.Sarei andato via con il “magone” se non ci fosse stata una situazione così “spumeggiante”. Ho dato un contributo all’interno di una stagione di ripartenza ed adesso la Viola andrà avanti benissimo anche senza di me perché ci sono mezzi, volontà, spinta,, giocatori eccezionali quindi sono davvero tranquillo.Penso che la società si sta muovendo con grande oculatezza scegliendo giocatori che possono infiammare la fantasia del pubblico avendo a disposizione un impianto così grande e difficile da riempire”.

Parlavamo della tua Varese e di un basket che non c’è più quando si cambiavano al massimo due – tre giocatori l’anno: accadeva in tutte le piazze d’Italia. E adesso, però, accade il contrario: trovare un giocatore che rimane con la stessa canotta per due anni diventa impresa difficile.Cosa ne pensi?

“E’ vero che tutto questo era legato ad un sistema diverso, quello dei cartelli ma ci si basava molto sull’appartenenza e molto spesso erano giocatori prodotti dai vivai delle squadre stesse. E’ bello ricordare tutto ciò: può essere un obiettivo da centrare per il futuro ma difficillmente deve essere un parametro di confronto con la realtà di oggi. La Viola ripartirà da Ion Lupusor(azzurro classe 1996 ndr) che è un giocatore importante e questo da forza al lavoro che è stato fatto, al progetto stesso ed è bello che un ragazzo che è cresciuto così tanto durante la stagione abbia trovato il coronamento di un’estate azzurra entusiasmante ed adesso venga considerato per un rilancio di una squadra che ha obiettivi ben diversi rispetto alla passata stagione: è questa è una “pietra miliare” importante”.

I nostri lettori devono sapere che in Serie A come capo allenatore di Stefanio Vanoncini ci sarà un altro ex Viola,Paolo Moretti che ha allenato in Lega Due nel 2006.Coincindenze?

“Non puoi dire che hai fatto pallacanestro in Italia se non hai giocato o non hai avuto a che fare con la Viola”.

Che serie A sarà?

“E’ sempre difficile da sapere. La tendenza è sempre quella di grande riconversione e cambiamenti. Poche squadre provano a tenere dei nuclei e non è un caso che sono quelle che fanno meglio. Noi siamo in una condizione diversa: Varese arriva da due stagioni non esaltati c’è voglia di novità: squadra nuova e staff tecnico nuovo: sarà una serie A come sempre estremamente equilibrata dove ogni domenica puoi vincere e perdere contro chiunque. Con tanti giocatori stranieri puoi riuscire a comporre roster in grado di competere contro qualsiasi tipologia di squadra”.

Il momento a Reggio Calabria è sicuramente super, probabilmente il migliore degli ultimi quindici anni.. Ti regalo una “bacchetta magica”, cosa possiamo migliorare ancora in Calabria?

“Io credo che l’unica cosa di cui ha bisogno la Viola, e non ci vuole una bacchetta magica per capirlo è la continuità.Si parte con un progetto importante e la cosa fondamentale è dare continuità allo stesso: è chiaro che in questo progetto molti giocatori “hanno un’età” però è chiaro che questo non significa che l’anno prossimo si dovrà per forza cambiarli tutti.Sono giocatori che qualunque cosa possa succedere a Reggio andrebbero bene comunque e non dico altro per scaramanzia”.

Tra poco più di un mese parte l’Europeo e ci sono grandi auspici per questa Italia che si presenta ai nastri di partenza con ben quattro atleti in arrivo dai Pro.Cosa ne pensi?

“Ci sono grandi aspettative. Io credo che abbiano poco tempo per mettersi insieme.Credo che quello che può fare la differenza può essere la voglia di essere il più possibile “sulla stessa pagina” (come dicono in americano).Ogni atleta deve cedere qualcosa per il bene di tutti”.

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