F8 2016, F: le pagelle della finale Milano – Avellino

F8 2016, F: le pagelle della finale Milano – Avellino

Sanders MVP e Cerella eroico, ad Avellino non basta super Nunnally

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO:

Sanders: l’impressione è che la finale non l’abbia solo giocata, ma soprattutto divorata. Dispone di una fiducia incredibile e nel primo quarto si fa subito pistone dell’inerzia divorante dell’Olimpia. Continua ringhiando sotto le plance e spendendosi tra le linee difensive, e infine va a prendersi la coppa e il premio di MVP inchiodando la schiacciata dopo un recupero su Acker che dà la più forte sensazione al Forum che la Coppa Italia sia davvero a un passo. Animale da palco, 9

Simon: fatica a inserirsi nella narrazione della finale, poi inventa un floater angelico che fa pensare a tutti che stia per entrare in modalità dominio. Invece la mira non migliora e i falli lo inibiscono. Alla fine Sanders gli prende trono e corona, ma per la qualità sciorinata e la bellezza del suo basket in queste Final Eight merita il 7,5

Cinciarini: in linea con il suo percorso di perfezionamento, si prende responsabilità individuali limitate perchè decisive. Nella cartolina della sua finale ci sono rimbalzi offensivi, triple pesanti, il canestro che costringe subito Sacripanti a rinunciare alla zona nel quarto periodo, e poi la tripla che dà a Milano il +15 e rallenta definitivamente la rincorsa di Avellino. Un manifesto della forza del lavoro, 8.

Cerella: dalla sala operatoria al sollevamento della coppa c’è di mezzo la selvaggia determinazione, un attaccamento alla professione, ma forse ancora prima alla vita, che rende complicato non compilare la sua pagella con emozione. Ci si potrebbe romanzare sul folle weekend di Bruno Cerella, che è la storia dentro alla storia delle Final Eight. Il supereroe più umano che ci sia, 7

Kalnietis: sull’onda della semifinale contro Cremona, vive una serata piuttosto difficile. Nonostante ciò la sua presenza mette sicurezza a Milano e toglie parecchia pressione a Cinciarini, ma la mano non si riscalda (chiude con un mesto 2\10 dal campo), nonostante abbia sempre la sicurezza di cercare il tiro che potesse sbloccarlo: non arriverà, ma stasera non c’è nulla da recriminargli, 6,5

Mclean: è discontinuo – e limitato dai falli – nei primi 3 quarti, poi è importante nell’ultimo, in cui i ritmi feroci liberano il suo atletismo e gli consentono di segnare 8 punti che permettono a Milano di piazzare lo sprint decisivo, e con l’appoggio al vetro a 1’30 dalla sirena mette l’ultimo fiocchetto sulla coppa, 7

Macvan: mai una sbavatura nel suo spartito tecnico. Nel terzo quarto con una schiacciata e una bomba in serie dà una bella spallata ad Avellino. Dominante senza fare rumore, 8

Jenkins: si spreme parecchio su Nunnally mostrando compattezza. Il tiro va e viene, ma oggi il suo fatturato basta e avanza per i bisogni di Milano, 6,5

Lafayette: le percentuali non sono limpidissime, ma mette una tripla folle che allontana Avellino nel secondo quarto. Consente a Repesa di mantenere il livello delle rotazioni dei piccoli sempre alto, 6,5

Magro: la partenza in quintetto premia i suoi continui progressi in questa stagione, 6,5

SIDIGAS AVELLINO:

Green: costruisce parecchio e procede di intuito quando il pressing rovente di Milano lo soffoca nella lucidità. Tiene bene il campo fisicamente e mette tutto il suo carisma per continuare a spingere i suoi verso la rimonta, ma il grosso neo resta il tiro: chiude con 0\6, che racchiude sia i tiri di sistema che quegli azzardi che l’hanno storicamente reso imprevedibile e temuto. Nel complesso la sua finale è positiva, 6,5

Nunnally: sa di essere la bocca da fuoco principale di Sacripanti e in avvio paga la pressione, sbloccandosi solo a 3’ dall’intervallo grazie a una tripla e a un 2+1 che ne cominciano la ribalta. Repesa lo teme e in attacco gli toglie molto ossigeno, ma riesce a trovare le sue cose caricando Milano di falli e uscendo alla distanza grazie alla sua versatilità offensiva. Alla fine segna tanto senza forzare e senza monopolizzare il gioco, chiudendo con 25 punti in 28’ e un 30 di valutazione, e sembra difficile chiedergli di più, 7

Ragland: ritorna al Forum nella serata più speciale, e in coppia con Green tiene alta l’intensità di Avellino, pur litigando parecchio con il canestro (2\6 dal campo alla fine). In generale è buona l’applicazione e il livello emotivo della sua prestazione, meno la lucidità, 6+

Leunen: i lunghi di Milano, ma anche gli esterni, lo mettono in difficoltà enorme, tanto che Avellino raggiunge l’intervallo sotto 15-28 alla voce rimbalzi (con Milano già a quota 14 rimbalzi offensivi contro la virgola degli irpini). Resta dentro al match usando la riconosciuta creatività dal post e l’intelligenza tattica. In definitiva sembra riuscire a far girare le cose intorno a sé, pur incidendo poco individualmente, 6+

Acker: inizialmente, con Nunnally che fatica a trovare il canestro, è costretto prendersi molte responsabilità offensive. Talvolta forza, ma inventa anche un paio di canestri – soprattutto nel terzo quarto – che danno nuova linfa alla tentata rimonta Avellino. In difesa limita Simon, ma quando incrocia Sanders cominciano i dolori, 6,5

Cervi: ci mette un po’ a digerire la velocità della transizione di Milano, ma non è tipo da scoraggiarsi e si fa aiutare dal fisico trovando un paio di canestri che all’inizio tengono Avellino in partita. Come Leunen vive una serataccia sotto le plance, ma nel complesso è sufficiente, 6

Veikalas: nel primo quarto funziona da arma tattica per spezzare il ritmo di Milano con le sue triple, ma la sua partita finisce praticamente lì. Resta l’ottimo quarto di finale contro Reggio Emilia a parlare per lui, stasera non va oltre il 6

Buva: conosce la finale alla fine del primo quarto e si dimostra subito importante per Avellino, contrastando il potere fisico dei lunghi milanesi con la tecnica, la durezza e la capacità di trovare il fondo della retina anche nelle situazioni più difficili. Alla fine resta in campo solo 16’, in cui totalizza 12 punti e 6 rimbalzi. Positivo e talentuoso, 7

Pini: cerca di farsi valere nei 12’ spesi in campo. Fa rifiatare i lunghi e nelle situazioni offensive il suo dinamismo è utile per allargare il campo e svuotare un po’ l’area di Milano, 6

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