F8 2016, F: le parole di Sacripanti, Repesa e Sanders

F8 2016, F: le parole di Sacripanti, Repesa e Sanders

La conferenza stampa dei due allenatori al termine della Finale della Coppa Italia che ha visto Milano tornare al successo nella competizione 20 anni dopo l’ultima volta.

L’Olimpia Milano conquista la Coppa Italia al termine di una bella finale, sconfiggendo Avellino. Ecco le parole dei due allenatori nella conferenza stampa.

Stefano Sacripanti (allenatore Sidigas Avellino):“Faccio i complimenti ai miei ragazzi e alla squadra che si è battuta fino alla fine pensando di poter vincere. Faccio i complimenti ai nostri tifosi biancoverdi che ci hanno spinto e incitato, ripagandoci del lavoro che si fa e di una sconfitta difficile da digerire. Faccio i complimenti a Milano perché è pazzesca: ha un’intensità incredibile e aveva due-tre giocatori fuori. Qualche rimpianto c’è, perché noi abbiamo faticato per tre partite, mentre loro hanno avuto una condizione più felice sul loro campo, in quanto non hanno mai avuto la possibilità che un’altra squadra andasse pari a loro. Sanders ha sparigliato tutto, è un giocatore di livello superiore con grande fisicità: ha messo un’intensità devastante e ha fatto tutto. Noi possiamo recriminare per alcuni episodi: Sanders che ruba palla ad Acker con noi a -5, anche se con i se non si fa nulla: quello è stato un episodio difficile da superare. Loro hanno avuto vantaggi sui rimbalzi d’attacco a causa delle rotazioni che abbiamo dovuto fare sui loro pick and roll e i 19 rimbalzi offensivi loro, di cui 14 nel primo tempo, ci sono costati la partita. E poi è chiaro che in una partita del genere quando crei dei buoni tiri bisogna fare canestro e noi li abbiamo sbagliati. Siamo orgogliosi del nostro cammino: abbiamo fatto una finale degna e abbiamo rappresentato al meglio la proprietà e la città, andando avanti anche oltre la stanchezza: Milano è la squadra più forte, troppo profonda e fisica per tutte le altre nel campionato. Ho ringraziato uno per uno tutti i miei giocatori per l’impegno profuso, perché è una cosa che va riconosciuta: usciamo a testa alta”.

Jasmin Repesa (allenatore EA7 Emporio Armani Milano): “E’ una soddisfazione enorme a livello personale e per la società: io sono stato 9 anni in Italia senza vincere la Coppa, mentre Milano erano 20 anni che non la vinceva. Ieri ho chiesto allo staff medico quanto tempo ci voleva perché Cerella recuperasse e mi hanno risposto almeno 1 mese. Oggi ha fatto una parte di allenamento ed era disponibile: oggi il suo esempio è stato utile a tutti per la voglia di vincere che aveva. Siamo stati in casa, voglio ringraziare di nuovo il nostro pubblico che ci ha spinto per tutti e tre i giorni. Prima della partita ho detto a Sacripanti scherzando che non avrebbe potuto vincere tutto l’anno: venendo da 9 vittorie di fila, hanno trovato la giusta chimica con il talento che hanno a disposizione, ma non sono abituati a giocare due partite a settimana. Non hanno mai mollato, ed al tempo stesso voglio fare i complimenti alla mia squadra per aver creato il break nel momento decisivo. E’ difficile inserire i giocatori in corsa: tutto lo staff tecnico era attento perché Sanders può coprire due posizioni: a Salonicco l’ho provato da 4, è un ragazzo molto disponibile, tecnico, fisico, eclettico che capisce il gioco e che può migliorare anche se è già bravo. E’ meglio avere 14 giocatori che averne pochi, perché si rischia di perdere se si gioca con 7-8 giocatori: non si vince se non si è preparati e concentrati tutta la partita. Gentile è un giocatore molto importante per noi, perché è il giocatore di maggior talento della nostra squadra: i suoi infortuni sono nati da un mio errore di averlo portato in America dopo che agli Europei ha giocato 36 minuti a partita quando invece doveva riposare”.

Rakim Sanders (giocatore EA7 Emporio Armani Milano, MVP della Coppa Italia): “Sono contento per la città e per la squadra, e già dagli spogliatoi vedevo la squadra pronta per questa partita. Vincere il titolo con Sassari è stato fantastico, ma dopo essere stato fuori 7 mesi sono ancora più felice perché la squadra mi ha aspettato ed aiutato. Siamo una squadra profonda e l’unica cosa che conta è vincere, non è un problema ruotare gli stranieri”.

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