F8 2016, TOP&FLOP: Sanders primeggia, Turner guida Cremona, male Goss

F8 2016, TOP&FLOP: Sanders primeggia, Turner guida Cremona, male Goss

La Top 5 e la Flop 5 della Coppa Italia: i migliori e i peggiori delle Final Eight 2016

TOP 5:

Sanders: incredibile realizzare che dopo 7 mesi ai box per infortunio (si infortunò al polso durante gara 5 delle scorse finali) rientri in questo stato di forma e con queste performances atletiche. In finale inizia subito schiacciando in tap-in su un errore di Jenkins e da lì non si ferma più, diventando l’arma improvvisa e principale di Milano per la capacità di incidere con continuità e sempre nei momenti in cui Avellino cercava di recuperare. Viaggia a 16 punti lordi e 6 rimbalzi di media in 25.5 minuti di utilizzo nelle 3 giornate del Forum e si prende il titolo di MVP, che nella sua bacheca si aggiunge a quello di MVP delle scorse finali scudetto. Per lui è anche la seconda Coppa Italia, dopo lo Scudetto e la Supercoppa vinta con Sassari: il tutto nel giro di un anno e mezzo. Quando si dice un ritmo furioso.

Simon: era l’uomo più atteso della squadra più attesa, e per tutta la competizione è accompagnato da grande clamore. La vasta ricchezza tecnica, la mano morbidissima e un basket di alto livello estetico lo fanno calzare a pennello nell’immaginario della stella. Entra nelle Final Eight combinando tutte queste qualità pur mantenendo un profilo basso, e dà il meglio nella semifinale contro Cremona, in cui offre un veloce saggio delle sue doti segnando 17 punti in 21’: sembra solo l’antipasto della finale, in cui invece fatica a carburare, e, pur segnando un paio di floater da galleria d’arte moderna, chiude senza dominare. Torna comunque a casa con la coppa e con un ruolo chiave nell’iconografia di queste Final Eight.

Turner: nel solido gruppo di Pancotto scegliamo lui (con menzione d’onore per Washington) per il ruolo decisivo nella semifinale contro Sassari. Non ha scoccato lui le due triple (ci riferiamo a quella di Mcgee e a quella di Cazzolato) che hanno portato la partita ai supplementari, ma dalle sue mani partono le 2 magie che conducono Cremona dal 60-69 al 66-69 all’inizio del 37’, per un totale di 28 punti a referto (top scorer in una partita singola della competizione). Senza il suo pazzesco istinto clutch, già mostrato abbondantemente nella sua avventura a Pesaro, la Vanoli probabilmente non avrebbe mai potuto recuperarla. Merita una chance in una grande?

Buva\Nunnally: il primo è in crescita costante. Trascina letteralmente Avellino in finale abbattendosi su Trento con 19 punti in 21’, in finale Sacripanti lo gestisce parecchio, ma trova comunque 13 punti in 16’. Già dai tempi di Cantù si sapeva che fosse un bel prospetto, Sacripanti l’ha fortemente voluto per la sua Avellino e al momento è uno dei giocatori più interessanti del campionato. Il secondo impressiona per la capacità di segnare in tanti modi e per la capacità di aprire le difese avversarie nei momenti di ostruzione offensiva senza mai forzare (la semifinale è in controtendenza, ma in campionato tira con il 53% da 2 e il 40% da 3): in questo è un primo violino atipico, quasi per conseguenza più che per natura. Giocatore interessante, forse raro.

Wright: arriva a un possesso dalla finale, guidando Trento contro Pistoia (vincendo il duello contro Kirk) e cedendo solo contro una Sidigas arrivata alla competizione con più benzina nelle gambe rispetto alla Dolomiti Energia, che in lui ha trovato un lungo di altissimo livello nel contesto nazionale: domina il pitturato con la sua potenza mista a tecnica e astuzia senza temere rivali. Le mani educate gli consentono anche di chiudere con 3.5 assist di media. Lo aspettiamo in primavera come sicuro protagonista dei playoff.

FLOP 5:

Alexander: quasi dispiace, per amore del gioco, non vederlo dominare. Perché Alexander ha tutto per essere il lungo alfa della Serie A: esplosività, verticalità, un bagaglio tecnico molto vasto, statura internazionale, capacità di esaltare lo spettatore. Eppure, anche in queste Final Eight, si accende a tratti e non convince fino in fondo, giocando solo un buon primo quarto e un discreto supplementare. Troppo poco per le necessità della Dinamo.

Goss: non veniva da un periodo particolarmente felice, e alla palla a due inizia per lui una serata difficilissima: i piccoli di Milano lo sovrastano sotto ogni aspetto, e il ferro respinge ogni tentativo di far vibrare il suo orgoglio e dimostrare di essere sempre e comunque Phil Goss, anche se nell’inverno della carriera. La Coppa Italia non gli sorride neanche stavolta: in 4 partecipazioni, solo una volta è riuscito a raggiungere le semifinali (con la Virtus Roma, che poi arrivò fino alla finale scudetto, nel 2013).

Mitchell: ha voglia di riscatto, fiuta la buona occasione e a tratti riesce anche a produrre, ma le 3 perse (su 6 totali) nell’ultimo quarto sono imperdonabili. Con un po’ di concentrazione in più avrebbe potuto portare Sassari in semifinale; invece paga la fretta, il desiderio di riappropriarsi delle belle cose fatte con la maglia di Trento, e, nonostante abbia la scusante di essere appena arrivato, sembra faticare ad affermarsi in una squadra non cucita intorno a lui. Ha comunque mostrato di avere fame, e può essere una delle sorprese della seconda metà della stagione, ma a Sassari i primi violini non mancano e dovrà riuscire a ritagliarsi il suo spazio senza pesare sugli equilibri della squadra.

Blackshear: Pistoia arriva alle Final Eight rimaneggiata e mutilata della regia, per cui gli si attribuiscono tutte le attenuanti del caso, ma il 3\15 dal campo, con 4 perse e il -1 di valutazione è un sommario troppo vistoso per non farlo terminare sotto nel girone infernale dei flop della competizione.

Poeta: c’è sempre un migliore tra i peggiori: infatti il buon Peppe non gioca male nel complesso, ma nel suo identikit primeggia proprio quel tipo di scossa che è mancata a Trento per dare una spallata ad Avellino. Vive una serata storta portando appena 2 punti (conditi da 2 assist e 1 recupero) alla causa di Buscaglia. Con il suo sesto uomo a regime, forse il sistema Trento avrebbe trovato le risorse per aggirare la lanciatissima Sidigas.

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