Gigi Datome saluta la sua Roma: “Se sono in NBA è anche merito vostro”

Gigi Datome saluta la sua Roma: “Se sono in NBA è anche merito vostro”

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Più che una conferenza stampa è un abbraccio, un saluto, un arrivederci affettuoso ad un giocatore che è entrato nel cuore di tutti, addetti ai lavori e tifosi: Gigi Datome saluta la sua città adottiva, ringrazia per l’affetto e l’opportunità di mettersi in luce che gli ha dato e racconta le sue emozioni e le sue aspettative della grande avventura che lo aspetta oltreoceano, in NBA, con i Detroit Pistons.

“Ciao a tutti grazie di essere venuti. Ho voluto questo incontro non perché abbia qualcosa di speciale, è solo che prima di firmare non potevo parlare, i Pistons volevano l’esclusiva sulle mie prime battute come loro giocatore. Voglio ringraziarvi per questi cinque anni intensi, positivi e negativi, ma sicuramente finisti bene col sorriso e l’entusiasmo di una piazza che mi porterò sempre nel cuore: tanto, tantissimo grazie a Roma, se sono arrivato in NBA è grazie anche alla maglia di Roma che ho portato, che mi ha permesso di mettermi in luce.
Stare questi giorni in America è stato continuare a sognare, anche se in questi giorni di pallacanestro non ho fatto nulla…ma assaggiare la struttura, la città, le persone, è già qualcosa che mi da rendere conto di quanto è grande questa cosa, e il sostegno dei tifosi mi riempie di gioia. Prima però c’è la Nazionale, e io ci tengo tanto a fare bene e a partire forte, ci sono tante aspettative, ma noi vogliamo stupire come abbiamo fatto con la Virtus quest’anno.
La scelta dei Pistons è stata ragionata, avevo diverse offerte (europee e americane) ma ho scelto quella che tecnicamente sentivo più adatta alle mie qualità tecniche; sono stato colpito anche dalle persone, dal punto di vista professionale ma anche umano, ci tengono molto a farti sentire a tuo agio e a casa…penso che riuscirò a trovare i miei spazi e a dimostrare a me e a tutti se merito davvero questa NBA. Questo è il mio momento giusto per andare in America e vivere il sogno, perché quest’anno a Roma mi sono messo in mostra come difficilmente ricapiterà, e mi sento pronto fisicamente e mentalmente a questa esperienza. Non ho paura, sono curioso di vedere come mi rapporterò a questo mondo, volo basso e faccio un passetto alla volta, ma ho grandi aspirazioni e aspettative. Sono molto incuriosito dalla routine, dall’organizzazione delle partite, dei viaggi…è una cosa nuova per me, sono sempre stato abituato ad un ritmo più lento, mentre lì è tutto più veloce; certo serve il tempo ad abituarsi, ma l’entusiasmo che ho è davvero enorme, e sono certo che mi spingerà anche nei momenti più duri.”

Dopo la sua dichiarazione Gigi si è prestato a domande e curiosità dei giornalisti presenti.

Una foto di Roma che porterai in America?
“Quel bagno di folla dopo gara 7 con Cantù….più la guardo, più mi emoziono, ancora mi vengono i brividi!”

Gli altri italiani in America li hai sentiti?
“Ho parlato con Gallo e con Andrea, che sono le persone con cui ho un rapporto più diretto, mi hanno detto che sono contenti per me e io gli ho chiesto tanti consigli, cosa che continuerò a fare anche in seguito perché la loro esperienza mi sarà utile, soprattutto per adattarmi e ambientarmi meglio in un modo per me completamente nuovo.”

Tra i tanti messaggi ricevuti di complimenti, qualcuno ti ha sorpreso ed emozionato di più?
“Sorpreso no…cioè, si è fatta sentire anche gente che non ricordavo di conoscere, ma è una cosa bella eh! Vuol dire affetto, vuol dire che ho trasmesso belle cose…ho avuto attestati di affetto e stima da tantissime persone, del movimento e della mia vita personale, e questo davvero mi emoziona, la gente è quasi più felice di me di questa cosa!”

Qualcuno della tua famiglia viene con te?
“No diciamo che parto da solo…ma già tutti gli amici hanno detto che vogliono venire a trovarmi, dovrò prendere un residence!”

Se dovessi scegliere tra rookie dell’anno o oro con la Nazionale?
“Podio con la Nazionale, sicuramente, perché l’Italia e il movimento italiano hanno bisogno di questo, assolutamente. Rookie dell’anno sarebbe bellissimo , ma lo sarebbe per me e basta…io mi sono tante soddisfazioni, preferirei che ne arrivasse una bella grande per la Nazionale, i miei compagni e tutto il basket italiano.”

Pensi di tornare a giocare a Roma prima o poi?
“Questo ora è difficile dirlo, chissà come andrà la mia carriera…Certo non è un segreto il legame che ho con questo posto, e sicuramente sarebbe qualcosa di davvero romantico!”

E che ne pensi se ritirasse la tua maglia a Roma?
“La mia? No, no, non sarebbe giusto…se una maglia deve essere ritirata è quella di Tonno: un giocatore ha solo una carriera, e lui l’ha data tutta alla Virtus. Nessuno merita più di lui.”

Che ne pensi della Virtus che si sta costruendo?
“Phil, Lollo, e Taylor non mancheranno di dare tutto e di guidare i nuovi arrivati sulla strada giusta da percorrere…Se si penserà a lavorare con umiltà, a divertirsi in campo e a dare sempre il massimo, vedrete che andrà bene”

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