Il Diavolo veste Armani, Caserta all’Inferno.

Il Diavolo veste Armani, Caserta all’Inferno.

Le due compagini che si sfidano, arrivano a questa gara con due obiettivi diversi, playoff per i bianconeri, secondo posto per i lombardi, che lo contengono con i “cugini” canturini.

Caserta e Milano si affrontano in un’atmosfera irreale, con l’Inferno Bianconero che “sciopera” per dimostrare il proprio disappunto per i DASPO a carico di alcuni tifosi dopo i fatti di Brindisi, ritenute, forse a ragione, sanzioni troppo severe.

Milano è sicuramente di un altro pianeta, roster a confronto, e durante il match, eccetto per qualche sussulto bianconero, domina e mantiene saldo il controllo sulla partita, sia per meriti propri, ma anche a causa di una Pepsi dove, molti, sono già con la testa al mare, chiarendo, nel caso ce ne fosse ancora bisogno, che l’anno prossimo rivoluzione sarà.

Stravinto il primo quarto per i milanesi, che dominano e sfruttano le innumerevoli palle perse casertane, leit motiv per tutti i 40′ (26 alla fine), ricevendo tanto da Hawkins, il falco infatti ne mette 9 nel solo primo quarto, 22 alla fine, top scorer per le scarpette rosse.

Il secondo quarto invece pare proseguire sugli stessi binari del primo, con Di Bella e Bowers che, in cabina di regia, sono quasi deleteri, non fermandosi alla semplice inutilità, soprattutto l’americano (chiude con 0 punti in 24′). Il moto d’orgoglio casertano è prodotto quando Sacripanti decide di far sedere Ere, anche lui, poco presente, e di gettare nella mischia i panchinari, che tanto male avevano fatto con Roma, ed erano vogliosi di riscatto. Garri ne mette 6, Koszarek mette la tripla del pareggio, ma soprattutto Martin Colussi, quasi in trans, ne mette 11 in 10′, in tutte le posizioni, che regala addirittura il sorpasso ai bianconeri.

Si va negli spogliatoi sul 41 pari.

Il rientro però, è traumatico, Caserta, con i titolari, riesce addirittura a far peggio del primo quarto, trafitta ripetutamente da i vari Jaaber e Mancinelli.

Il quarto quarto, ordinaria amministrazione per gli uomini di Peterson, che aggiustano le statistiche, a volte umiliando un avversario, mai così inerte, alla mercè di Hawkins e di Mancinelli, con il solo Colussi a far qualcosa, ma che troppo spesso, perde la maniglia.

85 – 74 il finale, con Milano che prosegue nell’inseguimento al secondo posto, e Caserta, che saluta quasi definitivamente i playoff e puo’, tranquillamente, iniziare a pensare al futuro.

Questo pensare al futuro però, non deve far dimenticare gli incredibili risultati raggiunti da questo gruppo di atleti che, in due anni, hanno portato Caserta tra le grandi, in Semifinale Playoff, e poi in Europa, dopo 18 anni e più, non facendo da comparsa, ma arrivando a 8 punti dalle Final Four, perdendo solo con colei che poi, avrebbe vinto in carrozza la competizione.

Massima gratitudine, ma è ora di cambiare, per favorire, perchè no, un nuovo ciclo vincente.

 

TABELLINO:

Pepsi Caserta – Armani Jeans Milano 74 – 85
(15-24, 41-41, 54-61)
Pepsi: Marzaioli ne, Koszarek 6, Colussi 17, Di Bella 5, Bowers, Gari 8, Ere 10, Martin ne, Williams 19, Jones 9. Allenatore: Sacripanti
Armani Jeans: Eze 4, Mancinelli 19, Pecherov 4, Maciulis 13, Mordente 5, Jaaber 8. Rocca 4. Greer 6, Petravicius, Ganeto ne, Colnago, Hawkins 22. Allenatore: Peterson

 

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