Il punto sulla Virtus Bologna: l’equilibrio innanzitutto!

Il punto sulla Virtus Bologna: l’equilibrio innanzitutto!

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Per la terza stagione consecutiva la Virtus Bologna parte con una squadra che, in attesa dell’ ala piccola americana che andrà a completare il roster (salvo imprevisti “sabatiniani”), promette di restare nella parte alta della classifica.

L’acquisto di Terrell Mcintyre, atteso da anni ormai dai tifosi virtussini, garantisce leadership ed esperienza, doti che negli ultimi anni sono venute a mancare seppur in un roster di grande talento. Vale la pena ricordare infatti la nefasta conclusione dell’ anno 2009/2010 con una squadra che doveva dare filo da torcere a Siena ( come in effetti è accaduto, sfiorando la vittoria nella finale di Coppa Italia) e che si è persa proprio sul più bello. In quella Virtus i nomi erano Earl Boykins, Keith Langford, Rayshawn Terry, Jamie Arnold: forse la Vu Nera più bella da vedere dopo la rinascita e anche quella che ha più lasciato l’amaro in bocca ai tifosi bianconeri.

Il folletto americano guiderà un gruppo di giovani pronti ad esplodere, con un Gigli da rivalutare sotto le plance, in attesa di quel Benjamin Eze la cui tribolata trattativa ricorda molto quella che condusse Poeta sotto le Due Torri dopo un’estenuante tira e molla. Andiamo ad analizzare adesso ruolo per ruolo la truppa guidata da Alex Finelli, con una importante premessa proprio in merito al coach: il suo valore è indiscusso, Finelli ha sempre fatto bene nelle realtà dove ha allenato e poco importa il suo passato in sponda biancoblu, in tempi ormai in cui ci dobbiamo dimenticare delle cosiddette “bandiere”.

Partiamo proprio dal ruolo di Terrell McIntyre: in posizione playmaker il gm Massimo Faraoni ha garantito a coach Finelli due giocatori esattamente complementari. McIntyre è straordinario interprete di pick and roll in tutte le sue variabili, sia mettendo in ritmo il lungo ( proprio Eze si è costruito una carriera sul “roll”) sia creandosi spazio per il tiro da 3 ( da ricordare il suo record proprio contro la Virtus vestendo la casacca di Reggio Emilia, un irreale 10/10).

Poeta è il classico play di rottura, abile ladro di palloni ( 1.8 palloni rubati a partita l’anno scorso) che col suo entusiasmo in campo ha spesso condotto la Virtus a grandi rimonte l’anno scorso. Sarà davvero una stagione utile a fianco di McIntyre per il ragazzo campano con la possibilità di migliorare la visione di gioco (solamente 2.0 assist di media l’anno scorso) e la gestione del ritmo.

In guardia, questo deve essere il grande anno di Petteri Koponen. Il finnico innanzitutto potrà mettersi in mostra negli imminenti Europei in Lituania con la sua nazionale, che ha condotto alle qualificazioni grazie anche alle sue eccellenti partite del Qualifying Round. In ottica NBA poi Koponen dovrà guidare la Virtus ad una stagione da leader quantomeno dal punto di visto realizzativo. I suoi 12.1 punti di media in 30 minuti di impiego sono un biglietto da visita troppo “regolare” per convincere i dirigenti dei Mavs che la guardia può essere una buona addizione ai campioni NBA.

A farlo rifiatare ci penserà Deividad Gaillius, confermatissimo dopo un primo anno inizialmente tragico ma proseguito con grande caparbietà e portato a termine con sicurezza inaspettata tramutando i fischi dei tifosi ad Ottobre in scroscianti applausi a fine stagione. Gaillius dovrà non solo accontentarsi del tiro da 3 punti ( un traballante 25.8% dall’arco quest’anno), ma sfruttare le sue spiccate doti atletiche per portare quella dimensione che al momento manca agli esterni virtussini.

Nel ruolo di 3 è atteso l’altro acquisto americano del patron Sabatini: al momento la pista che portava al veterano Bootsy Thornton sembra essersi allontanata. E’ stata invece ufficializzata l’offerta all’ala Jermaine Taylor, ragazzo dell’86 che ha giocato in NBA  Houston e a Sacramento. Taylor è grande atleta con ottime doti realizzative e tiro da fuori che va a corrente alterna, ma sarebbe comunque un ottimo acquisto vista l’età e la voglia del ragazzo di mettersi in mostra.

Angelo Gigli, Niccolò Martinoni, Viktor Sanikidze e Jared Homan sono i 4 che vanno a formare il reparto lunghi. Se per i primi due c’è la certezza di disputare il campionato con la Virtus, che si aspetta continuità dal primo e maturazione dal secondo, per il georgiano e l’americano dal passaporto Bulgaro le porte del mercato non sono chiuse. Per Sanikidze si è parlato di uno scambio con Roma per Dasic, il destino di Homan è molto legato alle vicende di Eze. La sensazione è quella che Sanikidze, che ha disputato un’ultima stagione da vero leader dentro e fuori dal campo, verrà ceduto solo nel caso di offerte irrinunciabili, mentre Homan vede sempre più avvicinarsi l’ipotesi di abbandonare la città felsinea.

Ultimo capitolo dedicato ai giovani, una vera nota positiva per la società bianconero: Matteo Imbrò è uno dei talenti più cristallini del basket italiano e farà esperienza nella Fortitudo 103 di Sacrati ( come è strano il mondo..), Riccardo Moraschini dopo un eccellente Europeo under 20 potrebbe essere dato nuovamente in prestito ad una squadra di bassa Serie A o di Legadue dove sarà pronto ad esplodere una volta per tutte, lo svedese Viktor Gaddefors è nella prima squadra al momento e ha già dimostrato, come in occasione dei playoff contro Siena, di saper tenere il campo come un veterano.

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