La Nuova Pallacanestro Biella sta prendendo forma

La Nuova Pallacanestro Biella sta prendendo forma

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Piano piano la nuova veste della Pallacanestro Angelico sta prendendo forma, come sempre succede per la realtà biellese si deve ricostruire la squadra e quindi salutati Sosa e gli altri interpreti della scorsa stagione si procede con le nuove leve, spesso emergenti, ma di assoluta qualità. E’ il caso di Jacob Pullen così come Lino Crysikopoulos  a loro la Pallacanestro Biella darà le chiavi dell’attacco e della difesa di una serie A che rimane a sedici squadre con la ripescata Teramo. Adattare le caratteristiche di questo duo alle esigenze della squadra non sarà facile ma il duo Cancellieri Danna saprà incanalare la gioventù e l’esuberanza agonistica di questi talenti emergenti; e se non bastassero loro sarà Teo Soragna, oramai vero e proprio allenatore in campo a dare i giusti ritmi, non ne vogliano i tifosi della curva Barlera ma il ruolo di sesto uomo sarà da dividere tra la passione dei tifosi e l’esperienza di Teo in campo

Abbiamo aperto un confronto con i giornalisti di Eco di Biella e La Stampa di Biella rispettivamente Fabrizio Ceria e Stefano Zavagli a cui abbiamo chiesto una valutazione sul mercato di Biella fino ad ora

Fabrizio Ceria – Eco di Biella

L’Angelico è tornata ad affidarsi a Marco Atripaldi per la costruzione della squadra e la mano dell’esperto dirigente rossoblu si è vista sin dalle prime mosse. E’ necessario però fare almeno un paio di considerazioni a monte per capire il momento di mercato attuale, compreso quello di Biella. La prima è legata al lockout della Nba, cioè alla chiusura momentanea (fino a quando non è dato saperlo) delle franchigie americane, che di fatto apre uno spiraglio all’Europa per mettere sotto contratto le stelle americane. Così le squadre del Vecchio continente dette di “prima fascia” hanno iniziato a sondare la strada di quei giocatori che, anche senza essere di grandezza assoluta come Bryant o James, piuttosto che non giocare per un’intera stagione stanno prendendo in esame la possibilità di disputare una parte o l’intera stagione nel mondo Fiba. Questo scenario permetterebbe a squadre di seconda e terza fascia (quindi con budget ridotti) di avvicinarsi a giocatori medio-alti che in condizioni normali probabilmente non si sarebbero accontentati, puntando più in alto. Inoltre, c’è tutto il mercato delle scelte di quest’anno, al primo e secondo giro, che in attesa di firmare un contratto da Pro, potrebbero trascorre qualche mese in Europa: si tratta di rookie, ma di livello decisamente alto, che in parte stanno già trattando con squadre europee. Lo stesso Motiejunas di Treviso, scelto dalla Nba, ha fatto sapere di voler restare alla Benetton sino a quando la situazione non tornerà alla normalità. Detto questo, Biella ha temporeggiato nella primissima fase di mercato, sondando la disponibilità di molti giocatori europei e qualche Usa. L’idea originaria della società era quella di affidarsi a due americani e quattro comunitari, ma pare che nelle ultime ore la strategia sia variata. Già sotto contratto Coleman, confermato dopo l’ottimo finale di stagione scorso, la firma sul contratto di Jacob Pullen (si pensava ad un play europeo, ma la disponibilità è poca a prezzi accessibili) è un colpo decisamente azzeccato: playmaker con punti nelle mani, con propensione alta alla difesa, Pullen è un istrione capace di esaltarsi nelle atmosfere calde come quella Biellese. E’ un rookie, gli manca il contatto col mondo dei professionisti, ma Biella ha dimostrato negli anni di sbagliarsi raramente e di lanciare molti giocatori in condizioni simili alla sua. Capitolo a sè stante quello di Linos Chrysikopoulos. Il greco diciannovenne, messo sotto contratto per tre anni, rientra in un’operazione che Biella ha già praticato in passato con Jonas Jerebko. Linos è uno dei giovani europei classe 1992 più dotati, con mezza Nba che gli ha puntato gli occhi addosso. Volendolo catalogare è un’ala piccola di 206 centimetri che sa ricoprire tutti i ruoli del campo. Dotato di grande visione di gioco, dovrà continuare la sua formazione con coach Cancellieri, ma potrà dare un contributo efficace sin da subito. In definitiva è un mercato frizzante, al momento, che cerca ancora un centro americano e almeno un italiano di valore e con minuti a disposizione. E’ ancora presto, ma l’identità di questa Angelico costruita nuovamente da Atripaldi ricorda molto, in prima battuta, altre squadre del passato, che ha saputo essere vincente.

Stefano Zavagli – La Stampa di Biella

Mercato coerente al budget a disposizione. Come nella filosofia di Biella: tante scommesse futuribili, senza compiere il passo più lungo della gamba. Jacob Pullen può essere l’erede di una lunga serie di ragazzi americani partiti dalla Ncaa per poi costruire onorevoli carriere in Europa. Ultimo di una lunga lista è Edgar Sosa, strappato dalla Sutor Montegranaro con un’offerta economicamente più vantaggiosa. Pullen va di fatto a stravolgere l’idea iniziale di squadra immaginata da coach Cancellieri: di primo acchito, quando ancora c’era in carica il GM Giuliani, si cercava un play vecchio stile, un ragioniere, per spalmare i possessi tra gli altri uomini del quintetto. Poi in termini di rapporto qualità/prezzo e alle evoluzioni delle trattative c’è stata la virata su una combo, tanto play, quanto guardia tiratrice. Tra i «rookie», l’Angelico ha pescato uno tra i più interessanti, coccolato da K-State e a sorpresa non eletto al draft. Linos Chrysikopoulos è una scommessa tanto coraggiosa quanto provocante. Il triennale siglato è uno stimolo per qualsiasi allenatore, è quel genere di giocatore che se ingrana la giusta marcia può regalare le più grandi soddisfazioni a chi intraprende la carriera del tecnico. Coach Cancellieri, che è uno stakanovista, avrà il suo bel da fare. Si leverà qualche sassolino a tale proposito anche coach Danna, che sulla parte individuale ne avrà da sbizzarrirsi. Si parla di futuro in Nba, il percorso è però ancora lungo, quest’anno sarà il vero grande salto in avanti, con un minutaggio importante a livello senior

A breve anche il Commento di Marco Atripaldi Genaral Manager di Biella

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