Linton Johnson si presenta ai suoi tifosi: “Il pensiero fisso non è vincere, ma lavorare sodo ogni giorno”

Linton Johnson si presenta ai suoi tifosi: “Il pensiero fisso non è vincere, ma lavorare sodo ogni giorno”

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Media Time. Quinto appuntamento settimanale alla Club House biancoblu, quinta conferenza stampa di presentazione giocatore e consueto bagno di folla per il protagonista sulla scena, con il presidente della Dinamo Banco di Sardegna Stefano Sardara e il direttore sportivo Federico Pasquini ad affiancare al tavolo Linton Johnson, centro americano ex Avellino che da quest’anno sarà in forza alla Dinamo Banco di Sardegna di coach Meo Sacchetti.

Le parole. Stefano Sardara, presidente Dinamo Banco di Sardegna: «Anche questa volta, grazie all’impegno di Federico Pasquini, siamo riusciti a portare a casa un giocatore di alto livello. Il giorno della discesa dei Candelieri mi è stata consegnata una lettera dal generale Scopigno in cui ringraziava Linton per i suoi versi dedicati alla Brigata Sassari. Abbiamo un gran roster, siamo fiduciosi di fare un buon campionato, ma andiamoci piano. Se immaginassimo di essere i candidati al titolo rimarremmo delusi anche solo dal secondo posto. Il nostro mondo vive di entusiasmo. Non vuol dire non essere ambiziosi, ma anche i team costruiti sulla carta per essere ambiziosi dimostrano che a volte le aspettative non coincidono con il risultato. Grazie a coach Sacchetti e al DS Pasquini abbiamo un roster molto competitivo, ma da qui allo scudetto passano molte partite sul parquet. Viviamo alla giornata, con entusiasmo e divertimento. Siamo storicamente la Dinamo, sappiamo chi siamo e cosa ci circonda. La scatola dei sogni è lì a portata di mano, ma pensiamoci se e quando sarà il momento. Ultima cosa: c’è solo un problema…caro Linton il “presidente” sono io, anche se vedo che anche lui se la cava molto bene» chiude sorridente il massimo dirigente biancoblu prima di passare la palla al nuovo centro della Dinamo.  Linton Johnson, centro Dinamo Banco di Sardegna: «Grazie per tutto, mi piace questa situazione perché mi piace la gente con grande cuore, emozioni. Credo che quest’anno possa essere positivo – afferma Johnson in italiano, prima di raccontare che ama scrivere e scatenare con le sue battute l’entusiasmo della platea -. Nel basket è importante che i giocatori stiamo bene insieme sul parquet e fuori dal campo. Conosco Green e Thomas, questo sarà un bene per tutta la squadra. Io rispetto e aspetto di giocare con tutti i miei nuovi compagni, sarà bello, sarà stimolante. Nel 2005 ho vinto il titolo Nba con San Antonio, e dico che in quel momento il pensiero fisso non era vincere il campionato ma lavorare per fare ogni giorno meglio del precedente. Questo nuovo anno – prosegue il “bronzo di Riace” – dovrà farci divertire, fare divertire i tifosi, in ogni allenamento e in ogni partita. Io e tutti noi giocheremo al massimo ogni singolo match. I tifosi di Sassari e della Sardegna sono corretti, competenti e appassionati, la società è serie, mi piace il coach e il suo gioco, mi piace il roster…sono un ragazzo solare, qui la situazione ideale».

Il “presidente”. Centro di 203 centimetri per 93 chilogrammi nato a Chicago il 13 giugno del 1980, dopo la high school gioca per quattro stagioni a Tulane Green Wave in Ncaa. Archiviata la parentesi del college inizia la sua carriera nella Cba ai Rockford Lightning, trampolino di lancio per il desiderato e atteso sbarco in Nba, fra i giganti del professionismi americano. Firma in Nba nel 2003 per i Chicago Bulls, team con cui all’esordio mette subito in fila 41 presenze. La stagione successiva è ai San Antonio Spurs campioni della lega, un passaggio ai New Jersey Nets e l’approdo a New Orleans dove milita con profitto sino al 2007. Il 2007-2008 per Johnson inizia in Nba (Toronto Raptors e Phoenix Suns) e  si conclude con il primo sbarco in Europa, per una brevissima parentesi in Acb e Eurolega a Vitoria in Spagna. Poi ancora l’America delle superstar con Charlotte e Chicago, una pausa e, nel 2010, la “prima” italiana ad Avellino dove in tre anni il centro di Chicago scrive una nuova e importante pagina della sua vita cestistica.

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