Luca Dalmonte commenta la stagione romana: “Sono moderatamente soddisfatto”

Luca Dalmonte commenta la stagione romana: “Sono moderatamente soddisfatto”

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Il Coach della Virtus Roma Luca Dalmonte ha riunito la stampa per tirare le somme della stagione romana, facendo una valutazione e dando un suo personale parere su quanto vissuto durante questo anno:
“Quest’anno sono successe tante, tantissime cose: abbiamo giocato ben 48 partite, una stagione unica che va considerata nella sua totalità. Ne abbiamo vinte 24, cioè il 50%, e quindi, per cercare di riassumere in poche parole quello che penso, anche se è difficile, direi che sono moderatamente soddisfatto per come sono andate le cose, alla luce di tutto ciò che è successo. Eravamo consapevoli, io soprattutto, che sarebbe stata difficile anche se stimolante far esordire tanti rookie, c’erano tante sfide e punti di domanda. Una parte di questo gruppo ha avuto sicuramente delle difficoltà, nonostante questo siamo arrivati a giocarci i playoff in campionato e a giocare quello di Eurocup. Avevamo intrapreso una strada che ci portava ad essere vicini a crearci una nostra solidità, poi sono accadute tante cose, la maggior parte fuori dal nostro controllo e che quindi difficilmente; abbiamo continuato una Coppa che non ci potevamo permettere, sia per le non abitudini sia per il tempo che ci toglieva all’allenamento, che per una squadra giovane è fondamentale. Ci mettiamo poi i quattro cambi di giocatori che abbiamo dovuto fare per necessità, gente che ogni volta ha dovuto inserirsi dal nulla, insomma abbiamo dovuto cambiare faccia tante volte, abbiamo perso i pochi punti di riferimenti che avevamo (Gibson, Jones) e questo continuo cambio alla fine si paga. Posso dirvi che c’era un serio rischio  di tracollo quando da aprile in poi abbiamo cambiato un giocatore al mese, e invece sono felice di dire che abbiamo resistito. In una situazione così una squadra mediocre poteva mollare: però noi non lo siamo stati, e sono fiero di questo. Ci abbiamo provato sempre, nonostante le difficoltà, e quindi penso che dobbiamo essere moderatamente soddisfatti di questa stagione, non siamo riusciti a fare quel salto in più ma vi assicuro che ci abbiamo provato.
Credo che per questo questa squadra vada rispettata, per il senso del dovere, l’etica e la professionalità dimostrata: è vero che non aveva in canna quel talento offensivo che poteva darci una mano, ma in tutto quello che  accaduto lo sforzo e i tentativi sono stati al limite del possibile.

Chiudo la mia analisi ringraziando tutti coloro che hanno lavorato al mio fianco, è stata un’annata di grande fatica e anche molto particolare e difficile: ho avuto la fortuna di avere con me persone che hanno supportato il sottoscritto e gli eventi, non hanno fatto una piega. Non faccio nomi e cognomi perchè per me sono tutti allo stesso livellio, tutti i facenti parte di chi è dietro il gruppo giocatori: grazie perche sopportarmi non è semplice, perchè hanno lavorato al servizio della squadra, e perchè sono stati impeccabilmente professionali.”

Ovviamente al Coach è stato chiesto un appunto riguardo alla spinosa situazione di Triche, su cui Dalmonte per serietà non si è mai espresso con la stagione in corso:
“Mi sono ripromesso di non parlare più di lui: non merita rispetto, non tanto per quello che ha fatto ma per come lo ha fatto. Posso dirvi però che lui tecnicamente nella nostra squadra ci stava, e sapevamo che era una scommessa farlo giocare da play, ma ancora oggi credo che ne fosse in grado. Quello che non avevo preventivato, e lo sento come fallimento personale, è che per fare questo serve una certa presenza, e lui è stato un assente; io ho vissuto già un momento come questo, ma avevo una persona davanti che l’aveva superata…pensavo di poterlo fare di nuovo, ma da lui c’è stato un totale assenteismo di uno che aveva solo caratteristiche tecniche, ma non caratteriali, anzi dal punto di vista del carattere ha grossi problemi”

Alla richiesta di esporre in cosa pensa di aver mancato, risponde: “Qualsiasi cosa non abbiamo funzionato, Luca Dalmonte vuole metterci e ci ha sempre messo la faccia: credo che chi lavora sbaglia, e chi ha le spalle coperte del massimo impegno e onestà intellettuale debba anche avere la froza di alzare il braccio e dire ho sbagliato. Credo di aver sbagliato alcuni dettagli certi durante delle partite, ho sbagliato a dare responsabilità in una direzione piuttosto che un’altra, forse nel dover fare scelte più forti in certo momenti…ma la squadra era cosi nuova prima e cambiata poi, per me è stata una difficoltà trovare equilibri. Oggi dovessi tornare indietro farei sicuramente qualcosa di diverso nella distribuzione di importanza nel roster e nel coinvolgere di più qualcuno e meno qualcun altro.

Riguardo al futuro Dalmonte conferma un affetto per la Capitale che lo ha ospitato per due anni: “A me piacerebbe rimanere a Roma, molto. Per ora non mi pongo delle scadenze: quando e se succederà qualcosa, intendo nuove situazioni, prenderò atto e cercherò di fare le mie valutazioni rispetto ad una situazione a cui tengo molto.”

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