Ma l’anti-Siena chi è?

Ma l’anti-Siena chi è?

E qui sorge una domanda: possono essere queste due squadre l’anti-siena? Due squadre che nelle prime due gare di semifinale hanno sputato l’anima per arrivare a quota 60 punti? Basti pensare a gara1 quando Milano è riuscita a realizzare solo 19 punti nell’ultimo quarto, dando il via alla vittoria canturina; ma anche i comaschi hanno lottato col canestro sia in gara1 che gara2, tanto che nell’ultimo quarto della seconda gara al Pianella i biancoblu hanno chiuso con un solo canestro dal campo (più 10 tiri liberi) mentre Milano con i suoi 15 punti non è riuscita a sfruttare questo regalo andando a subire la seconda sconfitta consecutiva. Si parla tanto di grandi difese, ma siamo sicuri che prima dei meriti della difesa non vengano le defezioni offensive? Certo ogni squadra interpreta le partite a modo suo, scegliendo una sua linea e per di più sappiamo benissimo che ogni serie ha una propria storia. Fa semplicemente pensare come una squadra che litiga così tanto con il canestro possa mettere in difficoltà il miglior attacco del campionato capace di viaggiare oltre quota 80 punti a partita. Ci può tranquillamente stare che nell’arco del campionato si rompono degli automatismi che sembravano ormai consolidati, ma vedendo gara2 fra Cantù e Milano si potrebbe dire “che stupenda partita: intensità pazzesca” ma anche “si però non vedono mai il canestro”. Al risultato c’è dietro molto di più in una partita di basket però non si può non notare ad esempio il 2/21 di Milano al tiro da 3 tanto che i biancorossi si sono fermati a quota 48 in gara1; è stata esaltata la difesa di Cantù (giustamente anche) però una squadra che tira col 9% dalla lunga distanza non può andare molto lontano. Certo se l’obiettivo è arrivare in finale per poi consegnare come negli ultimi 4 anni lo scudetto ai bianco verdi è un conto, ma l’abbiamo detto, abbiamo voglia di spettacolo, di stupirci e di emozionarci ancora nel vedere due squadre che si contendono alla morte il tetto d’Italia. Per questo continuiamo a sperare nel vedere semifinali combattute ed intense (anche con bassi punteggi) ma soprattutto una Finale degna del nome, che magari ci porti fino a gara 7 (forse esageriamo) ma che comunque non ci riproponga i classici +20 senesi  che fanno tanto gioire gli amici toscani ma che lasciano un senso di impotenza in tutti gli altri tifosi. Sia chiaro, questo non vuole essere un articolo contro Siena, la cui potenza è indiscussa da tutti, ma solo un inno al basket, una preghiera o una speranza, perché si possa vedere uno stupendo finale di stagione e questo, oltre a Siena, ce lo possono regalare Treviso, Milano e Cantù.

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