Milano a caccia del coach, il futuro allenatore è fra questi nomi

Milano a caccia del coach, il futuro allenatore è fra questi nomi

Dopo l’addio di Scariolo, è inevitabile assistere al “minestrone” di allenatori che potrebbero sedersi sulla panchina dell’Olimpia Milano e allora, fra nomi recenti e nomi passati, andiamo ad analizzare le possibilità che ognuno di essi ha di approdare alla corte di Giorgio Armani.

IN ITALIA

Nel nostro mix di allenatori, partiamo dagli italiani: allenatore di Cantù, di Varese e ex Siena. Tre squadre non simpatiche a Milano, anzi “nemiche”, ma la bacheca dell’Olimpia è vuota da 17 anni e non può certo permettersi di basarsi su amicizie e rivalità. Andiamo quindi con ordine:

Andrea Trinchieri – L’ennesimo miracolo canturino ha complicato i piani per l’arrivo del coach ex Milano (dal 1998 al 2003 come vice all’Olimpia): la vittoria in gara7 a Sassari ha tenuto viva Cantù che proprio in questi giorni sta sfidando Roma per l’accesso alla finale Scudetto. Con la Lenovo fuori dai playoff, sarebbe stato più facile per la dirigenza biancorossa avanzare una proposta all’attuale coach biancoblù, che in seguito ad un’uscita già ai quarti di finale avrebbe visto svanire subito tutti gli obiettivi stagionali. Così non è stato, Cantù avanza e per il momento il “Trinca” è off limits.

Simone Pianigiani – L’artefice del filotto magico della Montepaschi Siena, colui che ha portato la Mens Sana a dominare in lungo e in largo in Italia, non gode sicuramente di simpatie a Milano, ma il coach della Nazionale italiana ha l’esperienza per guidare una squadra come l’EA7 sia in Italia che in Europa. Rimane l’inghippo del contratto con la Nazionale, con Petrucci che vorrebbe un CT a tempo pieno, ma se Milano chiamasse si troverebbe di sicuro una soluzione. Rimane qualche dubbio per il clamoroso tonfo in terra turca, ma sbagliando si impara…

Frank Vitucci – Discorso simile a Trichieri: il coach di Varese è impegnato nei playoff contro Siena e finchè la Cimberio rimarrà in corsa bisognerà solo aspettare. È la soluzione più complicata delle tre, dato che Vitucci ha un contratto con Varese senza possibilità d’uscita (o meglio senza sganciare un po’ di euro nelle casse di Vescovi e soci), ma soprattutto per il progetto che l’allenatore ex Avellino ha appena iniziato sotto le Prealpi.

ALL’ESTERO

Milano non gode di un grandissimo appeal a livello europeo, è per questo che si punta molto a guardare in casa propria, o meglio in Italia. Dei “guru” della pallacanestro come Obradovic e Ivkovic non hanno certo come obiettivo numero uno il venire ad allenare l’EA7, tanto che stanno aspettando le decisione del Fenerbahce, ma dopo il valzer di panchine a livello europeo qualcosa potrebbe sbloccarsi:

Zelimir Obradovic – Il fantasma che in questo ultimo anno ha assillato Sergio Scariolo dopo le numerose debacle. È lui l’obiettivo numero uno per una Milano che vuole tornare ad essere grande prima in Italia ma anche in Europa e chi meglio del coach che ha in bacheca ben 8 titoli europei? Come dicevamo prima però, l’ostacolo numero uno è il Fenerbahce, alla caccia di una allenatore che prenda l’eredità di Pianigiani in Turchia: il Fener metterà a disposizione una cifra per la ricostruzione del team fra i 30 e i 40 milioni di euro (mentre Milano farà fatica ad avvicinarsi ai 20 milioni spesi quest’anno), che di sicuro fa gola a qualsiasi allenatore. Se il Fener non dovesse percorrere la strada Obradovic, Milano potrà fare la sua offensiva, ma molto dipenderà da ciò che la società metterà a disposizione a “Željko”, soprattutto in termini di budget, il che non potrebbe rivelarsi fatale per l’arrivo del nuovo coach.

Dusan Ivkovic – Sembra lui il candidato numero uno per la panchina del Fenerbahce, che lo allontana sempre di più dalla panchina di Milano, ma di contro potrebbe avvicinare Obradovic. Il suo palmares parla per lui (con la perla dell’anno scorso con il suo Olympiakos), ma al momento sembra un’ipotesi non percorribile.

Jasmin Repesa – Già “sondato” nel periodo pre-Scariolo, ora può tornare d’attualità. Il “sergente di ferro” potrebbe far comodo per risvegliare Milano e farle tornare quella grinta che manca ormai da molti anni. Gioca a suo favore il rapporto con Alessandro Gentile (leader irremovibile della squadra), ma al momento è una via ancora in piena costruzione.

Neven Spahija e Sasha Djordjevic – Due nomi ventilati a fine Marzo, quando, dopo la sconfitta interna contro la Sutor, la panchina di Scariolo scricchiolava come non mai, ma ora sono soluzioni che non convincono a pieno la società, nonostante l’amore che il popolo milanese ha per Sasha Djordjevic. Al momento vengono messi entrambi in fondo alla lista, ma chissà se fra qualche giorno uno di questi non possa scalare la classifica di gradimento di Armani e compagnia.

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