Milano-Cantù, Sodini: “Andremo a giocare ogni partita come fosse l’ultima”

Milano-Cantù, Sodini: “Andremo a giocare ogni partita come fosse l’ultima”

Le parole del coach canturino.

di La Redazione

Si è tenuta oggi – presso la sala stampa della palestra “Toto Caimi” di Vighizzolo – la consueta conferenza pre gara di coach Marco Sodini, capo allenatore della Red October Cantù, il quale ha presentato alla vigilia di Gara 1 la serie playoff con l’EA7 Emporio Armani Milano. Domani il primo confronto al Mediolanum Forum di Assago, palla a due alle ore 20:30. Di seguito le parole del coach biancoblù:

«Vorrei dirvi che affrontiamo i playoff con l’Olimpia Milano con la mente sgombra, libera e soltanto decisi a goderci il fatto che siamo nel ballo delle debuttanti dei playoff, ma in realtà nel mio carattere non è così e lo sapete perfettamente, quindi la realtà vera e concreta è che vogliamo giocarci i playoff con l’ambizione di fare la cosa migliore possibile, come per la Coppa Italia. Perché nessuno si ricorderà di chi è uscito al primo turno dei playoff ed in semifinale, tranne gli addetti ai lavori, bisogna cercare di avere bene nella testa la differenza tra vincere e perdere».

VALUTAZIONI SULLA SERIE
«Incontriamo una squadra che siamo già stati capaci di battere. È vero, sarà Davide contro Golia, però intanto noi una volta li abbiamo già battuti. Vogliamo andare con lo spirito coraggioso di chi vuole ripetere l’impresa che obiettivamente, mantenendo una concretezza pratica, è molto difficile e complicata da fare. Quale sarà la nostra scelta? Non gestire la serie, andiamo a giocare la prima partita come fosse l’ultima. Nel momento in cui abbiamo finito la prima partita abbiamo un giorno e mezzo quasi due di tempo per ricostruire le energie fisiche e mentali per giocare la seconda. Però non voglio nemmeno pensare a Gara 2».

DIFFERENZE TRA I DUE ROSTER
«Un’impresa complicata da ripetere perché loro hanno una struttura di squadra costruita per competere nei playoff e per vincere il campionato. Hanno avuto alti e bassi rispetto alla loro struttura di squadra ma comunque rimangono una corazzata con tredici giocatori veri, possono permettersi di avere fuori per le pertite giocatori come Theodore o M’Baye. Chiaramente nell’arco della serie, la profondità di roster può fare la differenza».

PIANO PARTITA
«In questa stagione li affronteremo per la quarta volta e l’obiettivo contro di loro è sempre quello di allargare il campo, cerchiamo di correre il più possibile e di essere anche un po’ sbruffoni, guasconi. Riuscire ad accettare di prendere anche il primo tiro, se quel tiro è un buono ovviamente, riuscire a giocare nei primi secondi dell’azione, spingere il contropiede fino l’eccesso, aumentare a dismisura il nostro modo di essere unici nella lega, anche se non è vero perché c’è comunque Cremona che un po’ ci somiglia. Sarà possibile? Questo non lo so, però non vogliamo piangerci addosso, anzi, vogliamo mostrarci a Milano con il coraggio».

CONGRATULAZIONI ALLA SQUADRA
«Sono orgoglioso dei miei giocatori, oggi quando ho fatto riunione mi sono congratulato con loro. L’ho fatto perché è finito un percorso ma anche perché ne sta per cominciare un altro di un livello più alto. Dobbiamo obbligatoriamente alzare l’asticella perché adesso le partite saranno più fisiche, più nervose e con un’intensità complessiva molto molto grande».

LA GESTIONE DELLE ENERGIE
«Noi non siamo in grado di gestire l’energia, abbiamo sette giocatori che hanno sempre giocato circa 35’ a partita e non possiamo di certo stravolgere le rotazioni adesso, siamo strutturati così. C’è un equilibrio complessivo che si trova nel corso del tempo, quindi credo sia ragionevole non fare un conto basato sulle energie sulla serie. Non credo di poterlo fare, per questo dovremo cercare di essere subito performanti e di giocare subito la prima partita alla morte. Non per convenienza ma per una ragione pratica, perché sicuramente avremmo più energie per recuperare, come accaduto a Firenze in Coppa Italia contro Brescia dopo la vittoria su Milano. Un voto alla squadra al termine della regular season? In una scala da uno a dieci, undici. Appagamento? Mi auguro proprio di no, anche perché la stagione regolare serve per accedere ad un torneo che è quello vero, che si compete per la vittoria. L’appagamento non c’è, nel mio carattere, così come non credo proprio ci sia in quello dei miei giocatori».

Uff.Stamp Pall.Cantù

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