Montegranaro, la nuova basket city!

Montegranaro, la nuova basket city!

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Fino a qualche anno fa quando parlavamo di basket city, si pensava subito a Bologna, sede delle due big del campionato italiano, Virtus e Fortitudo. 

A distanza di qualche stagione, scendendo sulla cartina 200 km più a sud, incontriamo questo piccolo centro di 13 mila abitanti dislocato su una collina. Siamo a Montegranaro! Anche qui, con il dovuto rapporto possiamo di nuovo parlare di Basketcity. Certo, qui non si lotta per vincere lo scudetto e non si gioca sui più importanti campi europei, ma comunque si respira a pieni polmoni questa grande passione per la palla a spicchi con ben tre squadre impegnate in campionati professionistici ed altre disseminate nei campionati di promozione.

Piccolo centro in provincia di Fermo, Montegranaro è conosciuta in tutto il mondo per la sua industria calzaturiera e nonostante la grossa crisi economica che sta colpendo la nostra penisola e in particolar modo il distretto produttivo della zona, c’è ancora qualcuno che ha la forza e la grande passione di portare avanti questo sport.

Non ci sono derby nella massima serie, ma avere la possibilità di vedere iscritte 3 società professionistiche è un lusso che poche città possono vantare. Il segreto? Ambizione! Forse non è il termine giusto, ma la voglia di arrivare il più in alto possibile e la “rivalità” nei confronti del vicino calzolaio ha fatto la fortuna di questo sport nella cittadina. Costruire una propria squadra di pallacanestro è risultato infatti un motivo di vanto e un ottimo veicolo pubblicitario per mostrarsi bello e importante agli occhi di tutti.

Sarà sicuramente un orgoglio, ma dividere le risorse economiche della cittadina e del distretto in 3 società (più tutte le altre di altri sport) non farà mai la fortuna di nessuno. Alla Sutor, prima squadra cittadina, avrebbero fatto sicuramente comodo quei soldi che ogni anno vengono spesi per affrontare il Campionato di Divisione Nazionale B (la vecchia B2) e quello di Divisione Nazionale C (la vecchia C1).

E giusto per precisare, le due società, la Supernova Montegranaro e la Poderosa Montegranaro , sempre per ambizione come detto sopra, hanno lavorato bene durante il mercato estivo e si stanno preparando ad iniziare una nuova stagione con obiettivi importanti.

La prima, la Supernova Montegranaro cercherà di confermare la sua presenza ai playoff della vecchia B2 grazie a una squadra fondata su giovani interessanti e su qualche punto fermo della vecchia stagione.

La Poderosa, gestita dai fratelli Bigioni (importanti sostenitori anche della Sutor), invece ha costruito una vera e propria corazzata per la categoria, con un mix di giocatori esperti provenienti da categorie superiori (su tutti Emiliano Benini che ha alle spalle tanta B1 e una buona stagione di Legadue) e giovani arrivati dalla Sutor per fare le ossa nel campionato di Divisione Nazionale C.

Sembrerebbe scontato ma forse sarebbe stato più saggio dirottare tutte le risorse economiche direttamente alla Sutor ,che avrebbe potuto quindi affrontare con più tranquillità le sue stagioni in Serie A per poi mandare a maturare i suoi giovani in un’unica società satellite, ma la saggezza a volte non fa rima con la famosa ambizione che ha portato a questa situazione del tutto particolare per un paesello così piccolo.

Però, non tutto è oro ciò che luccica anche qui a Montegranaro ed a nostro avviso la Triade come il gm Vacirca della sorella maggiore Sutor, dovrebbero leggere dei segnali che l’ambiente sta mandando. Suona strano, almeno a noi, che la Supernova come la Poderosa cerchino più spazio e visibilità nel territorio d’origine proprio quando la Sutor si allontana di casa, andando a disputare il suo sesto campionato di serie A in Ancona. Come se l’ambiente sentisse questa lontananza non solo geografica e volesse magari tornare ad origini certo meno nobili e blasonate, ma magari più sentite e appassionate delle sfide sanguinarie alla mitica “bombonera” di via Martiri d’Ungheria dove la Sutor ha scritto la sua storia. Servisse anche questo per fare ancora più grande questa Sutor, sarebbe la riprova che per andare avanti, a volte occorre tornare un pò indietro e la campagna abbonamenti partita da qualche giorno farà da cartina di tornasole sia per la Fabi shoes sia per la stessa Montegranaro ed il suo popolo.

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