Olimpia, parla Goudelock: “Milano scelta per l’ambizione. Trump è un grosso problema per gli USA”

Olimpia, parla Goudelock: “Milano scelta per l’ambizione. Trump è un grosso problema per gli USA”

La guardia americana di Milano ha svelato alcuni aneddoti interessanti della sua carriera, spiegando perché abbia scelto di venire a giocare in Italia.

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Probabilmente è il giocatore di maggiore talento arrivato in Italia nel corso dell’estate, sicuramente Andrew Goudelock è un attaccante eccezionale capace di segnare in molti modi diversi. Si è raccontato in un’intervista concessa a Piero Guerrini di Tuttosport, in cui ha svelato alcuni momenti della sua carriera e ha spiegato la scelta di Milano: “Milano è una città internazionale, la società è super: cerco stabilità per la mia famiglia e il contratto me la offre. Ci sono ottime scuole per i bambini, io avverto grandi aspettative, noi possiamo replicare la qualità di Armani. Avere la famiglia al mio fianco è importante per me”.

Tel Aviv è il posto migliore in cui sono stato – aggiunge la guardia di Milano – perché ricorda Miami: il sole, il mare caldo, la gente disponibile e il cibo buono. La Cina il posto peggiore: ero in montagna, avevo problemi col cibo e mia moglie era incinta. L’ho fatto solo per i soldi e per la stagione corta, a febbraio ero già a casa”.

Sulle differenze tra la pallacanestro americana, Goudelock spiega: “Negli USA è questione di talento, qui devi difendere e curare i dettagli. Obradovic mi ha spiegato che se battevo l’uomo, avrei avuto un compagno libero nell’angolo, in America pensavo all’1 contro 1. Ai Lakers c’erano troppi giocatori, a Houston dopo la Cina non ho quasi mai giocato e ho preferito giocare in Europa, scegliendo dei club di valore”.

In America uno dei temi caldi è rappresentato dalle scelte di Trump, che Goudelock commenta così: “L’America ha tanti problemi e Trump è uno dei maggiori perché crea l’odio e lo alimenta. Come si fa a dire certe cose dopo gli uragani, o fare certi commenti su Curry? Mi dispiace che i miei figli vedano ciò. Nei libri di storia verrà identificato come il peggiore presidente della storia. Si credeva fosse un leader, non lo è. L’odio è una cosa che sta crescendo in tutto il mondo, noi dobbiamo evitare di insegnarlo ai bambini, che non vedono differenze e giocano tra loro felici”.

 

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