Pasta Reggia Caserta, l’inizio di una nuova era: le basi di un progetto

Pasta Reggia Caserta, l’inizio di una nuova era: le basi di un progetto

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Foto: juvecaserta.it
A volte accadono degli eventi che, ritenuti fortemente improbabili, al manifestarsi vengono accolti da incredulità e stupore. C’è chi grida al miracolo, chi diffida e chi magari ne ha viste tante, e aspetta. A Caserta, nel momento più buio, il passo in avanti di Raffaele Iavazzi, imprenditore locale ma non certo un magnate con velleità da mecenate, è apparso si come un miracolo, ma non pochi erano gli scettici. “Perché quest’immobilismo nell’imprenditoria? Perché nessuno lo affianca? Sarà la Juve ad avere del marcio all’interno?”. Interrogativi legittimi, soprattutto tra chi ha vissuto due anni come quelli appena trascorsi, fatti di appelli, scomparse, salvataggi in extremis e tutto questo, seduti sull’orlo di un burrone con le gambe penzoloni e il portafoglio vuoto. Sono bastati tre mesi al Patron e al socio di minoranza, Carlo Barbagallo, per portare dei fatti a sostegno della bontà del proprio operato. Ci sono riusciti? La risposta è nei volti dei mille e più casertani che hanno voluto salutare la “nuova era” della JuveCaserta, che si affaccia a questa stagione 13/14 totalmente rivoluzionata. E quando la squadra economicamente più derelitta dell’ultimo campionato diventa l’unica società a impostare un progetto triennale in un momento in cui tutti gli addetti ai lavori navigano a vista, non può essere che una “rivoluzione”, appunto. Si è partiti con un General Manager, che poi è, per stessa ammissione del presidente, “Il volto unico della Juve per i prossimi tre anni”: Marco Atripaldi. In un ruolo che fino ad appena un paio di mesi prima, era stato ritenuto superfluo e sacrificabile, tanto da restare vacante per due anni di fila, si è optato per quello che era senza dubbio il miglior dirigente disponibile. Un cambiamento che non è solo di organigramma, ma di Filosofia. Dotarsi di un Direttore Generale di questa portata, con determinate capacità e competenze, e affidargli la totale conduzione della sezione tecnica/sportiva della Juve, significa fare una scelta: “Basta improvvisazione, spazio ai professionisti”. Sembra una frase fatta, perché sentita e risentita, ma mai andata oltre un mero manifesto d’intenti in casa bianconera.
Foto: juvecaserta.it
Dalla nomina di Atripaldi in poi, il classico battito d’ali protagonista della teoria del caos, che in questo caso “caos” non è, anzi. Le scelte successive seguono tanto inaspettate quanto frutto di una logicità disarmante. Dalla rosa di allenatori proposti sulle colonne dei vari quotidiani, arriva l’unico che Head Coach non l’era mai stato (fatta eccezione per la parentesi nel Real post-Messina), Lele Molin, proveniente proprio da quella Brianza dove poco prima si era accasato l’uomo simbolo degli ultimi 4 anni di storia casertana. Una scommessa? Forse. Atripaldi, e con lui l’intera dirigenza, ci crede, e tanto basta per convincere anche chi vi scrive a puntare la propria misera posta sulla riuscita della giocata. Per il vice invece, spazio a Baioni, da Siena. Il suo arrivo è una dichiarazione d’intenti: “Baio” è un assistant dal profilo netto, una vita di successi nelle giovanili, a capo di settori come VL Pesaro e Mens Sana Siena, ed esperienze importanti come Scout, attento osservatore di quanto offra il mercato a stelle e strisce ad un buon “pescatore”. È proprio dai suoi taccuini che escono in rapida successione i nomi di Roberts e Moore. Genesi del Roster.
Chris Roberts (uni-watch.com)

Il primo s’impone nella Summer League di Orlando, guadagnandosi una Menzione d’onore e attenzioni dai piani alti, mentre Cameron Moore, anche lui come Chris un texano, sognava l’NBA ma intanto chiedeva al proprio procuratore di una squadra europea che gli garantisse competizioni continentali.

Cameron Moore (al.com)

Per entrambi la firma è un’opera di convinzione, ma alla fine arriva. Per l’ala grande il percorso è più ostico: si offre Jumaine Jones, si chiude con Gaffney, poi s’intromette l’Alba e la trattativa tramonta definitivamente. Con le carte ormai sparigliate, si coglie l’attimo, “quam minimum credula postero” come scriveva Orazio. E l’attimo fuggente è rappresentato da Jeff Brooks.

Jeff Brooks
Molin l’ha già avuto, dà il suo assenso, e il ragazzo passa dal Pianella al PalaMaggiò. Storia simile per il playmaker che avrebbe dovuto avere l’onere di gestire una squadra con atletismo e talento. S’insegue Payton Siva, ma il ragazzo allevato da coach Pitino non vuole accantonare la possibilità di strappare un contratto nella Lega per eccellenza (e alla fine ci riuscirà, a Detroit), così si ripiega su un 28enne con appena un paio di esperienze a Nicosia e dintorni, nella periferia della pallacanestro europea.
Stefhon Hannah (espn.go.com)
Stefhon Hannah firma per Caserta, e negli States diventa il caso dell’anno: dopo due titoli di DPOY (Defensive Player of the Year) in D-League e una Summer League a Las Vegas con quelle cifre, com’è possibile che non trovi un contratto tra i Pro? Probabilmente la stessa domanda che si sarà posto Atripaldi, ma una volta che l’opportunità si è palesata, il 28enne con una moglie e due bimbi ha impiegato poco ad accettare l’offerta Overseas.
Michele Vitali (Foto: fip.it)

Il quintetto è completato da Michele Vitali, fratello di Luca, è un classe ’91 scuola Virtus che arriva dalla Fortitudo con in tasca un biennale (con uscita per giocatore e società a fine primo anno): sarà la guardia titolare della Pasta Reggia 13/14. Se non avessimo sentito queste parole dalla bocca di Molin, non saremmo riusciti a crederci. Vitali non solo sarà uno dei pochissimi connazionali in quintetto in Lega A, ma sarà anche il più giovane: per la Juve una grande scommessa, per lui l’occasione di una carriera.

Claudio Tommasini

Giovane classe ’91, scuola Virtus, contratto pluriennale (3 anni senza escape). Anche per il penultimo acquisto in casa bianconera, l’identikit non si discosta da quello di Vitali. I due hanno giocato insieme per anni, hanno condiviso scudetti giovanili, nazionali giovanili, e poi, la scorsa stagione, per Claudio Tommasini si sono spalancate le porte “made in DNA” dell’ambiziosa Torino. Per lui il ruolo di vice-Hannah nel presente, e un contratto che significa tanta fiducia nel talento strappato alla casa madre felsinea.

Carleton Scott (Foto: espn.go.com)

La quadratura del cerchio arriva solo il giorno della presentazione, con l’ufficialità di quello che era ormai un “segreto di Pulcinella” (modo di dire campano quando si parla di un segreto ormai noto a tutti), l’arrivo di Carleton Scott. Sull’ala statunitense paradossalmente, si sono raccolti la maggior parte dei dubbi dei tifosi, alimentati da una carriera non propriamente d’alto profilo. E il paradosso esiste perché, l’ex Notre Dame (con Tim Abromaitis e Luke Harangody), è anche il giocatore su cui Atripaldi ha speso più attestati di stima, una fiducia testimoniata anche con il biennale fatto firmare all’ultimo arrivato. Roster completato? Ancora no, mancano due parole da spendere su chi, dalla scorsa stagione, è rimasto in canotta bianconera.

Domenico Marzaioli

#10 – Domenico Marzaioli. L’eroe di Cantù (con il libero che è valso il successo bianconero al Pianella e il 2-0 con la formazione di Trinchieri nella scorsa stagione), ha recentemente avuto problemi di Appendicite (prontamente operata e ora in via di risoluzione), è l’unico dei ragazzi della scorsa nidiata ad esser rimasto alla Juve (Sergio salpato verso Forlì, Cefarelli in prestito a Capo d’Orlando dal Poz) e sarà il decimo designato per questa stagione.

Andrea Michelori

#15 – Andrea Michelori. Uno dei due veterani di questa squadra, sarà collante, guida per i nuovi, giovani, arrivati, e soprattutto, sarà l’uomo deputato ad alzare i toni difensivi e il QI cestistico di squadra quando richiesto da Molin

#9 – Marco Mordente. Sarà il Capitano bianconero dopo la partenza di Giuliano Maresca, destinazione Barcellona P. di G. dove ritrova Andre Collins, altro ex bianconero.

Marco Mordente

Marco, a lungo “odiato” dalla tifoseria casertana, è ora l’uomo che più di tutti ha ereditato nell’immaginario collettivo di un popolo, il ruolo che fu di Sacripanti: questo significa tanto affetto, ma anche tante responsabilità. Coach Molin conta su di lui come luogotenente in campo, sfruttando la leadership e la “garra” del proprio capitano.

ROSTER

Legabasket
Legabasket.it
GIOVANILI Per apprezzare il cambio di strategia del nuovo corso bianconero, bisogna inevitabilmente passare per l’attenzione riservata al settore giovanile. Nuovo organigramma, un pool di allenatori preparati e si partirà dalla formazione di punta: quell’Under 15 arrivata 6° alle Finali Nazionali di categoria dell’ultimo anno. Il tutto supervisionato da Mimmo Posillipo, responsabile e da una vita nel settore giovanile bianconero. Molin invece, sarà il responsabile ultimo della neonata JuveCaserta Academy, che raggruppa un considerevole numero di società cesistiche della Provincia e non (si veda la partnership con la V&V Basket Crotone, ad esempio), e punta a creare una rete a maglie strettissime per far sì di reclutare e portare in prima squadra i prospetti più meritevoli, al fine di ricreare quel movimento giovanile tipico della Juve anni ’80. Anche a sostegno di ciò, prevista per l’anno prossimo l’apertura della Foresteria. SPONSOR Caserta, un main sponsor ufficialmente lo attendeva da due anni, situazione resa critica nell’ultimo quando la Juve scendeva in campo con la dicitura, sulle canotte: “Caserta Città del Basket”. Volendo addentrarci nello specifico però, il lasso di tempo che ha visto la JuveCaserta priva di sponsor principale che fosse diverso dalla proprietà stessa della società casertana, è ancora più ingente: dobbiamo arrivare alla stagione che ha preceduto la fusione e la nascita della JuveCaserta Basket, ovvero al Centro Energia Caserta, campionato di B d’Eccellenza 2002/2003. Questa digressione per far capire quanto l’ingresso di un gruppo imprenditoriale importante come quello del Pastificio Pallante (proprietario del marchio Pasta Reggia di Caserta) abbia tutti i crismi per rappresentare un evento storico per la Juve. La Pasta Reggia sarà il nome che i bianconeri porteranno in giro per la Penisola, e con cui faranno conoscere le proprie gesta. Un investimento importante, in un momento in cui si fa prima a contare le aziende che entrano nella pallacanestro, rispetto a quelle che ne escono.
(Foto: juvecaserta.it)
PRECAMPIONATO 7 Settembre @Caserta- Pasta Reggia Caserta vs Veroli Basket 10 Settembre @Caserta – Pasta Reggia Caserta vs Azzurra Napoli 13 Settembre @Brindisi – Memorial “Pentassuglia” – Pasta Reggia Caserta – Enel Brindisi 14 Settembre @Brindisi – Memorial “Pentassuglia” – Pasta Reggia Caserta – EA7 Milano 21/22 Settembre @Caserta – Torneo “Città di Caserta” – Pasta Reggia Caserta, Virtus Roma, Enel Brindisi e Khimki Mosca 2 Ottobre @Caserta – Pasta Reggia Caserta vs Virtus Roma 4 Ottobre @Siena – Montepaschi Siena vs Pasta Reggia Caserta 5 Ottobre @Bologna – Granarolo Bologna vs Pasta Reggia Caserta

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