Pepsi Caserta: conosciamoli meglio

Pepsi Caserta: conosciamoli meglio

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Il manipolo di spartani bianconeri sarà, anche quest’anno, guidato da coach Stefano Sacripanti, noto a tutti come Pino, canturino doc, casertano d’adozione, che con un gesto davvero lodevole, nonostante la pesante aggiunta delle responsabilità conseguenti al doppio ruolo GM – Coach, ha accettato di ridursi lo stipendio, allungando una mano alla società casertana che, tra le partecipanti al massimo campionato, è quella che maggiormente sta pagando la crisi economica, in quanto stiamo parlando di un territorio, quello casertano, già depresso economicamente.

In questo regime di “austerity”, andiamo a conoscere un po’ meglio quelli che, da qui a qualche mese, andranno a contendere i due punti sui campi di tutta Italia.

Nella cabina di regia bianconera, totalmente rinnovata dopo la partenza di Koszarek e capitan Di Bella, si alterneranno Andre Collins e Diego Ciorciari.

Partiamo dal titolare, Andre Collins, il folletto da Maryland classe ’82, all’ennesima stagione in Italia, noto a tutti per le capacità in regia e un mortifero tiro dall’arco, dopo essere esploso in Lega2, ha girato per i campi italiani, Ferrara, Virtus Bologna e Pesaro nel suo curriculum, e ora riparte dalla Campania, conscio delle responsabilità che derivano dall’essere la punta di diamante della formazione casertana, e di conseguenza, il nemico numero uno delle difese avversarie.  Il ragazzo non si scoraggia e Caserta tutta si affiderà alle sue triple e ai suoi assist per raggiungere i propri obiettivi.

Dalla panca, per far rifiatare il proprio compagno di reparto, si alzerà il “gaucho”, l’italo-argentino ex Minorca Diego Ciorciari che, a dieci anni dalla sua ultima esperienza ad Avellino, torna in Campania, questa volta però, con un bagaglio di esperienza invidiabile, maturato per lo più in Spagna, e che tornerà senz’altro utile ai bianconeri, così come la sua generosità e l’innata propensione al regalare assist al bacio ai propri compagni di squadra.

Completano il reparto esterni titolare Alex Righetti ed Efejuku Rose, due giocatori molto diversi, e per questo, complementari.

Italiano, classe ’77, esperienza da vendere, una sicurezza del campionato, con l’unica incognita della tenuta fisica, poco atletico, ma dal tiro preciso, con l’unica pecca di essere un exVirtus Roma (pecca agli occhi dei tifosi bianconeri, of course), signori e signore, Alex Righetti, l’ala piccola titolare per il 2011/12.
Lunga militanza nelle file di Rimini e Roma (14 anni, equamente divisi tra romagnoli e capitolini), poi Avellino nell’anno dei record (Coppa Italia, qualificazione all’Eurolega e finale playoff mancata di un soffio), due anni di “mobbing” alla corte di Sabatini e conseguente passaggio, la scorsa stagione, in quel di Varese,  fino all’approdo bianconero, queste le tappe della carriera di “Rigo”. Forza mentale, “garra” in campo e punti dagli scarichi di Collins&Ciorciari, questo è quello che Caserta chiede al lottatore riminese.

Americano, di origini nigeriane, nazionale giamaicano, classe ’86, zero esperienza in Italia, atleticamente devastante, giovane, non “svizzero” al tiro, Efejuku Rose è la guardia titolare della Pepsi, sconosciuto ai non addetti ai lavori, e nonostante la giovane età, già giramondo nel vecchio continente, tra Repubblica Ceca, Lettonia, Ucraina e Spagna. Arrivato senza pretese, e con più di una critica, ha tutto da dimostrare, ma Sacripanti si fida, per cui, al campo l’ardua sentenza.

Dalla panca si alzerà, per dar fiato a Rigo e Rose, l’ex Brindisi Giuliano Maresca, italiano, il trentenne romano si è messo a completa disposizione dello staff tecnico bianconero, tanta voglia di dimostrare il proprio valore, già ampiamente sciorinato ai tempi di Montegranaro, e soprattutto, riscattare la passata stagione, conclusasi con la cocente retrocessione della squadra pugliese.

Punto di contatto tra reparto esterni ed il back court è il jolly bianconero, alla sua terza stagione nella città della Reggia, unico sopravvissuto all’esodo, Aaron Doornekamp. Il canadese con passaporto olandese, meriterebbe una statua al Palamaggiò, per l’abnegazione negli allenamenti, nessuna pretesa economica, lottatore, con lui hai la certezza che l’assegno staccato a fine mese se l’è guadagnato, colui il quale merita senza dubbio, la fascia di capitano di questa Juve che, quest’anno, dovrà essere più Doornekamp e meno Jumaine Jones, per raggiungere l’obiettivo. Aaron darà minuti di qualità ai titolari Righetti, e Smith, e a lui Sacripanti affiderà le missioni speciali in difesa.

Andre Smith, chi era costui?
Nuovo arrivo in casa bianconera nello spot di ala forte titolare, lo statunitense classe ’85, proveniente dal Pinar Karsiyaka,  non è affatto uno sprovveduto, nonostante non sia un nome noto del campionato italiano. Miglior straniero del campionato turco appena concluso e nel quintetto ideale, nonostante avversari del calibro di Anadolou Efes, Fenerbahce e Galatasaray, il ragazzone del 1985, con un passato anche in Svizzera, Giappone e Inghilterra, è noto per le doti realizzative e per essere un buon rimbalzista, rapido e mobile sottocanestro, come preciso e mortifero piedi per terra, e queste capacità sono quelle che serviranno ai bianconeri per raggiungere la salvezza.

Concludiamo ora con il ruolo di centro, dove il titolare sarà Kevin Fletcher, altra vecchia conoscenza del campionato italiano, l’anno scorso a Teramo, di passaporto macedone, propensione al rimbalzo e sottovalutato tiratore dalla media distanza, il trentunenne nativo di Denver dal passato di tutt’altro livello rispetto alla maggior parte dei compagni (Grecia, Russia e Turchia), sarà l’altro traino, insieme a Collins, che dovrà, almeno inizialmente, caricarsi sulle spalle i compagni meno esperti, soprattutto nelle avversità inevitabili che si presenteranno nell’arco della stagione.

Quando Kevin tornerà in panca, a sostituirlo ci penserà un altro dei giovani arrivati quest’anno con più voglia di fare che pretese economiche, Andrija Stipanovic, croato, noto a coach Sacripanti per averlo affrontato con l’U20, è un ragazzo con una stazza da lottatore e un cuore da guerriero, che gli permette impressionanti colpi di reni per recuperare una palla, sgomitare a rimbalzo e immolarsi in difesa, l’identikit perfetto del giocatori cercato dalla Juvecaserta.

Presentati uno per uno i “grandi”, ai quali si aggiungeranno i nuovi virgulti casertani provenienti dalle giovanili, ora non resta che attendere il Torneo Città di Caserta, 1 e 2 Ottobre al Palamaggiò, dove la Pepsi sarà finalmente di scena sotto gli occhi dei tifosi, che mai come quest’anno, saranno fondamentali per raggiungere l’obiettivo primario di questa stagione, la Salvezza.

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