Per i lettori di Basketinside: Stefano Mancinelli

Per i lettori di Basketinside: Stefano Mancinelli

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Al termine dell’incontro tra Pepsi Caserta ed Armani Jeans Milano abbiamo ascoltato, in esclusiva per i lettori di basketinside.com, l’ala forte della formazione meneghina e della nazionale Stefano Mancinelli con lui abbiamo discusso del suo momento personale e della sua squadra, e delle sue aspettative con la maglia della nazionale.

 

Mancio, stasera avete colto una importante  vittoria su un difficile campo come questo di Caserta, dopo un avvio che sembravate andare sulle montagne russe nella seconda parte di gara avete preso decisamente in mano la conduzione del match, raccontaci la partita dal tuo punto di vista.

Noi nei primi sei minuti di partita abbiamo giocato veramente bene, abbiamo avuto una partenza super, poi abbiamo un po’ mollato, loro sono una squadra di gran talento con punti nelle mani e son rientrati. Poi nella seconda parte di gara, abbiamo giocato veramente bene sia in attacco che in difesa esprimendo una buona pallacanestro come dovremmo sempre giocare per portare a casa le partite.

Con questi due punti in classifica rimanete in scia di Cantù per il secondo posto, però proprio volendo fare un passo avanti ai play-off i canturini sembrano il vero ostacolo tra voi e la finale?

No, dobbiamo pensare prima a giocare bene queste due ultime partite di regular season cercando di conquistare fino alla fine il secondo posto, poi è normale che si può pensare di incontrare Cantù sulla nostra strada ma principalmente bisogna fare bene partita dopo partita.

Questo è il tuo secondo anno a Milano , sei cresciuto cifre alla mano come rendimento rispetto alla scorsa stagione, anche stasera (19 punti e 5 rimbalzi) sei stato uno dei principali protagonisti della squadra, da cosa dipende questa tua metamorfosi?

Le mie cifre sono migliorate rispetto all’anno scorso perché volendo farne una questione di numeri l’anno passato ero la riserva di Hall, e giocavo 20 minuti a partita mentre quest’anno ne gioco 30 a partita. Secondo me l’anno scorso ho giocato una buona stagione lo stesso, però di rado partivo in quintetto titolare. Devo dire che in quelle poche occasioni  che sono partito titolare ho giocato sempre ad alto livello e quasi sempre siamo riusciti a vincere. Sicuramente partendo titolare avverto una maggiore fiducia nei miei confronti.

Quella fiducia maggiore che ti ha dato coach Peterson, come è il tuo rapporto con l’allenatore statunitense?

Io con il coach ho un gran rapporto, come lo ha tutta la squadra d’altronde, lui è un grande motivatore ci motiva in tutte le partite, ci sta facendo diventare un gruppo unito. Lui è un grande come allenatore, ma non devo dirlo io basta guadare il suo palmares per capire la sua grandezza come allenatore, ma è anche soprattutto un grande come persona fuori dal campo, puoi parlarci di tutto e lui è sempre disponibile ti aiuta in tutto.

Stefano tornando a parlare di te, tu hai avuto la grande possibilità in passato di andare a giocare in Nba, potevi essere uno dei pochi giocatori italiani a riuscirci, vivi questa cosa con qualche rimpianto o meno?

No, non ho alcun rimpianto, ho provato ad andarci e potevo andarci in Nba, ma in quel periodo ho avuto un’ offerta di contratto importante dalla Fortitudo, mentre li mi offrivano solo un anno di contratto al minimo. Comunque sono contento di essere rimasto in Italia a giocare nel campionato italiano che è molto competitivo.

Hai nominato la Fortitudo, una parte importante e fondamentale della tua carriera da giocatore.

Ho giocato per dieci anni alla Fortitudo, è la società nella quale sono cresciuto sia come uomo che come giocatore. Ho tanti amici a Bologna, porterò per sempre quell’esperienza nel mio cuore, ora sono a Milano e spero un giorno di poter vincere lo scudetto all’Olimpia come ho fatto alla Fortitudo.

Infine l’ultimo pensiero è alla nazionale, quest’anno è l’anno degli Europei, cosa ti aspetti dal tuo futuro con la casacca azzurra?

Innanzitutto mi aspetto che la nazionale possa giocare come ha fatto l’anno scorso nella seconda parte delle qualificazioni europee, dove abbiamo capito che abbiamo tutte le potenzialità per giocare una buona pallacanestro. Infatti , dopo un normale periodo di ambientamento ci siamo integrati abbiamo fatto gruppo, dobbiamo avere coscienza che siamo un gruppo che ha talento con giocatori che vengono dal Nba, e possiamo fare molto bene. Il mio obiettivo con la maglia azzurra, e non mi nascondo,  è quello di andare alle Olimpiadi.

 

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