Perchè la Mia Red October è entrata nella storia di Cantù

Perchè la Mia Red October è entrata nella storia di Cantù

Quello che ha combinato la truppa di coach Marco Sodini merita delle parole speciali perchè questo gruppo speciale di uomini speciali è entrato nella storia del club brianzolo.

di Carlo Perotti

Non possiamo negarlo, coach Marco Sodini ci piace: ci piace la sua intelligente dialettica e la sua naturale empatia che emana verso chi lo circonda sia che si tratti di un giocatore, un giornalista o un tifoso. Ci piace anche la pallacanestro che sta proponendo con la sua squadra, intelligentemente adattata alle caratteristiche dei giocatori, giocatori che in molti avevano visto solo come dei mercenari disadattati in giro per l’Europa e reduci da esperienze esotiche, scelti da Gerasimenko e Bolshakov solo per i loro trascorsi in Ucraina. Oggi lo possiamo dire: emerite cazzate.

sodiniPerò questa volta caro Marco ti sei proprio sbagliato. Quando nell’ultima conferenza stampa prima di partire alla volta di Firenze, verso quelle Final Eight tanto meritate e conquistate nello scetticismo del mondo del basket, ti sei lasciato andare allo spirito belluino ed hai dichiarato che si andava “A giocare per vincere, non per partecipare, con spirito guerriero e non codardo” poco dopo aggiungevi “perché nessuno si ricorderà fra un mese chi è andato in finale o ha vinto nei quarti, si ricorderanno solo di chi ha vinto la coppa…

Parole dette con lodevole ed arguta spinta motivazionale nei confronti del tuo gruppo e dei tifosi che vi seguono ma errate: nessuno ma proprio nessuno si sarà dimenticato cosa avete fatto in queste due gare fiorentine, siete entrati nella Storia di Cantù, in quella in cui albergano per l’eternità Boris Stankovic ed Arnaldo Taurisano, Pierluigi Marzorati e Bob Lienhard, Charlie Recalcati ed Antonello Riva, Bruce Flowers e Jim Brewer, Pace Mannion e Rambo Gianolla , Pino Sacripanti ed i Fab Four, Andrea Trinchieri e la sua visionaria truppa guerriera capitanata da Nicolas Mazzarino. Mica pizza e fichi.

applausi firenzeForse il resto d’Italia fra due mesi avrà dimenticato quello che ha fatto un gruppo che a settembre tutti davano per spacciato ed all’ultimo posto e che in molti persino si auguravano l’eutanasia societaria entro Natale. Ma a Cantù e dintorni no. Nessuno dimenticherà Sasà Parrillo e Jack Maspero sparare decisive triple in faccia a Andrew Goudelock e Mindaugas Kuzminskas gente che ha calcato seriamente in parquet della NBA e che guadagna 20/30/50 volte lo stipendio delle due riserve canturine. Nessuno dimenticherà la prova meravigliosa di Jaime Smith contro la EA7 Milano da 23 punti 7-8 dal campo 6-6 dalla lunetta e 8 assist. Impossibile farlo. Nessuno dimenticherà lo spirito indomito di Christian Burns lottare su ogni pallone. Nessuno dimenticherà un capitano vero come Jeremy Chappell. Nessuno si dimenticherà di Charles Thomas, sì proprio quello che in estate si lamentava del suo hotel sui socials, che sia nei quarti che in semifinale contro Brescia si accascia al suolo per il dolore al piede ma poi rientra in campo zoppicante negli ultimi minuti del supplementare e mette pure una tripla, su un piede solo, come un novello Willie Reed.

Già perché alle 17.55 di venerdì 16 febbraio la Mia Red October Cantù non solo ha affrontato la Grande Milano senza Randy Culpepper (frattura al quinto dito della mano di tiro) e Andrea Crosariol (lombalgia) che erano praticamente impossibili da recuperare in tempo ma anche con Charles Thomas e David Raucci acciaccati ed infine pure con David Reginald Cournooh che nella notte era stato prosciugato da un virus gastrico e rimesso in piedi dallo staff medico a forza di liquidi ed addirittura col giovane Luca Pappalardo stirato…  Tutti si aspettavano una truppa coraggiosa lottare una ventina di minuti e poi soccombere dignitosamente a Milano. Anche i giocatori milanesi se lo aspettavano.

chapell firenzeEd invece la Mia Red October parte come una lepre impazzita. E vola. Vola via. Colpiscono tutti. Sei giocatori in doppia cifra e Maspero a quota nove, lui che in campionato aveva messo a segno sei punti in dieci partite a referto. Entra come cambio dei lunghi, sbaglia un facile tiro da sotto perché si spaventa all’arrivo di Gudaitis, una decina di chili e centimetri superiore a lui, poi Cournooh segnando da metà campo in pratica gli toglie un macigno dalle spalle. Segna allora da tre punti in faccia a Cusin, mette a segno un tiro libero, segna in tap in il canestro con cui Cantù va all’intervallo sopra 57 a 38 con l’armata biancorossa. E nella ripresa contribuisce al +25 segnando da tre dinanzi a Kuzminskas poco dopo che Sasà Parrillo aveva segnato sulla sirena in faccia al mini-mamba Goudelock.

Poi si accende la spia della riserva, negli ultimi otto minuti Cantù non ne ha più. Fatica a tornare in difesa, Charles Thomas è a terra urlante tenendosi il piede che già lo tormentava. Pianigiani prova l’ultimo assalto con gli ex Abass e Cinciarini che pressano e picchiano, gli unici dei milanesi a non mollare,  gli unici a non avere una faccia stranita. Ma il vantaggio è enorme, Cantù non molla: Smith e Chapell trovano delle triple che sono puro ossigeno. La corazzata milanese affonda tronfia e pesante come la Bismark a settecento miglia dal Golfo di Brest. Finisce 105 a 87, record di punti in una Final Eight, un enorme Cata Su si innalza dalla Brianza.

thomas firenzeLa domanda nella notte di gioia è semplice: dove troverà nuove energie questo gruppo? Charles Thomas giocherà in semifinale contro la Germani Brescia? Ebbene le energie le hanno trovate nell’orgoglio del gruppo. Un gruppo che nelle settimane si è cementato nelle difficoltà, anche nei duri confronti… e sì… Charles Thomas gioca. Non lo voleva più nessuno: era lamentoso e giocava da schifo tirando col 20% dal campo nelle prime settimane. Ora lo amano tutti. Un guerriero con attributi enormi. Forse non uno scienziato di Harvard ma un guerriero swahili dotato di scudo e lancia.

Brescia costringe Cantù a giocare a suoi ritmi, la squadra di Diana e Luca Vitali è maestra in questo, anche in campionato lo fece espugnando il PalaDesio. Ma ogni volta che pare pronta a dare una spallata decisiva Cantù recupera. Senza correre come al solito, le energie sono ai minimi termini, ma col Cuore e la Volontà. Chappell dalla lunetta manda le squadre ai supplementari,  Cantù ci prova eccome a vincere nell’overtime ma Jaime Smith e Christian Burns commettono il quinto fallo, due falli da stanchezza il primo cerca di rubare un pallone impossibile, il secondo sfonda in attacco nel classico stile di chi non è più lucido ed attacca a testa bassa. Vince Brescia, una bellissima realtà, ma vince anche Cantù.

eagles firenzePerché caro coach Sodini nessuno si dimenticherà di cosa hanno fatto i tuoi ragazzi, nessuno dimenticherà che a Firenze pure quelli che hanno promesso di non seguire più questa squadra alla fine lo hanno fatto dal vivo o in tv, nessuno dimenticherà una curva commossa e compatta, nessuno dimenticherà una finalmente sorridente Irina Gerasimenko che entra negli spogliatoi a fine gara, nessuno dimenticherà che il bistrattato, a volte a torto a volte a ragione, proprietario in esilio Dmitry Gerasimenko addirittura si palesa su Facebook per urlare il suo orgoglio, nessuno dimenticherà che alcuni sponsor si sono riavvicinati dando ossigeno al club. Siete entrati nella Storia, caro Marco.

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