Pesaro 2012/13 vs Pesaro 2013/14: la sfida tra gli esterni

Pesaro 2012/13 vs Pesaro 2013/14: la sfida tra gli esterni

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In attesa del raduno della Victoria Libertas 2013-14, in programma per martedì prossimo e di conoscere personalmente tutti i vecchi e nuovi arrivi che vestiranno la casacca biancorossa ancora priva dello sponsor, rimane il tempo di dare un’occhiata ai vari siti specializzati che riempiono il web italiano e dall’esterno non c’è una grandissima fiducia in questa nuova Vuelle creata dalla premiata ditta Costa-Cioppi, anzi in molti casi danno la VL come principale e unica “pretendente” alla retrocessione, così come Milano è data praticamente già Campione d’Italia senza neanche aver giocato una partita. Ma è già davvero tutto scritto, possibile che dall’esterno questa Vuelle appaia una formazione costruita senza un filo logico con giocatori raccattati un po’ qua e un po’ là, con giovanotti di belle speranze che alle prime difficoltà si scioglieranno come neve al sole? Sicuramente, il fatto di avere al momento il minor budget della categoria, induce a non nutrire grossa fiducia nel lavoro svolto sulle rive del Foglia, ma chi, come i tifosi pesaresi,  ha potuto seguire la passione e la competenza che ha animato lo staff biancorosso nella costruzione di questa squadra, non si sentirà ancora l’agnello da sacrificare sull’altare di un campionato che non brillerà per clamorosi arrivi di fenomeni provenienti da oltreoceano, ma che anzi sta continuando un lento declino verso il basso. E’ chiaro a tutti che, allo stato attuale delle cose, raggiungere la salvezza sarebbe un mezzo miracolo sportivo e che si guarda con attenzione al mercato che stanno facendo le altre pericolanti, Pistoia e Montegranaro in particolare, ma siamo così sicuri che è già tutto da buttare via e che in confronto all’anno scorso ci siamo così veramente indeboliti? Vi proponiamo un piccolo giochino di fine estate, mettendo a confronto la Vuelle che si era presentata alla prima giornata nell’ ottobre 2012 a quella che si dovrebbe presentare il 13 ottobre 2013 sul campo di Avellino, per capire se la Victoria Libertas è veramente tanto più debole rispetto a dodici mesi fa. Nel confronto abbiamo cercato di comparare i giocatori per i ruoli che dovrebbero avere sul parquet, anche se ancora non è possibile sapere esattamente in che posizione scenderanno in campo e per fare un esempio, Barbour era partito come guardia titolare, mentre in tante occasioni era finito a fare il “quattro” tattico e non si sono presi in considerazione gli arrivi in corsa come quelli di Stipcevic e Kinsey che avevano sicuramente alzato il livello della squadra, mentre quelli di Clemente e Thomas lo avevano notevolmente abbassato. Andrea Pecile (2013) vs Reggie Hamilton (2012): Pecile ritorna in serie A dopo diversi anni e le motivazioni non gli mancheranno, rispetto alla sua ultima apparizione in maglia Vuelle ha leggermente modificato il suo stile di gioco, aumentando la pericolosità dall’arco a discapito di qualche scorribanda in mezzo all’area colorata, arrivato a 33 anni dovrà fare da “tutor” ad Andrea Traini e produrre una decina di punti a serata, senza dimenticarsi di coinvolgere i lunghi con assist e scarichi dopo le sue penetrazioni centrali. Hamilton era arrivato come miglior realizzatore della Ncaa, ma a Pesaro serviva un play e Reggie non è mai riuscito ad emergere in un ruolo che non rientrava nel suo Dna, purtroppo anche quello di leader non gli era congeniale e dopo un girone d’andata sottotono, veniva tagliato per un play e leader vero come Rok Stipcevic. Chi vince il confronto? Hamilton aveva qualche punto in più nelle mani, ma poco fosforo in testa, Pecile nasce e cresce come playmaker di rottura e sa che Pesaro rappresenta la sua ultima occasione per rimanere nel basket che conta, alla Vuelle serve un play ed Andrea sembra più utile alla causa. Andrea Pecile 2013 Andrea Traini (2013) vs Andrea Traini (2012). Nelle sole quattro partite ufficiali disputate la scorsa stagione aveva fatto vedere di essere pronto per conquistare il posto di playmaker titolare biancorosso, ma il grosso infortunio occorsogli contro Sassari gli ha fatto chiudere anticipatamente l’annata, aprendo di fatto lo stato di crisi della Vuelle. Adesso il nativo di Loreto deve dimostrare di aver recuperato da un infortunio che oltre al fisico, può avergli lasciato qualche titubanza psicologica per un ragazzo abituato a correre sempre a cento all’ora. In estate ha rinunciato alla Nazionale sperimentale per recuperare fisicamente al 100% e con Pecile pronto a coprirgli le spalle e senza la pressione di un americano nel suo ruolo è atteso alla consacrazione definitiva. Chi vince il confronto? Il Traini del 2012 aveva impressionato tutti per la padronanza e la sicurezza che metteva sul parquet, su quello del 2013 si aspettano le rassicurazioni sul suo stato di forma. Andrea Traini 2012. Alvin Young (2013) vs Antwain Barbour (2012): Chiamati a diventare i leader delle rispettive Vuelle, Young a 38 anni si troverà nel difficile ruolo di top scorer e “chioccia” per un gruppo di giovani alla loro prima esperienza fuori dagli States, mentre a Barbour il compito andava un po’ stretto, non possedendo le qualità caratteriali per trascinare i compagni. Tecnicamente Barbour svariava in tre ruoli non perdendo d’efficacia, ma non ha mai inciso veramente in un match al punto di portare a casa una vittoria praticamente da solo, compito al quale è chiamato Young in una Vuelle alla ricerca di una spalla da affiancare al talentuoso ex-veneziano. Chi vince il confronto? Young dovrà essere gestito dal suo coach che non lo potrà lasciare sul parquet per più di 25-27 minuti, mentre Barbour rimaneva in campo per 35 minuti di media, Alvin potrà giocare anche da playmaker, mentre Antwain ha ricoperto tre ruoli con discreta padronanza, al fotofinish, leggera preferenza per Antwain Barbour (2012). Bernardo Musso (2013) vs Daniele Cavaliero (2012) Musso è un debuttante nella massima serie all’età di 27 anni, mentre Cavaliero fa ancora parte della Nazionale che si prepara agli Europei sloveni, l’ex Fossombrone è chiamato a ritagliarsi un ruolo tattico da tiratore in un gruppo che del tiro da tre ne farà una delle sue armi principali, mentre il triestino nel suo “basket confusione” trovava i guizzi che ti facevano girare l’incontro e da play riusciva a barcamenarsi, pur tra mille difficoltà. Chi vince il confronto? Pur con tutti i suoi limiti, Cavaliero è un giocatore di maggior esperienza ed efficacia rispetto all’oriundo argentino che dalla sua ha una voglia matta di far vedere di meritarsi un posto al sole nel panorama cestistico italiano, ma il duello non può che andare a favore di Daniele Cavaliero (2012). Alessandro Amici (2013) vs Alessandro Amici (2012) La stagione scorsa si era ritagliato un ruolo da specialista, andando a rimbalzo con grinta e volontà anche contro avversari più grossi ed esperti di lui, ma sul fronte offensivo non era riuscito a produrre punti, rinunciando spesso a tiri comodi per impantanarsi in improbabili entrate uno contro il mondo, quest’anno nonostante i tanti nuovi arrivi sembra essere l’unica ala piccola di ruolo e la Vuelle nutre grosse aspettative nei suoi confronti. Chi vince il confronto? Ha l’occasione a 22 anni di dimostrare il suo effettivo valore e se riuscirà a far tesoro dei consigli di coach Dell’Agnello e togliersi quel pizzico di timidezza che ne ha condizionato il rendimento finora, potrebbe essere la lieta sorpresa stagionale. Alessandro Amici 2013. Domani pubblicheremo la seconda parte, confrontando i nuovi lunghi con quelli della passata stagione. Davide Perugini (www.pu24.it)

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