Pesaro: la squadra c’è, ma preoccupa la mancanza dello sponsor

Pesaro: la squadra c’è, ma preoccupa la mancanza dello sponsor

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Con l’arrivo di Ashley Hamilton il mercato della Vuelle è virtualmente finito, almeno per adesso, con la speranza che non ci sia bisogno di intervenire in un secondo tempo per sopperire a delle lacune che la buona volontà dello staff tecnico e la tenacia di un gruppo giovane ma volenteroso, ha per adesso nascosto, anche se la mancanza di un quarto lungo da inserire nelle rotazioni è evidente fin da ora e la sconfitta al supplementare contro la Sutor a Senigallia, maturata in un supplementare dove Anosike e Trasolini erano fuori per falli, ne è un ulteriore esempio.
Ma c’è una questione irrisolta da chiarire al più presto, per poter affrontare la stagione 2013-14 con la massima tranquillità possibile e competere ad armi pari con le dirette concorrenti alla salvezza:
Che fine hanno fatto gli sponsor?

Nell’estate appena finita sono circolate le voci più disparate sul possibile nuovo main sponsor della Vuelle, costretta ancora a girare l’Italia con quelle magliette tristi dove capeggia solamente il glorioso nome della città, lasciato solo soletto con la sola compagnia del cognome e del numero del giocatore. L’elenco delle aziende contattate è più lungo di quello che è trapelato finora, con almeno 10/12 società che hanno mostrato interesse per abbinare il loro marchio alla Victoria Libertas, sia come sponsor principale, sia come secondo o terzo sponsor: oltre alla Erba Vita, azienda sanmarinese in grossa espansione che rimane la candidata principale con il logo Go&Fun, altre ditte emiliano romagnole hanno ricevuto la visita dei dirigenti biancorossi, dalle Terme in provincia di Rimini con le loro Spa, ad una marca di acqua minerale, ad una grossa industria di materie plastiche, ad un’azienda di ceramiche, poi c’è stato il viaggio al profondo nord per capire il reale interesse di un casinò e di una grossa agenzia di scommesse, per poi deviare verso la Lombardia per sapere se la multinazionale tecnologica con sede oltreoceano, ma già radicata in Italia, fosse veramente interessata a rientrare nel mondo del basket dopo quasi trent’anni dall’ultima esperienza in riva all’Adriatico.
Ma finora non si è riuscito a mettere nero su bianco con nessuno, nonostante gli “sconti” praticati sul prezzo iniziale di 500.000 euro dei primi di luglio, diventati 200-250 mila in questo fine settembre, il lavoro di Ario Costa è certamente encomiabile per la sua continua ricerca lungo lo Stivale, con tantissime riunioni e telefonate con i dirigenti, ma è arrivato il momento di raccogliere i frutti, anche quelli ancora non maturi, prima che arrivi qualcun altro e ce li freghi direttamente dall’albero, per prima cosa sarebbe utile convincere più gente possibile ad entrare almeno nel Consorzio, con 25 o 50mila euro, per ampliare una base che si è ridotta pericolosamente a soli nove elementi, per avere un’ancora di salvataggio per i momenti veramente bui. Poi si dovrebbe anche avere il coraggio di rischiare qualcosina, come nel caso della Go&Fun che non avrebbe passato l’esame dei commercialisti biancorossi, ma che essendo una ditta in grossa espansione sta investendo tantissimo nel marketing, con conseguente incremento in doppia cifra dei dati di vendita in questo 2013, non visibili dall’analisi dell’esercizio precedente. C’è da confermare la reale disponibilità della Banca Marche, alle prese con problemi di gestione interna, a versare realmente duecentomila euro nelle casse biancorosse e la mancanza del suo logo nelle canotte attuali, fa sorgere più di un sospetto, infine, in mancanza dello sponsor principale, si dovrebbe chiudere con quelli definiti minori e scegliere magari la doppia sponsorizzazione per iniziare la stagione, per poi continuare la ricerca con maggior tranquillità durante l’anno.
In tutto questo è impossibile non notare l’assordante silenzio dell’economia locale, con nessuna azienda pesarese o limitrofa che si è fatta avanti per salvare la situazione, con la speranza che non ci siano dietro inghippi politici o burocratici a bloccare le eventuali trattative, ma anzi con l’auspicio che da Piazza del Popolo esca ancora qualche lieta notizia in extremis, perché è vero che la situazione economica generale è deprimente, ma se ancora si riescono a coinvolgere in qualche modo le aziende, vedi il caso di Reggio Emilia che dopo aver agganciato la Grissin Bon come primo sponsor, è riuscita a trascinare dentro anche il colosso delle ceramiche Mapei, con la logica conseguenza di ingaggiare un campione come James White, reduce da un anno con i New York Knicks, non è verosimile che solo le Marche siano l’unica regione a non riuscire a trovare qualche soldo per le sue due squadre nella massima serie, anche se a Montegranaro qualcosa si sta muovendo.
In conclusione, la situazione economica attuale della Vuelle è preoccupante e purtroppo non saranno gli abbonati a salvare la situazione, così in Largo Ascoli Piceno è arrivato il momento di chiudere le trattative, perché difficilmente qualcun altro si farà avanti in extremis, siamo consapevoli che trovare 400-500 mila euro di questi tempi non è facile come vendere un giornale, ma per il bene della Vuelle il 13 ottobre sarebbe gradito trovare sulle canotte biancorosse qualche logo nuovo di zecca (andrebbe molto bene anche quello vecchio).

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