Petrucci su Cantù: “Giuste le dimissioni della Cremascoli. L’episodio della torta? Mi ha fatto piangere. Cantù è un club storico”

Petrucci su Cantù: “Giuste le dimissioni della Cremascoli. L’episodio della torta? Mi ha fatto piangere. Cantù è un club storico”

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Dalle vicende di Cantù (con le dimissioni del vicepresidente Anna Cremascoli), passando alla novità della Basketball Champions League targato FIBA: Gianni Petrucci affronta i temi più caldi dell’attualità cestistica con il suo solito approccio a tutto campo, in un’intervista rilasciata al collega Mario Canfora, della Gazzetta dello Sport.

Priorità assoluta alle querelle nate sia dal tesseramento controverso di JaJuan Johnson, sia con l’episodio della torta scagliata in faccia a un finto Gentile da una delle nuove cheerleaders brianzole, le Red Foxes,in occasione del derby contro Milano. Nel mirino sempre e comunque Cantù, con una decisione ufficiale pesante della Cremascoli, ma che non sorprende il n.1 Fip: “La signora Anna mi ha chiamato, la sua uscita dal Consiglio mi ha tolto un peso, perché non avrei potuto assistere passivamente senza un intervento deciso. Quanto a domenica, non credo sia stata un’idea della Cremascoli: non conosco il nuovo proprietario Gerasimenko ma queste sono cose che fanno piangere, non ridere. Cantù è un club storico, questa scena mi ha rattristato parecchio, come poi le accuse e le parole del sindaco Bizzozero. Sono un suo collega, guido il Comune di San Felice al Circeo, e dietro la mia scrivania ho una frase di Oscar Wilde: “A volte meglio tacere e dare l’impressione di essere stupido, piuttosto che aprir bocca e togliere ogni dubbio”.

Il capo di ViA Vitorchiano non risparmia poi dichiarazioni di peso sul tema delle coppe europee, appoggiando il format voluto dalla FIBA, in concorrenza con quello decennale voluto dall’Eurolega, e a cui Milano ha aderito: “La nuova Champions League avrà successo -perché il progetto di Bertomeu non è etico: esalta la supremazia del commercio sullo sport, quando invece il diritto sportivo è sacrosanto. Il calcio ha copiato tutto da noi, però avete visto la loro Champions come funziona bene? E le nostre leghe non possono non seguire il volere delle federazioni, devono rispettare le leggi del Ciò e del Coni. Milano? Proli ha capito la serietà delle intenzioni della Fiba: vero, è uno dei club che ha firmato l’accordo con l’Eurolega, ma per il futuro sono molto fiducioso.

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