Pistoia, comincia a delinearsi il nuovo roster

Pistoia, comincia a delinearsi il nuovo roster

Men at work. Non tanto in riferimento al gruppo pop rock aussie anni 80 (Land Down Under, un evergreen), quanto nel senso proprio di lavori in corso. In quel di Pistoia, gli uomini a lavoro corrispondono al ds Giulio Iozzelli, coach Vincenzo Esposito e il suo staff che, chi dalla sede di Via Fermi chi da Las Vegas, stanno scegliendo le stoffe e i tagli giusti per cucire addosso alla Giorgio Tesi Group stagione 2015/2016 il miglior vestito possibile. Tra arrivi certi e probabili, spifferi di mercato e sospiri d’attesa, proviamo a delineare la situazione in casa Pistoia Basket.

IL PRIMO ARRIVO: Blindato Ariel Filloy con un biennale, definiti come nono e decimo i due azzurrini Luca Severini e Martino Mastellari, la Giorgio Tesi Group ha stipulato un contratto annuale con Michele Antonutti in uscita da Caserta. Un arrivo tanto atteso quanto coscienzioso. Scrutando attentamente il mercato tricolore, la società toscana, senza mai dimenticare di porre attenzione al portafoglio non pingue come altri, si è assicurata un pezzo pregiato tra gli italiani in cerca di nuova sistemazione. Antonutti è un giocatore solido, con un discreto bagaglio di esperienza che ha sempre portato in spalla in tutti questi anni passati in massima serie. Ciò gli permetterà di essere un elemento dal notevole peso specifico sia in campo che all’interno dello spogliatoio anche in questa sua incipiente esperienza a Pistoia. Sul fronte ruolo, è innegabile che Esposito veda il giocatore friulano più da numero 4 che da numero 3, e con molta probabilità sarà questa la posizione che Antonutti andrà a ricoprire sul parquet del PalaCarrara. Spulciando nei cassetti della memoria, trovare nel recente passato biancorosso un’ala forte con caratteristiche simili a quelle di Antonutti  risulta difficile e per questo, confronti e raffronti risulterebbero fuorvianti. Il nativo di Colloredo di Prato, è giocatore che apre bene il campo ma che sa parimenti coinvolgere nel gioco i compagni. Dotato di un tiro da tre mortifero sugli scarichi, abile anche nel battere il marcatore dal palleggio, l’ex capitano di Reggio Emilia compensa il poco gioco interno spalle a canestro con uno spiccato fiuto per i rimbalzi offensivi. Nella propria metà campo invece, oltre ai pari ruolo, riesce a difendere anche sulle ali piccole più rapide. Tutte queste qualità risulteranno indispensabili per coach Esposito, tanto che, ad oggi, ipotizzare un Antonutti nello starting five biancorosso è tutt’altro che utopistico. Senza tralasciare il fatto che un utilizzo dalla panchina, come giocatore “di rottura”, è forse un lusso che difficilmente la squadra pistoiese è in grado di permettersi.

IL QUINTO ITALIANO: Quattro pedine sono già state posizionate, quale sarà adesso la prossima mossa della dirigenza biancorossa? Una prima soluzione potrebbe essere quella di ultimare il reparto italiano prima di tuffarsi nel mercato internazionale. Ragionando per ruoli definiti, caduti in desuetudine nel basket contemporaneo che predilige la polivalenza, l’unico spot a non parlare la lingua del sommo Dante sembra essere quello di numero 3. Verso un’ala piccola parrebbero dunque tendersi le ricerche pistoiesi, con la plausibile aggiunta che il quinto italiano, per lo meno nelle intenzioni di coach e dirigenza, sarà destinato a partire dalla panchina. Per questo, appaiono fondate le voci giunte da altri porti di basket che parlano di un interesse della Giorgio Tesi Group per Eric Lombardi, dato ai saluti con Biella. Il classe 93, dopo le discrete stagioni in seconda serie con impiego e apporto di punti e rimbalzi crescente, sembra decisamente pronto per una chiamata al piano di sopra. I margini per una crescita ulteriore ci sono tutti. Scommessa? In Via Fermi è una parola ricorrente.

OH SAY CAN YOU SEE: Qualora l’approdo di Lombardi in biancorosso risultasse più macchinoso del previsto, il “Piano B” di Pistoia potrebbe essere quello di rispolverare il Collins e guardare subito al mercato degli americani, lasciando così in sospeso la scelta dell’ultimo italiano. Con Antonutti possibile titolare, il resto dello starting five batterebbe bandiera a stelle e strisce. I primi due puntini ad essere uniti potrebbero essere quelli della classica asse play-pivot, al contempo delicata e decisiva per una squadra che punta a raggiungere quanto prima la terra promessa della salvezza. Azzeccarla, significherebbe per Pistoia punti sicuri nel tabellino e in classifica. Ricorrere a quel pozzo di talenti e scommesse che è il college basketball è la soluzione più a portata di mano, ma anche la scelta di U.S.A. già abituati a difensori, sistemi e fischietti europei potrebbe essere una scelta da non sottovalutare. Tanto poi, nel basket come nei film, alla fine a vincere sono sempre gli americani.

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