Presentati a Roma i Playoff 2015 e consegnati i Lega Basket Awards

Presentati a Roma i Playoff 2015 e consegnati i Lega Basket Awards

Commenta per primo!

Nella sala conferenze della sede del Corriere dello Sport, si è svolta oggi pomeriggio la conferenza stampa per la presentazione dei Playoff 2015, che prenderanno il via la settimana prossima. L’incontro, condotto dal direttore della testa Paolo De Paola, dal vicedirettore Stefano Agresti, da Xavier Iacobelli, fresco eletto direttore della sezione telematica e dal presidente della Lega Ferdinando Marino, ha visto prima gli interventi di dirigenti e allenatori delle otto squadre qualificate ai playoff e in seguito la consegna dei premi stagionali, i “Lega Basket Awards” della stagione regolare della Serie A Beko 2014-15 attribuiti da una giuria di giornalisti specializzati e dagli allenatori, general manager e capitani delle 16 squadre della Serie A.

E’ De Paola ad aprire l’evento, facendo gli onori di casa: “Come direttore di un giornale sportivo è un piacere avere atleti dirigenti e presidenti di uno sport esplosivo e di grande valore come il vostro. Il programma è lungo, tutto volto a  sottolineare soprattutto lo spettacolo dei playoff e le forti emozioni che essi portano. Economicamente è un periodo difficile per tutti, ma tutte le città qualificate testimoniano quanto sia viva la passione e la voglia di investire in questo sport. Noi ci facciamo promotori di trasmissione di queste emozioni: voi siete i protagonisti e con voi vogliamo parlarne.”  A lui si associano i suoi colleghi, puntualizzando quanto il basket abbia successo sulla rete e quanto i playoff aumenteranno questa partecipazione, e il presidente Marino aggiunge: “Anche se siamo qui oggi per parlare di playoff, vorrei sottolineare come anche la regular season abbia regalato grandi emozioni: i palazzetti sono sempre più pieni, gli ascolti sono sempre più alti e questo ci fa capire che c’è grande fame di basket nel nostro paese. E’ stata una grande stagione, non potevo chiedere di meglio per la mia prima da presidente di Lega: ho avuto sempre l’adrenalina a mille tutti i giorni, e ora auguro a tutti voi di fare grandi playoff, perchè il basket ha bisogno di questo e di progetti seri e concreti.”

Prima di proseguire dando la parola ai protagonisti dei Playoff, è stato ufficialmente firmato il contratto tra la Lega e Beko per il secondo anno di sponsorizzazione, una partnership che proseguirà fra l’entusiasmo generale.
Si è dato poi spazio alle voci di dirigenti e allenatori delle otto squadre qualificate, intervistati dagli organizzatori della conferenza, ciascuno dei quali ha ricevuto una domanda a cui hanno risposto con classe e simpatia, in un piacevole clima di amicizia e familiarità che fa ancora una volta onore a questo sport.

EMPORIO ARMANI MILANO

Flavio Portaluppi
D: Questo è il suo primo anno da presidente e si ritrova ai playoff, che pressioni avete in questo momento?
R: La stagione l’abbiamo vissuta da protagonisti, e per me è stata una emozione speciale perchè li ho iniziato da piccolo come giocatore. Ora più che pressione c’è tanto senso di responsabilità, sono sicuro che tutti quelli presenti la sentono come noi. Siamo pronti a fare un buon finale di stagione, ma penso che lo siano anche le altre sette sqaudra; conta essere soddisfatti con quello che abbiamo fatto e convinti di poter ancora fare bene.

Luca Banchi:
D: Cosa ha milano in più quest’anno rispetto all’anno scorso?
R: Qualche elemento già c’era l’anno scorso e questo è un investimento: chi c’era sa che sacrificio e dedizione serve fino all’ultimo secondo dell’ultima partita. L’anno scorso è stato un grande successo, non solo per noi ma per tutto il movimento e spero che anche questi playoff vedano la pallacanestro protagonista. Per me è un valore aggiunto essere qui un secondo anno con persone che stimo e rispetto: noi siamo la squadra da battere, ma ripetersi è difficile e non succede da ben 28 anni…sappiamo che i nostro avversari ci daranno filo da torcere.

UMANA VENEZIA
Charlie Recalcati:
D: Che sapore ha essere di nuovo in una serie di playoff alla sua rispettabile età?
R: Devo dire che faccio una professione che ti costringe a restare giovane a confrontarti con nuove realtà, nuove generazioni a cui devi andare incontro. Ho trascorso questa mia carriera con tante realtà diverse, tutte importanti, con cui ho condiviso momenti speciali per me e per loro: ora a Venezia la mia speranza è che possa essere così con loro come è stato con le mie squadre del passato. Non so se succederà quest’anno, ma mi piacerebbe concluderlo con questa gioia. Per quanto riguarda Aradori, Pietro è in aereo, sta arrivando in Italia, e se non ci saranno problemi sarà dei nostri.

GRISSIN BON REGGIO EMILIA
Alessandro Frosini:
D: Da giocatore hai disputato tanti playoff, ora lo fai “dall’altra parte”. A che punto siete dopo tutti gli infortuni? Vi sentite pronti?
R: Siamo dove volevamo essere: siamo stati creati per questo l’estate scorsa, per essere ai playoff. Siamo ambiziosi, perchè è il terzo playoff che affrontiamo ma purtroppo prima ci siamo sempre arresi. Quest’anno vorremmo fare un salto in avanti e arrivare fino in fondo.

Massimiliano Menetti:
D: Reggio è piaciuta molto soprattutto per il coraggio di lanciare tanti giovani. Non è che adesso li vediamo sparire nei playoff?
R: Il nostro programma è stato quello di  lanciare i giovani attraverso gli esperti, ed è da un po’ di mesi che gli diciamo di seguire i nostri veterani nelle grandi manifestazioni, e loro sono consapevoli di quello che li aspetta. Sappiamo che abbiamo bisogno della loro freschezza e della loro vitalità,ma anche dell’esperienza: faremo questo mix di veterani e giovani, come abbiamo fatto tutto l’anno.

DOLOMITI ENERGIA TRENTO

Salvatore Trainotti:
D: Come si costruisce un fenomeno come quello di Trento?
R: Con una Lega forte, e un presidente come Marino, che ringrazio per il costante e frande supporto. Poi con credibilità, che siamo riusciti a costruire in questi anni, non tanto sportiva quanto soprattutto sul territorio: prima il basket in Trentino era il decimo sport, ora il primo…se Trento fosse un gruppo musicale? Il mio preferito, gli u2!

Maurizio Buscaglia:
D: Tre aggettivi per descrivere il tuo MVP Mitchell?
R: …Vincere sempre! Questo è quello che è lui e noi abbiamo messo sempre sopra tutto il resto: questo ha trasmesso a tutti lui durante tutto l’anno,  questo è quello che continuerà e continueremo a fare. Abbiamo squadre esperte davanti, ma sappiamo quello che possiamo dare.

BANCO DI SARDEGNA SASSARI
Stefano Sardara:
D: In coppa sembravate lanciatissimi, poi invece arrivate quasi da outsider. Può essere un vantaggio per voi questo ruolo?
R: Ma guarda non credo sia nè un vantaggio nè uno svantaggio, perchè nei playoff inizia un nuovo campionato, servono cuore e talento al massimo. Non cambia molto per me tra outsider e protagonisti, tutti vanno in campo per vincere, tutti abbiamo le stesse motivazioni.

Meo Sacchetti:
D: Cosa conta ora, Essere irresistibili in attacco o essere difensivamente consistenti?
R: Ma io direi  che ci vuole un po’ di tutte e due, perchè sulla carta c’è in effetti chi è più forte..ma tutte le altre non giocano solo per passare il turno, giocano dando tutto al massimo, e la storia di questo sport ci insegna che i miracoli succedono, e non sempre la più forte vince. Sarà sicuramente molto dura, Trento ci ha battuto due volte e noi quest’anno abbiamo giocatori particolari nel bene e nel male… ma sappiamo che siamo forti e possiamo dimostrarlo.

ENEL BRINDISI
Piero Bucchi:
D: Avete avuto sempre ottime stagioni e playoff non altrettanto buoni. Su cosa sta lavorando per cambiare questa tendenza?
R: Quest’anno siamo una squadra particolare un po’ pazza, che è un po’ la caratteristica di queste nuove generazioni: sono più in difficoltà a gestire tante cose, però abbiamo tanta fiducia perchè la voglia di fare bene è molta, e questa potrebbe fare la differenza…perchè la pazzia può essere positiva! A Brindisi l’aria è pazzesca, è una città bellissima e al mio quarto anno posso dire che la sua passione è folle, esiste solo il basket, tutti ne parlano, tutti sono coinvolti. Questa è una spinta incredibile, una pressione ma solo positiva, le emozioni sono grandiose e vogliamo continuare a far sognare i nostri tifosi: loro ci daranno la spinta in più che ci serve.

ACQUA VITASNELLA CANTU’
Sergio Paparelli:
D: Avete fatto la scelta pazza di inserire una ex stella NBA, che invece si è rivelata grande idea mediatica e sportiva. Cosa chiedete ora a uno come lui?
R: Ma niente di particolare o niente di più di quello che chiediamo agli altri. Certo è normale che uno con questo nome attira molto, ma lui è stato bravo a calasi nella nostra realtà e noi ad inserirlo e a fargli capire chiaramente cosa volevamo da lui. Chiediamo a lui e a tutti di godersi il momento e di fare il meglio possibile.

Stefano Sacripanti:
D: Come si gestisce un giocatore ingestibile come lui?
R: Ma a me finchè fa canestro mi va bene tutto! No comunque è uno che un po’ che ci marca sul suo modo estroso di essere, ma in realtà è un grande professionista. La mia paura era gestire gli altri nove, le eventuali gelosie, la pressione mediatica. Voglio chiarire che però già prima del suo arrivo il gruppo aveva lavorato molto bene, ora può prendere solo esempio da lui, di prendere la sua malizia, la sua esperienza, la sua “tigna”. Comunque i playoff sono meriti di tutta la squadra, di tanto lavoro…lui è un valore aggiunto.

GRANAROLO BOLOGNA
Renato Villalta:
D: Tanta attenzioni ai giovani e ai conti portano ad un successo come il vostro. Come si fa?
R: Semplicemente ci si prova. Dopo tre anni abbiamo raggiunto questo risultato, per noi è molto importante, poi ci vuole anche un po’ di fortuna, ed è un aspetto che abbiamo avuto, ma di certo dietro c’è un grandissimo lavoro. Far quadrare i conti è una priorità che ci siamo messi, non potevamo fare diversamente, è una strada da percorrere con positività, seguendo la propria logica. Ora a questo importante appuntamento per noi inaspettato, siamo Cenerentola, e tutto è possibile. Mi auguro anche che la Fortitudo venga in serie a perchè basket city è un vantaggio per tutto il movimento, sarebbe un evento molto importante. Dove arriveremo non lo so, l’obiettivo è quello di sognare sempre.

Giorgio Valli:
D: Come si vince la vertigine da palyoff?
R: Ah guarda chiedi alla persona sbagliata, per me sarà un esordio, non so come si batte perchè non ho mai fatto i playoff! Però so che noi non abbiamo vertigini, siamo li per fare esperienza al cospetto dei migliori, e comunque vada ci porteremo questo guadagno per il prossimo anno, con conti bassi e tanti giovani, puntando sempre in alto.
A questo punto è arrivato il momento della premiazione: Maurizio BezzecchiResponsabile Comunicazione Lega Basketha consegnato gli ambiti premi ai protagonisti, ovvero il trio di Trento composto da Tony Mitchell, che si è detto onorato di essere l’mvp della stagione e che spera di diventarlo anche dei playoff, Buscaglia e Trainotti, rispettivamente miglior coach e miglior dirigente dell’anno, che hanno ringraziato con calore lo staff tecnico e giocatori che li hanno sostenuti tutto l’anno. Per ultimo ha ritirato il premio di miglior under22 Fontecchio, che ha spiegato di essere felice di essersii proposto per il draft NBA, ma che ora in testa ha solo i playoff.

Prima di chiudere la conferenza, e approfittando della presenza del presidente Marino, abbiamo voluto una sua dichiarazione riguardo la spinosa questione aperta con la Federazione, che ignorando il parere della Lega ha scelto di abolire il sorteggio e di tornare al designatore. Questa la risposta di Marino: “Grazie di aver toccato un argomento così caldo e attuale. Vi posso dire che la Lega si era espressa in maniera chiara riguardo questo argomento, ne avevamo già parlato, noi volevamo non cambiare il sorteggio ma rafforzarlo, per avere meno polemiche, soprattutto in un clima di tensione e sospetto come quello attuale…avevamo chiesto un po’ di pazienza, di proseguire il dialogo. Questa decisione porterà problemi, proprio di ieri sera è uno spiacevole episodio in cui il designatore durante una partita di calcio ha rischiato così tanto che è dovuto uscire scortato e con il figlio in lacrime; creando un designatore carichiamo una persona di pressioni e rischi enormi. Noi avevamo avvertito e chiesto dialogo: non siamo stati ascoltati, quindi la federazioni non dovrà stupirsi davanti a nostre eventuali decisioni forti.”

Concludiamo il racconto di questo pomeriggio con le parole con cui il Direttore De Paola ha congedato i presenti:
“Oggi è stato molto bello ricordare e celebrare questo spirito pionieristico del basket che credo sia, sopratutto ora, un qualcosa che non deve essere perso. I tanti interventi di oggi sono tutti di persone con i piedi ben saldi per terra e ben consci delle proprie realtà. Ma soprattutto qui si  è respirata un’aria diversa, c’è un’aria familiare e vicina, in cui sono coinvolti anche i lettori e gli spettatori, e questo è bellissimo. Grazie della partecipazione e speriamo di ripeterci: il via fra una settimana, buona caccia a Milano e in bocca al lupo a tutte le altre!”

 

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy