Presentato Bazarevich: “Allenare Cantù è come toccare la storia”

Presentato Bazarevich: “Allenare Cantù è come toccare la storia”

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pallacanestrocantu.com

Queste le prime parole del nuovo coach dell’Acqua Vitasnella, Sergey Bazarevich: “Sono felice di essere qui. Allenare la Pallacanestro Cantù è come toccare la storia e lo dimostrano le fotografie esposte in questa sala stampa in cui sono rappresentati anche miei avversari come Marzorati o Riva. Cantù è una città di basket ed è un grande onore per me guidare questa formazione. Spero di aiutare la mia squadra a vincere.

E’ la sua prima esperienza all’estero. Di quanto tempo avrà bisogno per conoscere il campionato italiano?

Questa è una delle sfide che dovrò affrontare avendo scelto di allenare all’estero. Ho seguito il campionato italiano anche se magari non in maniera dettagliata. E’ cambiato molto nel modo di giocare e forse anche nel livello. Ho visto delle partite e spero di metterci il minor tempo possibile per adattarmi a questa nuova realtà.

Cosa ne pensa della nostra squadra?

Prima di arrivare a Cantù ho parlato con Daniele. Gli obiettivi di inizio stagione sono cambiati con l’arrivo della nuova proprietà e credo che ora ci siano maggiori ambizioni. La mia sfida è seguire e alimentare queste aspirazioni. Conosco la squadra, ho visto alcune partite. Credo che alcuni aspetti possano essere migliorati e proprio di questo ho parlato con gli assistenti prima di questa conferenza stampa. Il problema è che non ho molto tempo. Ogni coach desidererebbe avere più allenamenti. Giocando due volte alla settimana è difficile invece introdurre dei cambiamenti. Non credo sia corretto modificare tutto subito perché si correrebbe il rischio di confondere i giocatori. Diverse cose possono essere sviluppate, ma è importante proseguire passo dopo passo.

Quali devono essere gli obiettivi per questa formazione?

Giocare bene e vincere più partite. Cercare di raggiungere i playoff in Italia e fare più strada possibile in Fiba Europe Cup.

Quale è la sua idea di pallacanestro?

Non amo molto parlare di mia filosofia. Ci sono allenatori che dicono il  mio credo è questo o quell’altro. La mia filosofia allora è quella di segnare tantissimi punti e subirne il meno possibile, difendere bene e attaccare meglio. Scherzi a parte: mi piace l’aggressività in difesa e le mie squadre solitamente puntano su questo. Penso che al momento il nostro maggiore problema sia la difesa e cercheremo di sistemarlo. Non so quanto tempo sarà necessario. Però ripeto che vorrei avere una difesa aggressiva per poi segnare facili punti in contropiede.

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