QF G3 Cantù-Milano, la sala stampa: le parole di Sodini e Pianigiani

QF G3 Cantù-Milano, la sala stampa: le parole di Sodini e Pianigiani

Le parole dei due coach.

di La Redazione

Così Coach Simone Pianigiani ha commentato la vittoria di gara 3: “Abbiamo giocato una partita solida. Comandare qui per 40 minuti non è facile per la loro qualità e la spinta che ricevono dal pubblico. Non abbiamo permesso a Cantù di correre perché i loro punti in contropiede sono stati generati da nostre palle perse e non da un gioco di ritmo e transizione. Siamo riusciti a farlo per tre partite. Abbiamo tirato male da due perché qualche contropiede facile non è stato finalizzato. Ma è stata una serie affrontata bene. Vivere questi momenti di playoff è importante perché già in semifinale ci aspetterà una pallacanestro diversa. Nei playoff devi saper vincere in trasferta e noi oggi l’abbiamo fatto. Ma non basta ancora, dobbiamo fare ancora meglio”.

Queste le parole di Sodini.

«Il commento sulla partita è molto semplice, quando non si hanno più le gambe si fa fatica a trovare la misura sotto pressione. Se noi facciamo 0/10 da tre, è difficile poi riuscire a contenere Milano, nonostante un atteggiamento difensivo estremamente migliore rispetto alle partite precedenti. Perché prima o poi l’Olimpia ti farà sicuramente 3-4 canestri da lontanissimo o sulla sirena dei 24’’ come sono stati quelli di Goudelock e Kuzminskas. Lo spirito indomito ce lo abbiamo messo. Ma ho avuto anche il coraggio di arrabbiarmi con i miei giocatori, dovrei vergognarmi per tutto quello che mi hanno dato e per quello che mi stavano dando durante la partita».

«È il momento, però, di fare un ringraziamento complessivo. Ringrazio la proprietà, la famiglia Gerasimenko, che mi ha dato per la prima volta l’opportunità di allenare in Serie A. Un ringraziamento ai soci di minoranza, alla società per il supporto che ci ha dato durante la stagione per permetterci di sostenere un campionato di Serie A. Un ringraziamento particolare, non me ne vogliano gli altri, al mio staff che è stato eccezionale. Anche perché numericamente inferiore rispetto a tutti gli altri staff delle altre squadre di Serie A. C’erano ragazzi che non avevano mai fatto basket a questo livello, abbiamo fatto tanti di quegli errori che la metà bastano, ma nessuno si è mai tirato indietro. Un grazie in particolare a Diego Fumagalli, che l’altro volta mi ero dimenticato di citare, un ragazzo fantastico. Non me ne voglia Kirill Bolshakov che è sempre stato qui, l’altra persona che ringrazio è Giuseppe Di Paolo. Un professionista ed una persona fantastica, per bene. Gli ultimi due ringraziamenti li faccio alla mia squadra, alla quale ho portato i “grazie” delle persone che prima non c’erano – all’esordio con Cremona – e che adesso ci sono. L’ultimissimo ringraziamento vanno a tutte le persone di Cantù che mi sono state vicine, dall’inizio alla fine, che hanno creduto in me nonostante facessi il capo allenatore in Serie A per il primo anno. Grazie dalle 600 persone che hanno avuto il coraggio di fare l’abbonamento, a quelle che non hanno avuto il coraggio ma che sono comunque arrivate dopo. Grazie ai giornalisti ed alle testate televisive, che ci sono sempre stati. Per me è stata una stagione davvero incredibile, di quelle che ti frastorna, come se il tempo si fermasse. Vi dico la verità, non ho ancora razionalizzato che noi oggi, di fatto, siamo fuori dal campionato italia

Gli Uff.Stampa

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