Reyer Venezia, il sogno tricolore non è più utopia

Reyer Venezia, il sogno tricolore non è più utopia

L’Umana di coach De Raffaele insegue il terzo scudetto della sua storia, il primo del dopo-guerra: esperienza, profondità del roster e vantaggio del fattore campo sono i punti di forza degli orogranata nella sfida finale con la Dolomiti Energia Trentino.

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La Reyer Venezia si appresta a disputare la prima finale scudetto della sua storia: avversaria dei ragazzi di De Raffaele sarà la sorpresa di questa stagione, la Dolomiti Energia Trentino, quest’ultima reduce dal clamoroso 4-1 ottenuto ai danni dell’Olimpia Milano. L’obiettivo della Reyer è quello di aggiornare il proprio palmares: a dispetto di una grande storia e tradizione, Venezia non si cuce sul petto lo scudetto addirittura dagli anni ’40 (1941-1942 e 1942-1943, entrambi conquistati in un campionato a girone unico) ed è seriamente intenzionata ad implementare il numero di tricolori della propria bacheca.

ASPETTATIVE – Gli orogranata, come accade ormai regolamente da 2-3 anni a questa parte, nei ranking d’inizio stagione erano collocati dagli addetti ai lavori nella fascia alta, nel gruppone alle spalle di quella che pareva l’inarrivabile corazzata, l’EA7 Armani Milano. L’obiettivo minimo era riconfermare i piazzamenti delle due precedenti stagioni, terminate entrambe con amare eliminazioni in semifinale (Reggio Emilia nel 2014-2015, Milano nel 2015-2016).

REGULAR SEASON – Dopo un inizio stentato, Venezia ha cominciato a prendere coscienza dei propri mezzi inanellando una striscia di vittorie importante tra novembre e dicembre. Alcuni problemi fisici (Tonut e Ress su tutti) hanno limitato la corsa della Reyer tra gennaio e febbraio, con De Raffaele costretto a forzare il minutaggio a diversi giocatori per sopperire alle sopracitate assenze.
Superata l’amarezza della prematura eliminazione nelle Final Eight di Coppa Italia, l’Umana nel mese di marzo è ripartita di slancio, forte anche del grande percorso in Champions League – culminato con la prestigiosa partecipazione alle Final Four di Tenerife – e gli acquisti in corso d’opera di Julyan Stone ed Esteban Batista.

PLAYOFF – Terminata la regular season con un meritato secondo posto, Venezia ha affrontato nel primo turno la combattiva The Flexx Pistoia: 3-1 il risultato della serie e qualificazione alla semifinale, obiettivo raggiunto per la 3° volta consecutiva.
La squadra di De Raffaele ha dovuto quindi successivamente fare i conti con la Sidigas Avellino: sotto 0-1 dopo la vittoria al Taliercio di Ragland e compagni, il ritorno nelle rotazioni di Batista ha permesso alla Reyer di trovare una dimensione interna mai avuta nelle stagioni precedenti. L’assetto con i 7 piccoli (Haynes, Filloy, Stone, McGee, Tonut, Bramos e Viggiano – quest’ultimo spesso inutilizzato – ) ha permesso alla Reyer di soffocare le fonti del gioco della Sidigas da Gara 4 in avanti: l’energia impressa dagli esterni orogranata è stata fondamentale per recuperare il 2-1, mentre il resto lo hanno fatto un Peric formato Eurolega, l’atletismo di Ejim e la possenza fisica di Batista, quasi a suo agio nello scontro tra titani con Fesenko.

GLI AVVERSARI – Per raggiungere il terzo tricolore, nell’atto finale della post-season la Reyer dovrà ora vedersela contro l’agguerrita Aquila Trento. Diverse saranno le chiavi di una sfida che si preannuncia davvero infuocata: innanzitutto, sfiancare la mente del gioco della Dolomiti Energia, quell’Aaron Craft a tratti davvero dominante nella serie con Milano per la sua capacità di lettura ed il grande lavoro difensivo sui playmaker avversari. Successivamente, lo staff di De Raffaele dovrà sicuramente porre l’attenzione sull’esuberanza atletica degli altri quattro componenti del quintetto: Shields, Gomes (straripante contro l’Olimpia), Sutton e Hogue. Una squadra, quella allenata da coach Buscaglia, che punta molto sui recuperi difensivi e sulle transizioni rapide in contropiede.
Un punto debole del team trentino è sicuramente costituito dalla mancanza di centimetri e peso sotto le plance: Peric, agendo più vicino al canestro, e soprattutto Batista (120 kg) possono essere fattori decisivi nell’area colorata.
La lunghezza della panchina potrebbe davvero fare la differenza, soprattutto se la serie dovesse proseguire sulle 6 o 7 partite: oltre ai suddetti titolari, Trento può pescare dalla panca solo i validi gregari Forray e Flaccadori con l’aggiunta di Lechthaler (ex della sfida), utilizzato con il contagocce durante la regular season ma imprescindibile durante i playoff per allungare le rotazioni almeno a otto giocatori (Trento deve fare a meno di Baldi Rossi e Marble). Venezia, dal canto suo, può usufruire di ben 11 uomini a referto: De Raffaele ha già dimostrato di poter gestire il gruppo in maniera esemplare e questa, per capitan Ress e compagni, potrebbe rappresentare un’arma in più con il passare delle gare ed il venir meno delle energie.
Infine, per la Reyer la possibilità di disputare la serie scudetto con il vantaggio del fattore campo, in virtù del miglior piazzamento in classifica al termine della regular season: quando conta, il pubblico del Taliercio riesce a trasformare l’ambiente in una bolgia infernale a sostegno della propria squadra.

 

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