Reyer Venezia: partenza sprint, ma si può migliorare

Reyer Venezia: partenza sprint, ma si può migliorare

L’Umana guida la classifica con 4 punti: tante le note liete, ma per restare agganciata a Milano e far fronte al doppio impegno settimanale, servirà un ulteriore sforzo da alcuni giocatori.

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Sono passate solo due giornate ed in vetta si è formato un tandem costituito dall’Umana Reyer Venezia e l’EA7 Olimpia Milano. Dando per scontata la forza dei Campioni d’Italia in carica, non era lecito attendersi che a tenere il passo ci fosse solo la formazione (ben) allenata da coach Walter De Raffaele.

Soffermiamoci, dunque, sull’Umana Venezia: reduce da otto vittorie in dieci incontri disputati nella fase del pre-campionato, la Reyer si è affacciata alla stagione dovendo subito fare i conti con una trasferta insidiosa come quella di Cantù: gli orogranata hanno ben impressionato nella prima sfida andando a violare il parquet di Desio con il punteggio finale di 92-99. Ieri, l’esordio casalingo, ha invece visto trionfare abbastanza agevolmente l’Umana sulla Betaland Capo d’Orlando 84-69: due successi in due gare che hanno proiettato la compagine lagunare in testa alla graduatoria. Ma questa squadra ha espresso tutto il suo potenziale in queste prime giornate? Vediamo di analizzare il momento in casa Reyer.

In cabina di regia Marquez Haynes sta convincendo ampiamente, aiutato probabilmente da una tipologia di gioco (run & gun) che esalta le sue migliori caratteristiche. Potrebbe essere un giocatore ancora più determinante in fase realizzativa, ma la forza di questa Reyer pare essere proprio la distribuzione di talento offensivo tra i suoi giocatori. Tyrus McGee si sta confermando come uomo “spacca-partite”: il ruolo di 6° uomo si addice perfettamente al suo modo di interpretare la pallacanestro uscendo dalla panchina. Un notevole upgrade in un settore che fino all’anno scorso vantava la presenza di un “solista” come Goss. Stefano Tonut è stata la vera scoperta di coach De Raffaele: rimasto ai margini del roster fino al cambio di panchina, con l’avvicendamento tra Recalcati e il coach livornese, il giocatore triestino ha trovato fiducia e minutaggio, esplodendo nei playoff. A Desio, Tonut ha dimostrato tutte le sue (enormi) qualità tecniche ed i margini di crescita sono ancora notevoli. Nel reparto ali Michael Bramos resta una garanzia: l’esperienza ed il cinismo del giocatore greco restano fondamentali per un gioco che quest’anno risulta essere molto più pulito ed efficace rispetto alla scorsa stagione. In ala forte Melvin Ejim e Hrvoje Peric formano una coppia con pochi rivali in Italia: l’atleta canadese, dotato di un tiro sottovalutato dalla distanza e da un’importante fisicità e verticalità, si combina bene con il croato, più adatto al gioco in post e maggiormente tecnico, seppure ancora alla ricerca della forma fisica migliore dopo 6 mesi di stop. Sotto le plance la garanzia resta Benjamin Ortner: il centrone austriaco, con la sua esperienza, farebbe comodo a diversi club italiani di fascia medio-alta; non è un caso che De Raffaele non se ne sia voluto privare nemmeno quest’estate.

Veniamo, adesso, alle note meno positive: Ariel Filloy pare ancora non essersi integrato al 100% nei meccanismi del gioco lagunare. Con l’ex pistoiese in campo, la squadra gira a ritmi ridotti e la circolazione della palla è meno fluida. Jeff Viggiano, uno dei veterani di Venezia, sta confermando la sua discontinuità che lo ha condizionato in tutta la carriera: nonostante sia uno dei “preferiti” di coach De Raffaele, il #22 orogranata tante volte si accontenta del tiro da fuori rinunciando alle incursioni in area; per essere utile alla causa, dovrà salire necessariamente di livello in fase offensiva. Infine Jamelle Hagins: non propriamente il fisico da pivot classico, l’atleta statunitense fatica ad incidere se non è servito sopra il ferro. In difesa, nonostante la nomea con la quale è stato etichettato in campagna acquisti, ha subito sia a Cantù che con Capo d’Orlando l’ìmpatto dei centri avversari: serve una scossa, soprattutto a livello mentale e di autostima nelle proprie capacità.
Da questi tre giocatori lo staff tecnico della Reyer pretenderà sicuramente un maggiore impatto a partire dalle prossime gare in programma: con il doppio impegno settimanale (Venezia prenderà parte alla Champions League), tutti gli effettivi a disposizione dovranno essere coinvolti e soprattutto adatti a reggere le mansioni richieste.
Capitolo a parte lo merita Tomas Ress: il capitano, rientrato in gruppo da poche settimane dopo l’operazione alla colonna cervicale, è stato impiegato per la prima volta proprio nella sfida con la Betaland. Nelle gerarchie di De Raffaele, Ress manterrà il consueto ruolo di leader nello spogliatoio e totem difensivo nei momenti “caldi” del match: la sua esperienza tornerà utile sia in Italia che in Europa.

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