ROAD TO F8 2018 – FIAT Auxilium Torino

ROAD TO F8 2018 – FIAT Auxilium Torino

Ancora convalescente da una situazione che è esplosa a metà stagione con l’abbandono di coach Banchi, dopo un campionato fin lì esaltante, e che ha visto avvicendarsi Recalcati durato 6 incontri per poi abdicare anch’egli lasciando il timone a Paolo Galbiati affiancato in panchina da Stefano Comazzi e Michele Siragusa, la FIAT può essere considerata la mina vagante di questa Coppa Italia

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Il “Jenga”, gioco da tavolo dal nome swahili, che tradotto significa “costruisci” e che si basa sul costruire una torre alla quale i giocatori a turno sottraggono un mattoncino di legno per piazzarlo in cima rendendo la stessa instabile, potrebbe essere l’esatta definizione per la squadra del Presidente Antonio Forni in questi ultimi anni ed in quest’ultimo periodo. Durante il gioco, la torre diventa sempre più instabile, così quando uno dei giocatori sottrae il pezzo che la fa crollare questo giocatore ha perso.
Quindi partiamo col nostro Jenga ponendo alla base “un sogno”, ovvero riportare Torino nel basket che conta, sogno di cui si è appropriato il Presidente Forni prendendo in mano una squadra che solo 3 anni fa (col nome di PMS Torino) militava in A2 ed iniziamo a togliere i primi mattoncini, ovvero coloro che tanto hanno lavorato per portare la squadra a certi livelli: in primis l’ex co-Presidente Paolo Terzolo che con il DG Julio Trovato e Paolo Boella, partendo da Moncalieri, si erano adoperati tanto per crescere arrivando a portare nomi importanti in casacca gialloblu, come coach Pillastrini in panca e Stefano Mancinelli in campo, ovvero mattoncini “pesanti” che sono ormai storia. Ma patron Forni non si è mai scomposto, anzi, i molti cambiamenti per perseguire il sogno hanno comunque sempre fatto il suo gioco e mentre la torre cresceva diventava sempre meno stabile sulle fondamenta. Tanti i mattoncini che si sono avvicendati in soli tre anni, non solo in campo con complete rifondazioni del roster, ma soprattutto in panca: da Pillastrini a Bechi, a Vitucci, a Banchi, a Recalcati ed ora il timone è in mano ad un trittico di allenatori, Galbiati, Comazzi e Siragusa. Anche DG e GM non sono stati mai “stabili”: Renato Pasquali e Marco Atripaldi, quest’ultimo prima sostituito dal figlio del Presidente, Francesco Forni, poi richiamato recentemente a corte come “Coordinatore aree comunicazione” dopo la prima contestazione dei tifosi alla società.
C’è da riconoscere che il Presidente Forni, fino ad oggi, ha sempre “giocato per vincere” nonostante le difficoltà (ed i vari mattoncini sacrificati), però oggi quella di Torino è una torre “pendente”, è in bilico tra recente passato e futuro. L’arrivo di FIAT come main sponsor è forse stato il blocco più importante che Antonio Forni potesse “smuovere” dato che FCA non è sempre stata avvezza alle sponsorizzazioni locali, anzi, o quantomeno non al punto di mettere il proprio nome sulle casacche di uno sport di primo piano come il basket, eppure alla fine potrebbe essere il mattone che se mai dovesse venire a mancare farebbe perdere la partita, non solo alla Auxilium ed a Forni, ma soprattutto a tutto il movimento cestistico piemontese!
Dopo essere uscita dall’EuroCup, nonostante abbia disputato una buona prima fase regalandosi la Top16, Torino arriva quindi a queste F8 con una spada di Damocle importante sulla propria testa e con degli scricchiolii inquietanti alla base della torre dovuti alle ultime prestazioni: 6 sconfitte consecutive tra campionato e coppa con un’ultima vittoria risicata con il fanalino di coda Pesaro, prima vittoria per coach Galbiati e punto di ripartenza della stagione. Pertanto, se Torino ha bisogno di una scossa le F8 potrebbero rinvigorire una squadra che in una sola stagione ha vissuto già troppi colpi importanti che l’hanno portata a perdere gli equilibri e la voglia di lottare che c’è stata in tutta la prima fase di campionato.

LA STELLA

pattersonDefinire un leader per Torino è arduo, se si cerca un giocatore di Torino nella classifica realizzatori il primo, attualmente, è al 20° posto, ovvero Lamar Patterson con 13.5 pt di media (uno comunque tra i più costanti per rendimento), ma subito dopo seguono a ruota Mbakwe con 13.1, Vujacic con 12.3 e Garrett con 12.1. Se andiamo a vedere le “valutazioni” Mbakwe passa in testa per i gialloblu, ma questo è forse il dilemma di una squadra che ha giocatori con un potenziale importante, come è stato dimostrato nella prima fase di campionato, che però è stato probabilmente uno dei fattori che ne hanno scatenato malcontenti negli spogliatoi. Oggi i tifosi di Torino non prendono posizione su chi potrebbe essere a fare da traino tra i giocatori, tifano “la maglia”, anche se c’è chi predilige Patterson, chi Vujacic, chi Washington.

CHI SALE

Deron WashingtonPer minutaggio il capitano Peppe Poeta, utilizzato molto dal dopo Banchi sia da Recalcati che da Galbiati. Dopo i diversi problemi di salute, Deron Washington è tornato nei suoi standard, più che essere in salita. A livello di prestazioni non c’è nessuno in fase ascensionale, alcuni si sono dimostrati costanti, come Okeke, altri, grazie alla fiducia degli ultimi coach ed al crescente minutaggio hanno migliorato le proprie prestazioni, come Garrett e Jones, autori di 22 e 23 punti contro Pesaro con 7/9 da 3 in due. Poi ci sono le incognite Blue, ColoTourè e Pelle ovvero gli ultimi arrivati in squadra a febbraio.

CHI SCENDE

Tutti o quasi, purtroppo la situazione venutasi a creare dopo l’abbandono di Banchi ha messo a soqquadro lo spogliatoio, tanto che le dichiarazioni di coach Recalcati, subito dopo aver abdicato anch’egli, non sono state leggere sull’ambiente che si era trovato ad affrontare col roster gialloblu: “A Torino un diffuso egoismo di squadra” ha dichiarato a la Gazzetta, “Poca disponibilità al sacrificio per il gruppo. Dalla squadra mi aspettavo un messaggio incoraggiante che invece non è mai arrivato. Lascio una bella patata bollente a Galbiati”! Non c’è molto da aggiungere.

STATISTICHE INDIVIDUALI (in campionato)

#1 Vander Blue (196–G–92) Nuovo
#2 Diante Garrett (193-P-89) 12.1 ppg, 5.1 apg, 2.6 rpg, 11.2 val
#6 Aleksander Vujacic (201-G-84) 12.3 ppg, 2.8 apg, 4.1 rpg, 11.6 val
#8 Giuseppe Poeta (190-P-85) 5.5 ppg, 2.3 apg, 1.4 rpg, 7.5 val
#12 Quinton Stephens (206-AG-95) 0.9 ppg
#13 Lamar Patterson (196-G-91) 13.5 ppg, 3.2 apg, 4.7 rpg, 14.9 val
#16 Nobel Boungou Colo (202-AG-88) 8 ppg, 1 apg, 4 apg, 10.0 val (1 partita)
#17 Deron Washington (203-AP-85) 8.7 ppg, 2.1 apg, 6.5 rpg, 13.1 val
#18 David Okeke (202-AP-98) 4.2 ppg, 0.5 apg, 3.4 rpg, 4.0 val
#21 André Jones (188-G-90) 6.1 ppg, 0.7 apg, 1.4 rpg, 4.6 val
#22 Valerio Mazzola (205-C-88) 4.5 ppg, 0.2 apg, 1.9 rpg, 3.1 val
#23 Mohamed Tourè (188-P-92) Nuovo
#32 Trevor Mbakwe (207-C-89) 13.1 ppg, 0.6 apg, 7.1 rpg, 17.4 val
#77 Antonio Iannuzzi (208-C-91) 5.8 ppg, 0.7 apg, 2.7 rpg, 5.9 val

LE PAROLE DEL CAPITANO PEPPE POETA:

(Premessa: la squadra al momento non si può esprimere su gestione societaria ed avvicendamento dei vari coach. NDR)
PoetaSiamo ovviamente contenti di esser riusciti a raggiungere questo obiettivo, abbiamo giocato un ottimo girone di andata, compreso il primo turno di EuroCup. Adesso dobbiamo recuperare le forze ed esser pronti per questo che è uno dei nostri obiettivi stagionali dove vogliamo fare bella figura. Adesso dobbiamo pensare a fare il meglio possibile e remare tutti nella stessa direzione per provare a toglierci qualche soddisfazione da qui in poi”.

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