ROAD TO F8 2018 – Umana Reyer Venezia

ROAD TO F8 2018 – Umana Reyer Venezia

Dopo la sconfitta in finale di Supercoppa Italiana, la Reyer Venezia parte per Firenze con il chiaro obiettivo di conquistare il primo trofeo della stagione

di Riccardo Lucarini

Dopo la vittoria a giugno di un incredibile scudetto, coach De Raffaele va a caccia del secondo trofeo del suo ciclo da allenatore con la Reyer Venezia. Una coppa Italia che negli anni scorsi ha purtroppo regalato poche gioie e tanti dolori ai lagunari. Nonostante una stagione di alti e bassi dal punto di vista delle prestazioni , in cui comunque la Reyer si è classificata quarta al termine del girone d’andata e occupa attualmente il secondo posto della classifica alla pari con Milano, la squadra ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per poter in gara secca essere superiore a qualsiasi avversario.

Le due determinanti dei risultati per gli orogranata sono fino a qui state la tenuta difensiva, soprattutto mentale, e il tiro da tre punti. L’estrema fluidità del gioco dei lagunari culmina infatti spesso con una conclusione dalla lunga distanza e in mancanza di buone percentuali diventa difficile aggiungere punti al tabellone. L’acquisto di Austin Daye in sostituzione dell’infortunato Orelik ha dimostrato la volontà di essere più incisivi sotto le plance rispetto all’inizio di stagione, sacrificando qualcosa in termini di circolazione del pallone e pericolosità dal perimetro. L’evento di Firenze sarà un buon banco di prova per verificare la bontà di questa scelta.

La Stella:

Il punto di forza dei ragazzi di De Raffaele è la coralità del gioco e infatti nella squadra non c’è un giocatore, che anche dal punto di vista dei numeri ( ben sei giocatore in doppia cifra di media ma nessuno oltre i 15 ppg) abbia dimostrato di essere un vero e proprio go-to-guy. Va detto che nella prima parte di stagione era Orelik in alcune partite a prendere in mano la situazione dal punto di vista offensivo e proprio per questo il lituano mancherà molto alla Reyer. Il giocatore più determinante può essere sicuramente Marquez Haynes . L’americano ( 10 punti e 4 assistenze a partita fino a qui) è il giocatore che più può prendersi delle responsabilità nei momenti in cui la pressione è massima cercando una tripla o penetrando per andare in lunetta. Per questo spesso nelle partite punto a punto è lui ad avere in mano le sorti della sua squadra.

Chi sale:

Non una sorpresa ma una ennesima conferma. Così si può definire la stagione di Hrvoje Peric e Michael Bramos. I due veterani di Venezia sono certamente fra i migliori nella stagione della squadra del presidente Casarin. Entrambi a 11 punti e oltre 5 rimbalzi di media hanno dimostrato grande continuità di rendimento, eccezion fatta ovviamente per il periodo di assenza forzata di Bramos causa infortunio, e un entusiasmo da ragazzini nonostante siano entrambi ormai sulla scena da parecchio tempo. Il loro grande apporto è dimostrato anche dalle percentuali. Il croato viaggia infatti con il 50% da due mentre il greco tira con il 44% da tre e addirittura l’80% da due punti.

Chi scende:

Una delle principali delusioni della squadra fino a questo momento è Dominique Johnson. Non perché il giocatore stia disputando una brutta stagione ( 11.6 ppg, 37% da 3, 43% da 2), ma perché l’apporto probabilmente sperato da Venezia al momento del suo acquisto era diverso. A Varese DJ si era caratterizzato come un giocatore da oltre 20 punti a partita mentre nella sua prima stagione sotto il campanile di San Marco le sue realizzazioni si sono quasi dimezzate. Il giocatore anche a Venezia ha fatto vedere di avere grande capacità di segnare ma troppo spesso entra ed esce dalla partita alternando momenti di grande ispirazione a quarti assolutamente incolore. E proprio i suoi punti sono probabilmente mancati a Venezia nelle sconfitte arrivate fino a qui.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy