Sala Stampa Milano-Cantù: Dan Peterson incandescente, litiga con un giornalista!

Sala Stampa Milano-Cantù: Dan Peterson incandescente, litiga con un giornalista!

È un Dan Peterson incandescente che, anziché iniziare parlando della partita, scorge tra i giornalisti il collega Werther Pedrazzi del Corriere della Sera e inizia un dibattito alquanto polemico. Il coach incolpa il giornalista di voler destabilizzare l’ambiente con i suoi articoli “contro Milano”, riferendosi all’articolo scritto da Pedrazzi tre giorni prima della sfida contro Siena, che riportava sulle pagine del noto giornale un articolo nel quale si vociferava di un certo contatto fra la dirigenza milanese e il coach della MensSana, Simone Pianigiani. L’animata discussione continua fino a che il giornalista si alza mandando “a quel paese” il coach (per non dire qualcos’altro) e abbandona la sala stampa.

E’ evidente che al grande Dan non sono andate giù le voci che danno Pianigiani prima e Messina poi sulla panchina di Milano, ma ha comunque voluto precisare che il suo accordo con la società è solo per questa stagione, ma è stata una sua decisione; infatti Peterson ha dichiarato di voler fare il bene dell’Armani mettendo in secondo piano le vicende personali per il bene della squadra: “se la dirigenza vorrà scegliere per l’anno prossimo un coach più giovane sarei il primo a dire di sì”. Passando alla partita ha dichiarato: “E’ una vittoria che farà dispiacere a molti, ma abbiamo vinto con il cuore e senza dubbio l’MVP è Mordente, 5/5 da 3 da grande uomo e grande giocatore. Non abbiamo giocato al meglio delle nostre potenzialità, un bruttissimo primo tempo e le critiche sono giuste, però questa squadra gioca con una zavorra sulle spalle e questa cosa non la accetto. Oggi è stato molto importante il gruppo degli italiani (Mordente, Rocca, Mancinelli) e forse è colpa mia che non ho puntato molto su Marco nelle partite precedenti, ma se la squadra gioca con lo stesso cuore di Marco sarebbe perfetto e ci metto la mano sul fuoco. Mi interessa quello che facciamo noi, è una sorta di noi contro tutti, io devo difendere la mia squadra, la mia società e i miei collaboratori. L’obiettivo oggi era vincere, non ribaltare la differenza canestri, non mi è mai passato per il cervello: ho detto ai miei ragazzi che volevo vincere, anche solo di un punto. Cantù ora è seconda e probabilmente ci rimarrà, questo vuol dire che se entrambi passeremo i quarti loro ne avranno 3 in casa. Un applauso va a questo pubblico, di entrambe le squadre, tanto che i tifosi di Cantù oggi erano più di mille e si è creata una bella atmosfera.”

E’ il turno di un Trinchieri abbastanza deluso per la sconfitta ed esordisce con un pizzico di polemica, definendo la vittoria di Milano solo un frutto di piccole circostanze che hanno permesso alla compagine di coach Peterson di portare a casa i due punti: “Per noi questa è una missione compiuta, perchè avremmo meritato assolutamente la vittoria. Solamente una prestazione fuori dalle righe di Marco Mordente, una tabellata di Hawkins e qualche canestro da tre un po’ al di fuori delle medie stagionali dell’Olimpia ci hanno tolto questo successo. È stata una partita molto intensa, molto accorta e siamo stati molto concentrati. Le 5 bombe di mordente hanno cambiato l’inerzia della partita. Abbiamo fatto una solidissima figura davanti a Milano che non poteva perdere. Il primo obiettivo era di vincere, il secondo conservare la differenza canestri e abbiamo perso per un possesso. La scelta è stata quella di difendere l’area e la cose è riuscita, poi ci ha sballato la percentuale da 3 di Milano nel secondo tempo, ma non la percentuale in generale ma i 5 canestri di mordente. Marco è la sesta guardia di Milano e preparare la gara sulla sesta guardia mi sembrava eccessivo, probabilmente potevo fare meglio.”

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