Semifinale G3, Cantù-Roma: le pagelle. Incontenibile Tyus, oltre ai soliti Brooks e Aradori. Per Roma si salva Goss

Semifinale G3, Cantù-Roma: le pagelle. Incontenibile Tyus, oltre ai soliti Brooks e Aradori. Per Roma si salva Goss

Di seguito tutte le pagelle di gara tre tra Lenovo Cantù e Acea Roma.

Cantù:

Brooks 7.5: altra partita immensa per il numero 15 canturino. In difesa mette la museruola a Datome e in attacco non sbaglia niente. URAGANO

Scekic 7: dove gli altri arrivano dopo, lui è già passato da mezz’ora. L’intelligenza sotto forma di cestista. Non sbaglia un movimento che sia uno: lotta, sgomita e quando conta il suo marchio c’è sempre. SCEKIC DICE NO direbbe Vasco..

Leunen 4.5: Where are you Mr Leunen? Se fuori piove, con Leunen in campo per Cantù il rischio grandine nei finali è dietro l’angolo. Se è vero che l’antisportivo che gli fischiano contro è quasi un’invenzione, le due palle perse negli ultimi minuti rischiano non solo di procurare l’ennesimo infarto ai tifosi canturini ma anche di riaprire l’ennesima partita comandata dall’inizio. MASOCHISTA

Mazzarino 6.5: serata non impeccabile sul piano offensivo, ma difensivamente svolge la solita strepitosa prova. CAPITANO SEMPRE PRESENTE

Tyus 8: un fattore. Doppia doppia da 18 punti e 10 rimbalzi, a contorno di una prova di sostanza ed energia pura. Si mangia Lawal come fosse un panino del McDonald’s, combatte come un leone e nei playoff è andato 8 volte su 10 in doppia cifra. TARANTOLATO

Tabu 5.5: cinque minuti, una tripla ma per il resto non lascia tracce della sua presenza. ASSENTE INGIUSTIFICATO

Cusin 4: è vero. Bisogna dargli la “scusante” che in questa stagione non ci sia mai stato un gioco costruito decentemente per sfruttare le sue qualità, ma la pazienza ha un limite per tutti, soprattutto se sei il centro della nazionale italiana e non l’ultimo arrivato. Entra in campo e nell’ordine produce: canestro facile di Goss, una sciagurata palla persa e i fischi del Pianella come conseguenza spontanea. Mentalmente altrove, ma quelli davanti non aspettano. Anzi. Se Scekic e Tyus girano così bene, il minutaggio basso diventa quasi una scelta obbligata. RIMANDATO A SETTEMBRE

Ragland 6.5: la solita partenza a razzo poi si limita a svolgere il proprio compito lasciando la scena ai propri compagni. Nel finale sa che c’è bisogno di lui e il numero venti risponde presente, mandando a bersaglio quattro punti consecutivi nel momento più importante. CONCRETO

Mancinelli 6: parte male con un -8 di valutazione accumulato nel secondo quarto dopo aver passato la prima frazione a fare il turista il panchina. Nella ripresa tira fuori le unghie e nell’ultimo periodo alza i ritmi: recupera un pallone, regala spettacolo con una gran schiacciata, cattura rimbalzi e piazza punti importanti. Tutto ciò di cui hai bisogno questa Lenovo .BENE, BRAVO, BIS.

Aradori 7.5: una certezza, o forse sarebbe meglio usare LA certezza. Ultime 14 gare sempre in doppia cifra e quando la palla scotta, ci pensa lui a chiudere i conti. Negli ultimi dieci minuti è una sentenza: 1/1 da due e 6/6 in lunetta oltre a fornire tanta sicurezza ai compagni vicino. KILLER INSTINCT

Smith, Awudu Abass n.e

Trinchieri 6.5: perde mezzo punto per l’ennesimo finale in volata. Dopo aver vinto le quattro gare con Sassari con scarti di un singolo possesso e aver visto la sua squadra dilapidare vantaggi enormi sia in gara 1 sia in gara 2, s’interstardisce nel finale lasciando in campo uno spaesato Leunen. In conferenza si assume le sue colpe e sarebbe impossibile dargli torto. Per il resto c’è poco da dirgli. Avvio ottimo e serie riaperta confermando il fattore Pianella. Della serie.. “IL PERICOLO E’ IL MIO MESTIERE, FARSI DEL MALE NO”

 Acea Roma:

Goss 6.5: il migliore dei suoi. Quando c’è Cantù di fronte, Goss difficilmente stecca la partita e spesso si esalta. Le sue penetrazioni sono un continuo pericolo per la difesa canturina e nel finale prova da solo a spingere i suoi compagni al rientro non trovando però alleati al suo fianco. SOLDATO SOLITARIO

Bobby Jones 6: partita onesta per Jones senza luci ma neanche troppe ombre. Uno dei più in palla in casa Acea, sale in cattedra nella seconda frazione quando guida il recupero della sua squadra dopo un primo quarto di anonimato.Buone cose anche nella quarta frazione, ma pecca di continuità nell’arco dei quaranta minuti. TENACE

Tambone s.v: 

Datome 6: la doppia cifra sul tabellino gli regala la sufficienza ma la la prova del capitano romano è tutt’altro che incisiva. Limitato dalla difesa canturina, non riesce ad essere determinante come sa. La sensazione è che dopo le prime due gare ad altissimo livello, la stanchezza inizia a farsi sentire per il numero tredici e i trentasette minuti odierni non sono di certo il modo migliore per aiutarlo in vista di gara quattro. ALLA RICERCA D’OSSIGENO

Bailey 5: tanta buona volontà messa sul parquet, ma i risultati sono nulli. Se oltre al fronte offensivo, anche difensivamente non riesce a girare allora per Roma si fa tutto più complicato. BUCO NELL’ACQUA

Jordan Taylor 4.5 : 3/11 dal campo e un -6 di valutazione sono la spiegazione migliore. Mai pericoloso, subisce Ragland più di quanto racconti lo scout. A sette minuti dal termine un brutto scontro con Mancinelli lo costringe ad abbandonare in campo, complicando ancor di più le ridotte rotazioni di Calvani. EVANESCENTE

Lawal 5.5: la solita buona prova a rimbalzo (migliore dei suoi) gli vale mezzo punto in più, ma la sua serata non è certamente positiva. Divorato prima dalla fisicità di Tyus e poi dalla classe di Scekic. Le troppe palle perse (6) e i fischi arbitrali contro lo mandano definitivamente fuori giri. BULLDOG IN TILT

Czyz 5: ennesima prova incolore per il polacco, che in otto minuti non riesce mai a concludere nulla di buono. Calvani capisce che non è in serata e nella ripresa lo lascia seduto in panchina salvo poi concedergli una manciata di secondi quando ormai i giochi son fatti. PUNTO INTERROGATIVO

Lorant 5: soffre anche lui i lunghi della Lenovo, non riuscendo a fornire quel contributo che spesso ha aiutato Roma in stagione. In una serata in cui Lawal non è in partita, poteva fare molto di più. OCCASIONE SPRECATA

Tonolli, Gorrieri, D’Ercole n.e

Calvani 5: iniziare con un 19 a 7 la partita non è proprio il modo migliore per presentarsi in una semifinale al Pianella. Non rischia D’Ercole non dando la giusta importanza a quella che poteva essere la partita del k.o. definitivo per Cantù. La sensazione è quella delle prime due gare: una squadra in balia dell’avversario, incapace dopo tre partite di essere pericolosa. Sotto per 36 minuti in gara uno, per 28 in gara due e mai in vantaggio in gara tre. Se le fiammate dei singoli sono spente, per Roma la serie potrebbe presto trasformarsi in un incubo. NOTTE FONDA

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