Semifinali Playoff: la Scandone all’inseguimento di un sogno

Ecco come si presenta la formazione biancoverde alla seconda Semifinale Scudetto della propria storia: contro Reggio sarà una battaglia.

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Domani sera, ore 20:45. È questa l’ora X della semifinale che vedrà opposte Grissin Bon Reggio Emilia e Sidigas Avellino, rispettivamente seconda e terza al termine della stagione regolare. Vediamo come arriva la squadra irpina a questo appuntamento unico.

CAMPIONATO DA PROTAGONISTA – Stagione finora strepitosa per la Scandone, che dopo un avvio costellato da alti e bassi, vuoi per un lento processo di amalgama tra i giocatori, vuoi anche per infortuni (su tutti quelli di Taurean Green e Janis Blums, costretti poi a lasciare la squadra), ha cominciato macinare vittorie su vittorie. La clamorosa sconfitta interna nel derby contro Caserta del 23 dicembre ha fatto scattare la scintilla negli uomini di coach Sacripanti, che da lì in poi hanno decisamente cambiato faccia: sono arrivati dodici successi consecutivi, striscia vincente più lunga nella storia della Scandone, e un girone di ritorno dal fantastico record di 13-2, che ha consegnato, dopo cinque anni, Playoff e terzo posto alla Sidigas. Impossibile non menzionare, nel mezzo di questa cavalcata, le grandissime Final Eight giocate dai biancoverdi, che sono arrivati ad un passo dal riportare la Coppa Italia ad Avellino dopo otto anni: la corsa si è fermata infatti solo in finale contro la corazzata Milano. Senza dubbio anche gli innesti dei playmaker Marques Green e Joe Ragland hanno aiutato e non poco il team a raggiungere tali traguardi ed anche (e soprattutto, oseremmo dire) a riaccendere quella passione di basket che al PalaDelMauro si era ormai assopita da un po’ di tempo, a causa delle ultime deludenti e fallimentari stagioni.

LA SERIE DEI QUARTI – Dopo cinque anni, dunque, i Lupi hanno staccato nuovamente il pass per la post season ed ai quarti hanno avuto di fronte un avversario tosto, che anch’esso ha vissuto una stagione sopra le righe, ossia la Giorgio Tesi Group Pistoia. La squadra allenata da coach Esposito ha combattuto con tutte le armi a disposizione per giocarsi le semifinali, ma la differenza di caratura tecnica tra le due squadre in favore di Avellino si è vista e non poco. Nelle prime due gare giocate al Del Mauro non c’è stata storia, fatta eccezione forse per l’iniziale 0-9 pistoiese in Gara 2, poi ribaltato dalle giocate delle bocche di fuoco della Sidigas, su tutti un super James Nunnally, che ha poi chiuso con il suo career-high di 32 punti, nella serata in cui ha ricevuto il premio come MVP del campionato di Serie A Beko. In Gara 3 l’atmosfera del PalaCarrara e la voglia di Pistoia di prolungare la serie e fare bene davanti al proprio pubblico ha fatto sì che la Scandone per vincere abbia dovuto sudare le cosiddette sette camicie, passando solo dopo un overtime, grazie al buzzer-beater del solito Nunnally.

MOST VALUABLE PLAYER – Il giocatore nativo di San Jose ha letteralmente dominato la serie contro Pistoia e portato i suoi in semifinale. Nei quarti ha avuto una media di 21,3 punti ad allacciata di scarpe, con il 55,8% dal campo: numeri offensivi che dimostrano quanto sia cristallino il talento del californiano, scoperto in estate dal DS Alberani, che anche grazie alla scommessa vinta su Nunnally ha conquistato il riconoscimento di miglior dirigente della stagione. La sua crescita esponenziale nel corso della stagione ha fatto sì che la Scandone arrivasse a competere per quella che sarebbe una storica Finale Scudetto, cosa successa solo una volta (2008) prima di quest’anno, ed in Irpinia sperano che il canestro che ha permesso ad Avellino di andarsi a giocare le semifinali non sia l’ultimo decisivo.

UN FATTORE CAMPO DA RIBALTARE – L’avversario della semifinale sarà Reggio Emilia, squadra che se non può definirsi corazzata, poco ci manca. La compagine di coach Menetti ha demolito, se vogliamo anche in maniera abbastanza inaspettata, i Campioni d’Italia uscenti della Dinamo Sassari, che hanno ceduto in sole tre gare: ciò sta a testimoniare il valore assoluto dei biancorossi. La Scandone, per arrivare alla Finale, dovrà cercare innanzitutto di ribaltare l’attualmente sfavorevole fattore campo, ma per violare un parquet che in questa stagione ha visto la squadra di casa soccombere in una sola occasione, bisognerà giocare sempre al 100% delle proprie possibilità, con un’intensità da Playoff. Come la stessa Sidigas, il punto di forza della Reggiana è la solidità del gruppo, ma anche per individualità si fanno rispettare eccome: dal trio azzurro formato da Aradori, Polonara e Della Valle, l’esperienza dei lituani Kaukenas e Lavrinovic, alla fisicità sotto canestro di Veremeenko e Golubovic, passando per la dinamicità di De NicolaoStefano Gentile, Silins e la regia del neo arrivato Needham.

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