Serie A, finali: Roma ha fame di scudetto. Siena vuole riscrivere la storia

Serie A, finali: Roma ha fame di scudetto. Siena vuole riscrivere la storia

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È arrivata al termine, alla fase clou, quella che in 7 mesi di regular season e 30 giorni di playoff si è rivelata essere la stagione più incerta e combattuta da molti anni a questa parte. Nessuno dei pronostici della vigilia è stato rispettato: squadre come Siena e Cantù non hanno mai avuto il fattore campo a favore, Milano è uscita al primo turno, il duo VareseSassari, dopo aver dominato la RS, non è riuscito a raggiungere la finale. Insomma, nessuna delle previsioni iniziali è diventata realtà: Roma-Siena è la finale.

La Virtus Roma, a luglio vicinissima al fallimento, ha raggiunto l’atto conclusivo di questo campionato compiendo una vera e propria impresa sportiva. Toti si è affidato alla coppia Alberani-Calvani: il primo ha scovato giocatori affamati di vittorie, nella maggior parte dei casi relativamente giovani e a basso costo, costruito la compagine intorno a capitan Gigi Datome, la cui scelta di restare nella capitale da leader ha pagato. Il secondo ha reso questo buon gruppo un team unito e capace sempre di lavorare insieme e volare sulle ali dell’entusiasmo. I giallorossi infatti, vivendo tutti insieme in un residence romano, si sono conosciuti e diventati più che compagni sul parquet. E proprio su queste fondamenta si basano le grandi imprese, sul sacrificarsi per gli altri, sul lottare per la maglia e per i tifosi. Insomma, i limiti economici sono stati sopperiti da carattere e talento, tanto che questa Virtus è riuscita a riavvicinare la città eterna alla pallacanestro. Si sarebbe potuto tranquillamente giocare al Pala Eur per rivivere le emozioni di 30 anni fa, ma la scelta di Claudio Toti è stata contraria.

Dall’altra parte c’è però la Mens Sana Siena, altra squadra che ha stupito rispetto alle aspettative. I toscani infatti avevano ridimensionato dopo il sesto titolo consecutivo, ma incredibilmente hanno superato le due avversarie sulla carta più temibili a questo punto della stagione: Milano e Varese, battute in 14 gare ribaltando il fattore campo due volte e portando a casa vere e proprie battaglie. La nuova Siena di Luca Banchi dunque si basa su grinta e rabbia agonistica, rappresentata perfettamente dalla coppia che sembra aver preso la leadership della squadra in questa post-season: David Moss e Daniel Hackett. I biancoverdi hanno dunque dimostrato di poter superare qualsiasi avversario, reggere la pressione di ogni campo e ribaltare ogni previsione. La serie si presenta quindi difficilmente pronosticabile e aperta ad ogni finale. Di certo non si chiuderà in 5 gare, come 5 anni fa, quando le due squadre si incontrarono nuovamente nell’atto conclusivo della stagione e i toscani vinsero 4-1 non senza polemiche e dubbie intercettazioni.
Da allora i capitolini non sono mai andati oltre le semifinali, mentre la Mens Sana ha conquistato altri 4 titoli. Ma molto è cambiato rispetto all’edizione 2008 dei playoffs: per la prima volta dal 2005 ad oggi i toscani non hanno il fattore campo a favore, che passa dalla parte dei capitolini, i quali nutrono molte più speranze che 5 anni fa. Solo 3 giocatori sono rimasti nelle rispettive squadre: Alessandro Tonolli per i giallorossi, Marco Carraretto e Tomas Ress per i biancoverdi. Due ex di turno, entrambi attualmente militanti nella squadra di coach Calvani: Gigi Datome e Lollo D’Ercole, pezzi da novanta delle giovanili della Mens Sana a metà decennio scorso. La società di Siena ha preferito disfarsene, e ora i due hanno la possibilità di attuare una piccola vendetta.

Datome è capitano e leader di Roma. Anche D’Ercole dalla panchina sta avendo un ruolo fondamentale, dando energia e ritmo alla squadra. Sarà importantissimo anche l’impatto di Gani Lawal, una delle tantissime scommesse vinte da Alberani: l’ex Roanne è il migliore per valutazione nei playoff e Luca Banchi gli opporrà in tutta probabilità Ben Eze e Ortner.
Duello tra specialisti difensivi invece quello che vedrà coinvolti Bailey e Moss, mentre in spot play sarà una sfida tra scorer quella che coinvolgerà Phil Goss e Bobby Brown. Quest’ultimo è stato complessivamente un po’ discontinuo in post-season, mentre il primo si è erto a go to guy di Roma, segnando incredibili canestri decisivi e ad altissimo tasso di difficoltà. Piuttosto simili Czyz e Sanikidze, atletici e con possibilità di giocare anche perimetralmente: ci si può attendere da entrambi un leggero miglioramento nel rendimento. Jones e Ress invece possono essere considerati delle variabili da entrambe le parti: hanno migliorato il loro rendimento nei playoff e adesso sono attesi dalla prova più importante, soprattutto per l’ex Pistoia, che si è conquistato un posto in quintetto.

Insomma, ci si aspetta agonismo, tensione, spettacolo ed entusiasmo, sia in campo che sugli spalti. Sperando che la finale segua la falsa riga dei precedenti turni e per la prima volta nella storia del basket italiano si possa giocare almeno una gara 6 di finale, dato che da quando si gioca al meglio delle 7 tutte le serie sono finite 4-0 o 4-1.

QUINTETTI:

ROMA: Taylor, Goss, Datome, Jones, Lawal.
SIENA: Brown, Hackett, Moss, Sanikidze, Eze.

GIOCATORI CHIAVE: Datome – Hackett

LE DATE: gara 1 11/06, gara 2 13/06, gara 3 15/06, gara 4 17/06, gara 5 (ev.) 19/06, gara 6 (ev.) 21/06, gara 7 (ev.) 23/06. 

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