Serie A, il pagellone dei playoff: disastro Sassari, Milano cinica

Diamo i voti alle fantastiche otto che hanno dato vita ai playoff 2016.

Si sono conclusi lunedì i playoff 2016 del nostro massimo campionato che ha visto l’Olimpia Milano aggiudicarsi il ventisettesimo scudetto della sua gloriosa storia. Non sono mancate le emozioni in questa post-season, certo niente di paragonabile allo spettacolo della scorsa estate, ma comunque, complici anche la presenza nelle ”fantastiche otto” di sorprese come Cremona, Pistoia e soprattutto Avellino, non è stata certo la noia a farla da padrona. Vediamo nel dettagli il percorso di tutte e otto le squadre che hanno partecipato a questi playoff.

MILANO 7,5 – Vincere lo scudetto è lo scopo finale dei playoff e, pertanto, è ovvio che per l’Olimpia Milano sia garantito un voto abbastanza alto, ma la forza mostrata dai ragazzi di coach Repesa in finale è davvero notevole. Non sempre nel corso di questi playoff le ”scarpette rosse” si sono mostrati una squadra in grado di proporre un bel gioco corale, ma la loro capacità di alzare il ritmo in una maniera non sostenibile dagli avversari ha permesso loro di vincere questo scudetto. Naturalmente il roster a disposizione di Jasmine Repesa è di altissimo livello e molte volte le giocate dei singoli hanno tolto le castagne dal fuoco ai milanesi. Rakim Sanders si è confermato uno dei giocatori più devastanti passati nel nostro campionato negli ultimi anni, mentre Alessandro Gentile, nonostante qualche problema fisico di troppo, si è dimostrato giocatore di grande personalità. Batista e Macvan hanno fatto la loro parte sotto canestro, Cerella si è confermato un leader poco appariscente di questa squadra mentre l’unico a deludere un po’ è stato Andrea Cinciarini che ha manifestato un po’ troppa emotività.


REGGIO EMILIA 7 – 
Ancora una volta i ragazzi terribili di Max Menetti si sono presentati al loro appuntamento con la storia, ma ancora una volta hanno mancato questa occasione. La Grissin Bon è senza ombra di dubbio un modello da seguire per tutti: infatti, la programmazione della società ha portato gli emiliani ad annoverare nel suo roster i migliori giovani italiani. È indubbio però che il gioco di Reggio è abbastanza difficile da sostenere ad altissimi livelli a causa delle sue difficoltà dal punto di vista dell’atletismo che probabilmente è stato quel qualcosa in più che ha portato Milano allo scudetto. Un altro limite dei vice campioni d’Italia è stato quello di essersi dimostrati assolutamente nulli in trasferta, soprattutto nella serie finale contro Milano che ha visto gli emiliani perdere in maniera netta in tutte e tre le partite disputate al Forum di Assago. Tra le note positive ci sono sicuramente le grandissime prestazioni del veterano Kaukenas, ma nella pallacanestro di oggi non è possibile pensare che sia un trentanovenne a trascinare una squadra allo scudetto. Basta inserire un giocatore che sia in grado di garantire un po’ più di dinamismo per mettere a frutto le potenzialità di questa squadra e sognare in grande.

AVELLINO 7 – La Sidigas di Pino Sacripanti è stata protagonista di una regular season davvero notevole e in molti vedevano negli irpini una possibile mina vagante della post-season. Avellino ha avuto un approccio molto positivo ai playoff e si è dimostrata fin da subito una squadra non paga dell’ottima stagione regolare disputata. Dopo aver dimostrato una netta superiorità rispetto a Pistoia, la Scandone si è dovuta confrontare con i vice campioni d’Italia di Reggio Emilia che però si sono dimostrati più avvezzi al grande palcoscenico delle finali. Nonostante la sconfitta, i campani hanno dato grandi gioie ai propri tifosi anche in semifinale, in particolar modo in gara 4 quando hanno letteralmente annientato la corazzata emiliana. Le prospettive per il futuro sono molto rosee, soprattutto in virtù dei tanti rinnovi che in queste ore stanno arrivando e che consentiranno alla Scandone di provare a restare ai vertici del nostro basket.

VENEZIA 7  – Non è stata certamente un’annata semplice per la Reyer Venezia che, nonostante un roster di primissimo livello, non è riuscita a mostrare grande continuità durante la regular season, ma gli innesti fatti prima dei playoff hanno letteralmente cambiato faccia a questa squadra che è stata capace di mettere in seria difficoltà l’EA7, costringendola a passare il turno solo in gara 6. Insomma è stata un’altra post-season, dopo la semifinale dell’anno scorso, che ha visto la compagine lagunare affermarsi ai più alti livelli del basket italiano, ma accusare ancora qualche mancanza per dimostrarsi in grado di essere una seria contender per la vittoria del titolo. Walter De Raffaele, dopo l’esperienza alle spalle di Recalcati, ha saputo prendere bene in mano il gruppo e trascinarlo fin dove è arrivato, eguagliando il risultato ottenuto la scorsa stagione dal suo ex maestro.

CREMONA 6,5 – È stata senza ombra di dubbio una delle stagioni più importanti della storia della Vanoli Cremona che è riuscita, grazie a una discreta costanza di risultati, a chiudere la regular season al quarto posto, conquistando il fattore campo per i quarti di finale dei playoff. La serie contro la Reyer Venezia è stata l’unica delle quattro del primo turno a non essersi chiusa dopo sole tre partite, ma nonostante i tentativi di restare attaccati a questi playoff da parte dei ragazzi di coach Pancotto, ci si è resi molto presto conto che Venezia aveva qualcosa in più e che l’asse play-pivot dei lombardi, cuore pulsante del loro gioco, senza Vitali non era più lo stesso. Molti dei protagonisti di questa stagione stanno lasciando Cremona, ma la dirigenza della Vanoli si è sempre dimostrata in grado di allestire buone squadre anche con budget non all’altezza dei top club del nostro campionato.7

TRENTO 6 – La cavalcata in Eurocup ha tolto tanto alla Dolomiti Energia Trento nel corso della seconda parte di stagione e ha costretto i ragazzi di coach Buscaglia a trovarsi di fronte l’Olimpia Milano già al primo turno di questa post-season. In realtà, a dispetto del 3-0 finale della serie, Trento non si è mostrata una squadra terribilmente peggiore dei meneghini: infatti, in alcune fasi dei tre incontri, Milano ha temuto non poco di non riuscire a portare a casa la vittoria, ma poi alla fine ha punito tutti gli errori commessi dagli avversari. Il canestro di Gentile che ha regalato all’EA7 il successo in gara 3 ha tolto alla Dolomiti Energia la soddisfazione, probabilmente meritata, di vincere una partita e disputarne una seconda davanti al proprio pubblico, ma una cosa è certa: Trento ha una programmazione che le consentirà di stare ai piani alti del basket italiano per lungo tempo.

PISTOIA 6-  – La stagione dei ragazzi di coach Esposito è stata davvero da incorniciare: infatti, il sesto posto in classifica al termine della stagione regolare è senza ombra di dubbio un risultato storico per la Giorgio Tesi Group, ma sicuramente nei playoff si poteva fare qualcosina di più. L’abbinamento con la Sidigas Avellino non era certamente dei migliori, però la superiorità dimostrata dagli irpini è stata disarmante e il 3-0, nonostante sia arrivato con un grandissimo canestro di Nunnaly allo scadere del supplementare di gara 3, è sostanzialmente meritato da parte di Avellino. Anche questa è una società che sa programmare e, anche senza grosse risorse economiche, sa costruire buone squadre, ma ripetere un’annata del genere non sarà affatto semplice.

SASSARI 4 – Si dice spesso che vincere è facile, il riconfermarsi è difficile, ma per la Dinamo Sassari la corsa verso la riconferma non è praticamente mai partita: infatti, la stagione regolare è stato un susseguirsi di alti e bassi che ha portato in dote una stentata qualificazione ai dove Reggio Emilia le ha rifilato un secco 3-0 che non ammette repliche. L’aver stravolto il volto della squadra che lo scorso giugno aveva conquistato il titolo sicuramente è stato un errore che in Sardegna si è pagato a caro prezzo. Anche i due cambi in panchina non hanno giovato a un gruppo a cui forse non è stato concesso di costruirsi in serenità. L’unico giocatore a tenere alta la bandiera dei sardi è stato David Logan che però, complice anche l’età, non può essere sempre il trascinatore dei suoi. Le risorse e la competenza non mancano e il coach-gm Pasquini, coadiuvato dall’esperto Giacomo Baioni, dovrà ricostruire la squadra con tanta pazienza e lucidità.

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy